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06 June 2014 @ 03:34 pm
L'acciarino magico  
Una delle mie favole preferite e' l'acciarino magico di Hans Christian Andersen.
Come la maggior parte delle favole e' spietata e crudele.
Il protagonista, un baldo soldato che torna da una qualche battaglia, viene fermato da una vecchina.
Ella, la povera ottuagenaria, gli chiede un favore, prima di essere soldato magari e' stato boyscout, perche' negare un piacere ad una vecchina?
Lei gli dice di prendere il suo grembiule e poi di infilarsi nel tronco cavo dell'albero che ha vicino, poi di attraversare un tunnel illuminato da cento lampade (vogliamo parlare dello spreco energetico nelle favole? No, passiamo oltre) e di raggiungere un forziere sopra il quale sta seduto un cane con occhi grandi come tazze da te'.
Gli bastera' stendere il grembiule per terra e posarci sopra il cane per avere accesso al forziere che contiene un tesoro in monete di rame.
Se pero' il rame non gli piace puo' passare nella stanza vicina dove c'e' un altro forziere con sopra un altro cane che ha occhi grandi come pale di mulino.
Utilizzando il solito grembiule puo' spostare il cane e accedere al contenuto del forziere: Millanta monete di brillante argento.
Se anche l'argento non e' abbastanza puo' proseguire nell' ultima stanza dove c'e' un cane con occhi grandi quanto la torre di Copenaghen.
L'uso del grembiule ormai e' noto e nel forziere c'e' una fortuna in monete d'oro.
In cambio di tutto questo ben di Dio, la povera vecchina chiede di recuperare un vecchio acciarino che sta in un angoletto.
Magari e' solo un oggetto a cui e' legata affettivamente, forse apparteneva al marito, chissa'....
Ora, se le fiabe fossero corrette e volessero insegnare qualcosa, il prode soldatino non solo avrebbe riportato l'oggetto richiesto alla donna ma si sarebbe accontentato delle monete di rame.
Invece cosa fa il bieco soldatino?
Si prende ogni moneta che riesce a trasportare, poi quando e' il momento di dare l'acciarino alla donna, le taglia la testa e si incammina verso la citta'.
Immaginate se la vecchina avesse chiesto di fargli attraversare la strada... come minimo prima di ucciderla l'avrebbe torturata.

Comunque il giovane, grazie al denaro, vive giorni lieti e una mattina mentre passeggia indossando vestiti eleganti vede passare la principessa in carrozza e si innamora perdutamente di lei... ma lei e' nobile ed irraggiungibile percio' si consola sperperando a destra e a manca al punto che finiti i frizzi e i lazzi, per il povero soldatino sono... azzi.
Deve vendere tutto cio' che ha per campare e una triste sera in cui al buio e al freddo si sta per pentire di essere stato cosi' avventato e stolto, usa l'acciarino per dar vita ad un moccolo di candela.
Qui Andersen avrebbe potuto riabilitare il soldatino e dopo il pentimento farlo giurare davanti alla fiammella che sarebbe diventato un esempio di impegno e bonta' invece dopo aver azionato l'acciarino ecco che appare il cane con gli occhi come tazze' da te' e parla pure dicendo: "Come posso servire il mio padrone?"
"Accipigna che figata!" - pensa il soldatino, "Peccato non avere una vecchina a cui tagliar via la testa per festeggiare!" - aggiunge e poi ordina all'animale:
"Presto portami del denaro!" e dopo qualche secondo il cane torna con la bocca piena di denaro.
Il soldato capisce che azionando l'acciarino per due o tre volte consecutive puo' richiamare anche gli altri cani.
Una notte ordina al cane con gli occhi grandi come pale di mulino: "Presto, vai alla corte del re e portami la principessa!"
Il cane sparisce in un baleno e dopo qualche secondo eccolo tornare con la principessa addormentata sulla groppa.
Il soldato le da' un bacio (alle vecchiette taglia la testa ma alle principesse indifese da' solo un bacio...) e la fa riportare alla corte.
La principessa pensa di aver sognato (dunque non dormiva sodo) e racconta tutto alla sua dama di compagnia che decide di vegliare sul sonno della fanciulla.
La notte successiva il soldato ordina che il cane gli porti la principessa e non appena arriva nella sua stanza ecco che la dama lo segue.
Arrivata presso l'abitazione del soldato disegna con il gesso una croce sulla porta in modo da ritrovarla il giorno dopo ma il soldato si accorge del trucco e ordina ad uno dei cani di disegnare una croce su ogni porta del regno cosicche' il giorno dopo sarebbe stato impossibile risalire a lui, infatti nessuno lo scopre.
La regina che era stata messa al corrente pensa ad un nuovo trucco, mette dentro un sacco di seta a cui ha praticato un buco sul fondo, tanti semi di granturco.
Quando il cane come tutte le notti preleva la principessa (chiudere la finestra no eh?) non si accorge del trucco e si lascia dietro una fila di semi che le guardie del re seguono per trovare il soldato e arrestarlo.
Dichiarato colpevole per lesa maesta' viene condannato all'impiccagione.
Quando ormai ha la corda al collo circondato da una folla acclamante chiede al re di esaudire un ultimo desiderio: accendere la pipa e tirare una boccata.
Il re acconsente ma non appena l'acciarino e' nelle mani del soldato ecco che questi lo aziona una, due, tre volte, arrivano i cani a cui ordina di fare a pezzi re e regina e tutta la corte.
I cani ubbidiscono scodinzolando felici.
Risparmiano solo alcuni cortigiani che chiedono pieta' promettendo di far diventare il soldato il loro nuovo re.
La principessa si guarda allora intorno e capisce in quel momento di essere innamorata del soldato.
Immaginate la scena romantica di questi due in mezzo a centinaia di cadaveri e poi pensate al vecchio detto: Tutto e' bene cio' che finisce bene.
Comunque si sposano, lei diviene regina e le nozze durano otto giorni, i cani siedono a tavola con gli altri perche' ormai sono diventati di casa.
Di mille ce ne'...
Prosit
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