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29 June 2014 @ 10:37 am
Tanto per dire  
La maggior parte delle volte non ci sarebbe alcun bisogno di aprire bocca, voglio dire, dopo un civile: "Buongiorno", perché continuare a parlare?
Ci sono purtroppo casi in cui luoghi e situazioni creano l'habitat naturale per lo sviluppo dei discorsi ad aria fritta. Questi avvengono sempre con pseudo-conoscenti il cui unico grado di parentela è la condivisione di un appartamento nello stesso stabile, il possesso del box attiguo al vostro, la condivisione della coda dal dottore, lo sniffamento reciproco nello spazio angusto di un ascensore.
Il tempo rimane l'argomento principe, ottimo per cominciare, capace di levare qualunque imbarazzo, accomuna gente di diverso ceto sociale, cultura ed etnia.
Di solito sul tempo si è tutti d'accordo, fa troppo caldo o freddo o umido o secco per tutti, i più anziani, se incontrano giovani, possono raccontare del tempo ai loro tempi senza timore di essere smentiti: "Dice che fa freddo? Ahh doveva esserci nell'inverno del 74, la temperatura era così bassa che si rompevano i termometri e non facevi tempo ad ordinare un cappuccino al bar che ZAC! Si ghiacciava nella tazza... ah certo, poi abbiamo avuto quell'estate torrida che ci ha fatto dimenticare presto i rigori invernali, pensi che si scioglieva l'asfalto e la gente usava l'asciugacapelli al posto del ventilatore... Pioggia? Non me ne parli, quella volta si entrava in casa con la barca e ne sono annegati a centinaia!
I giovani in questo caso devono sopportare muti ogni genere di racconto e come se avessero davanti il barone di Munchausen, sorridere rispettosi dell' infinito numero di balle che gli anziani gli propinano.
Ma ci sono conversazioni che non avvengono a senso unico, queste riguardano l'inciviltà dove, almeno sulla carta, tutti sono d'accordo:
"Ma guardi un pò che lercio, vorrei vedere se glielo facessero a casa loro..."
"Ha proprio ragione ma dove dice che è sporco?" - domanda l'altro
"Proprio lì dove il mio cane ha appena fatto quell'opera d'arte moderna che manco Duchamp..."
In genere più gli argomenti sono lontani e più sono utilizzati, il passato remoto è il tempo preferito perchè in qualche modo copre chi lo rimembra di un aurea di saggezza.
Nominare i defunti: "E lì abitava il Gaudenzio, gran lavoratore e buono come il pane", le trasformazioni del paesaggio: "Una volta qui era tutta campagna" o le vetuste tecnologie: "Ah quando avevo la seicento si che era un bell'andare..." sono luoghi comuni che ricorrono inesorabili.
Talvolta l'interlocutore selvaggio ci assale mentre siamo intenti a sbrigare qualche lavoro. La situazione ci impedisce di scappare e siamo costretti a rimanere in ascolto rischiando di combinare guai inenarrabili (mentre il tizio commenta: "Ah vede cosa ha combinato? Glielo avevo detto io che era meglio se per fare quel lavoro usava una morsa...".
Concludendo, il numero esiguo di omicidi che avviene in questi frangenti mi fa pensare che c'è ancora una speranza per l'umanità e che in fondo il parlare senza niente da dire è come ascoltare senza niente da sentire.
In questo caso vengono in aiuto quei minuscoli auricolari da dove si può sentir musica. Allora si osserva il vicino che apre e chiude la bocca come un pesce agonizzante e con un sorriso di circostanza si spera che prima o poi la chiuda per sempre.
Prosit
 
 
 
cockelberrycockelberry on June 29th, 2014 02:07 pm (UTC)
La cosa divertente è vederli tutti insieme, i vicini, alle riunioni di condominio…E lì non puoi metterti le cuffiette, sei costretto ad ascoltarli. Secondo me non le hai frequentate abbastanza, se no, la famosa speranza per l'umanità non l'avresti nemmeno citata :-) prosit
bustonebustone on June 30th, 2014 02:03 pm (UTC)
La riunione di condominio e' una recente assemblea altrimenti Dante l'avrebbe messa in qualche canto infernale, non vi e' dubbio alcuno.
Ma come parlo?
:-)
capracottacapracotta on June 30th, 2014 06:40 am (UTC)
Concludendo, il numero esiguo di omicidi che avviene in questi frangenti mi fa pensare che c'è ancora una speranza per l'umanità e che in fondo il parlare senza niente da dire è come ascoltare senza niente da sentire.
Qui c'è della saggezza. Non l'avevo mai vista in questo modo. Tu sì che sei un inguaribile ottimista! :D
bustonebustone on June 30th, 2014 02:03 pm (UTC)
Mmm forse ci ho ripensato ;-))