?

Log in

No account? Create an account
 
 
04 July 2014 @ 12:46 pm
Vittorio  
Se la madre possedesse un inconsapevole senso dell'umorismo non ci e' dato sapere, quel che sappiamo e' che fin dal suo primo soggiorno
nel reparto di neonatologia, dimostro' di possedere un volume sonoro ben al di sotto dei compagni di culla, una dote innata nel rotolare in posizioni che gli impedivano di essere osservato durante l'orario di visita e una pelle che lo faceva sembrare un rettile.
La dermatosi neonatale sarebbe sparita col tempo e non era certo un fenomeno raro ma in quel periodo tutti i neonati parevano bambolotti da quanto erano perfetti, biondi, carini. Le infermiere tiravano a sorte per chi dovesse cambiare il pannolino "all'iguana" che in mezzo a quella belta' interpretava alla perfezione il ruolo di brutto anatroccolo.
La bellezza non e' tutto nella vita, a volte e' compensata da altre doti. Nel suo caso era la miglior caratteristica, possiamo immaginare il resto.
Vittorio era il piu' sfigato bambino dell'asilo, la sua distrazione proverbiale. Riusciva con infallibile precisione a finire in situazioni cosi' spiacevoli che parevano far parte della sceneggiatura di un film dell'orrore.
Era riuscito a infilare la testa tra le sbarre di un cancello e rimanere incastrato finche' l'intervento del bidello e di una provvidenziale sega da ferro non lo avevano liberato. Durante la gita di classe alle elementari era caduto dentro una fossa biologica, aveva preso fuoco per essersi avvicinato troppo al caminetto della nonna, si era rotto entrambe le braccia cadendo giu' dal balcone (dove era salito in piedi per inseguire un piccione, lo stesso che mentre aspettava l'ambulanza gli aveva cagato in testa).
Vittorio era sempre l'ultimo della fila, il primo escluso, il campione dei perdenti, il virtuoso dell'inciampo, la vittima sacrificale e lo zimbello di ogni gruppo del quale tentava di far parte.
La madre le aveva provate tutte, dal cucirgli addosso amuleti di ogni tipo, a farlo benedire dal parroco fino a portarlo da una donna che si diceva fosse in grado di scovare il malocchio e sconfiggerlo.
Vittorio non aveva nessun tipo di fattura, la sua predisposizione a essere sconfitto faceva parte del suo DNA, se ne doveva fare una ragione.
E una ragione la madre se la fece cominciando ad ignorarlo e a far finta di non essere mai stata madre, solo Vittorio continuava a rodersi il fegato per non riuscire ad essere come i suoi simili.
Si iscrisse ad un corso comportamentale dove fu cacciato senza rimborso dopo i primi venti minuti. Provo' con la spiritualita' e riusci' a far bestemmiare un monaco che poi perse la ragione insieme ai voti. Affidato, dopo la morte della genitrice, ai servizi sociali, divenne presto l'incubo di tutti i tutori che avevano il compito di interagire con lui.
Cosi' rimbalzo' da un disastro all'altro, da un incidente ad uno peggiore, da un ospedale ad un ufficio di collocamento finche' non trovo' il bar Aurora.
Che sia stato costruito sopra le rovine di una antica chiesa dove alberga ancora una divinita' benigna o che sia la luce dello sgabuzzino che dona alla spuma proprieta' medicamentose, dentro quelle quattro mura, Vittorio si sente come gli altri.
Fuma moltissimo perche' essere fautore della propria morte gli sembra una conquista, e gioca a flipper perche' gli piacciono i rumori: la pallina che scontra i respingenti, i flipper che la colpiscono in sequenza, lo schiocco che annuncia una pallina extra, l'improvviso silenzio che segue il tilt.
Vittorio bestemmia, imprecazioni che denotano una certa fantasia che seppur grezza spesso fa sorridere gli astanti.
Sua e' la speranza che qualcosa arrivi fino alle alte sfere. Ha letto da qualche parte che l'opinione degli utenti e' tenuta in considerazione.
Prosit
Tags: , ,
 
 
 
cockelberrycockelberry on July 4th, 2014 10:27 pm (UTC)
ahahaha, adesso non ti resta che Tony il barista :-)
bustonebustone on July 5th, 2014 02:00 pm (UTC)
Fatto
Ecco socio, ho concluso, grazie per il tifo e per avermi dato l'idea di tirar fuori tre "vite" da tre apparizioni casuali :-)