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19 July 2014 @ 09:44 am
On the road (again) parte due  
Dopo aver cercato per mezz'ora nello scatolone di sinistra Max si ferma esausto, "Ci rinuncio" - dice
"Ci sarebbe ancora l'altro" - suggerisce Jelly
"No no, basta, se il destino voleva che trovassi subito l'elastico ci avrebbe messo lo stoppino..
"Vuoi dire "Zampino" - dice la donna sconsolata
"No quello è della gatta che va al largo, Jelly non mi stupisco che a causa tua abbiano chiuso la sessione Ics files, non conosci nemmeno i proverbi più elementari" - ribatte, comunque diamoci da fare o finirà che a star qui in mezzo alla strada prima o poi ci investe un camion..."
"Dio lo volesse" - pensa Jelly
"Hai pensato a qualcosa?" - chiede Max
"Ehm... no no niente perché?" - balbetta
"No, mi era sembrato, comunque ora sbarazziamoci di questa roba e poi decidiamo il da farsi ok?" - chiede poi, senza aspettare risposta, spinge i due scatoloni vicino al negozio di un rigattiere, entra e dopo qualche minuto torna dalla donna con in mano un uccello.
"Ecco fatto" - dice, "Ho venduto tutto!"
"E quanto hai guadagnato?" - chiede Jelly
"Oh niente ma siccome gli ho regalato anche il poster "I want to believe" mi ha dato questo uccello imbalsamato, dice che porta sfiga ma io non ci credo, son paranormale mica supersfizioso no?" - conclude mentre carezza le piume polverose del pappagallo che ha lo stesso guardo strabico di Ben Turpin
"Si dice superstizio... oh lascia perdere, muoviamoci su, qui vicino c'è un centro di lavori temporanei" - dice Jelly dopo aver consultato Bubble Maps sul cellulare, "Forse troviamo qualcosa per tenere la mente occupata, comincio già a sentirmi inutile..." - ribatte

L'Agenzia "Impieghi facili mapperò subbito" apriva la sua piccola vetrina ammuffita su un vicolo a pochi passi dalla sede dell' efbiai.
Era così piccola che pareva lo spioncino al centro di una porta e la desolante vetrina deserta mostrava un unico oggetto che divideva lo spazio con decine di piccoli cadaveri: mosche, formiche con le ali, un paio di falene e un esemplare di Arthropoda Tracheata Pterygota Oligoneoptera Apocrita Vespoidea Aculeata.
L'oggetto era un orologio a cucù, le catene poggiate sul piano lo facevano sembrare un polpo a cui un sadico pescatore aveva reciso la maggior parte dei tentacoli. Come tutto il resto, era coperto di una patina di polvere che cancellava ogni colore, le lancette in stile tirolese erano ferme sulle dieci e dieci e la porticina del cucù era spalancata, al suo interno nessuna traccia dell'uccellino di legno come se visti i dintorni avesse deciso di migrare verso i mari del sud.
"Vedi, dentro quella casetta c'era un uccellino proprio come te" - dice Max al pappagallo impagliato, "Poi un giorno ha trovato lavoro ed è volato via, ora avrà un ufficio con i vetri da cui può vedere fuori ma i piccioni, che sono stronzi perchè non guardano mai dove cagano, non possono vedere dentro e poi c'è la macchinetta per il miglio, il tizio che pulisce i trespoli, la donna che..."
La sberla di Jelly è così decisa che Max rimbalza con la fronte tre volte contro la vetrina, il pappagallo cade e perde un ala e da dentro il negozio una voce esclama: "Basta bussare, entrate che è aperto!"

Non appena Jelly scosta la porta, un campanello si mette a fischiettare: "Le gialle rose del texas", i due esitano un istante sulla soglia, si guardano negli occhi, poi entrano.
L'interno non è meglio della vetrina, c'è più polvere di quella che hanno trovato nella tomba di Ramsete IV detto: "Non preoccuparti mamma ci penso io a camera mia". Tutto è immobile, sulle pareti qualche brandello di tapezzeria si accanisce a rimanere appeso, il resto è muro scrostato, ragnatele, intonaco a pezzi, buio.
Un bancone con accanto due diverse sedie da spiaggia rappresenta tutto l'arredamento, quando da un piccola porta che dà sul retro entra un ometto calvo, la poca luce che permeava il bugigattolo, decide di scappare e i due agenti si ritrovano ancor più al buio.
"Max qui ci vorrebbe qualche idea luminosa..." - dice Jelly inaspettatamente spiritosa
"O l'interruttore della luce!" - risponde l'uomo e dopo un "click" ecco che il negozio prende vita.
Una gialla lampadina pende dal soffitto impiccata ad un cavo ritorto e sparge tutto intorno un aurea giallognola e malata.
Non che quelle che sembravano macchie di muffa siano quadri astratti o che quel ratto che si muove sul pavimento sia in realtà un aspirapolvere Robot ma almeno tutti si possono guardare negli occhi, a parte il pappagallo che continua a fissare un punto imprecisato forse situato tra l'isola che non c'è e lo spazio che c'è tre le due lune di marte.
(continua ancora)
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cockelberrycockelberry on July 19th, 2014 08:44 am (UTC)
mi sto sganasciando… Ahahahahahahha!! :-D
bustonebustone on July 20th, 2014 07:21 am (UTC)
Son contento socio, Max e Jelly ringraziano :-)
claudia: cat - pat patflorealpolla on July 19th, 2014 09:32 am (UTC)
Non c'è mai un camion quando ne serve uno :D
bustonebustone on July 20th, 2014 07:20 am (UTC)
Non posso fare a meno di notare la vena sarcastica, nonchè malvagia, che pervade i suoi commenti, le vorrei far presente che senza di me la serie chiuderebbe quindi se tiene alla saga, mi auguri di vivere a lungo anche perchè chi mai potrebbe infastidire Jelly meglio di me?
Accludo fotografia autografa.
Respinti saluti
Max

PS non nego che l'episodio con la mia dipartita otterrebbe un record di ascolti senza precedenti ma si vive una volta sola.
claudia: cat - pat patflorealpolla on July 21st, 2014 06:58 am (UTC)
Non mi è arrivata la fotografia! La vojooooo!