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22 August 2014 @ 03:36 pm
La temperatura dell'amicizia  
Ha bisogno di un condizionatore.
Ha sentito che è un aggeggio che può combattere il caldo, perfino quello che vive nella sua piccola casa, da sempre.
Maria abita in una casa bianca, schiacciata tra altre due più grandi.
Una notte sogna che la sua casa scompare, rimangono solo le altre due vicine.
Sogna di essere dentro un letto sottile come un capello, si accorge che la sua casa non è scomparsa, ha solo perso la terza dimensione.
Ora in un unico punto ci sono tanti oggetti concentrati, le basta allungare un braccio per toccare la marmellata in dispensa, il sapone nel bagno, lo scolapasta in cucina, le cartoline nel cassetto, il tappeto, il telecomando del televisore.
Laggiù in fondo, da dove proviene la luce, c'è ancora la finestra, è sottile come una carta da gioco.
Il postino suona il campanello, poi infila una busta sotto la porta, la fessura è in verticale ma la busta ci passa agevolmente.
La raccoglie, la apre, è della sua amica Renata che vive in Islanda:

Vestmannaeyjar 22-08-14
Cara Maria, questa mia forse ti giungerà inaspettata ma finalmente trovo il tempo per rispondere alla tua lettera.
Qui sull'isola è estate, la temperatura è di - scrittura illeggibile - e perciò non ci possiamo lamentare.
Il vulcano Eldfell borbotta, forse lui non è d'accordo, speriamo non si metta in testa di fare lo stupido come nel 76 o la prossima lettera avrà i bordi bruciacchiati.
Come stai?
Volevo chiederti se mi potevi restituire la sciarpa che ti ho regalato per il tuo compleanno, sai qui d'inverno si gela, e poi il pervinca non è il tuo colore preferito, o sbaglio? Manda un pacco e già che ci sei mettici dentro qualche dolcetto di mandorla, mi mancano da morire.
Ora devo lasciarti perchè la lavatrice ha finito e devo stendere.
un abbraccio
Renata

Si sveglia all'improvviso, si è addormentata sul divano, la luce della finestra le illumina il viso e la carta da gioco è ora rettangolare senza figura.
Si stropiccia il viso, stira le gambe, guarda le calze che deve portare anche con quel caldo. Il depliant del negozio è lì di fianco, lo afferra, la pagina è piegata in due e mostra il condizionatore "Alaska" tre velocità con regalo a scelta tra ventilatore, radio AM-FM e trapano.
Maria pensa che prenderà il ventilatore, magari lo metterà in cucina.
Gli torna in mente il sogno, Renata e la sciarpa.
Non si sentono da anni, quelle amicizie che sembrano eterne e poi, per una sciocchezza, finiscono nel silenzio e nel gioco di chi resiste a non chiamare. Certo lei sarebbe capace di scrivere una lettera del genere e perfino di volere indietro un regalo.
Si alza e raggiunge la finestra, nella via sottostante c'è solo un gatto, quando lei spunta lui gira la testa. Se ne sta all'ombra, in cima ad un vaso rovesciato ed è come se tutto il resto fosse allagato dalla luce e lui in attesa della bassa marea.
Maria guarda l'orologio, sono le undici e dieci. Si mette addosso un vestito bianco di cotone con le spalline sottili, un paio di scarpe basse e prende la borsa.
Quando esce dalla porta il gatto è ancora lì e la saluta con un miagolio che lei vorrebbe comprendere per rispondere a tono.
Si incammina lungo la via e dopo qualche passo si volta.
La sua casa in mezzo alle altre due è un romanzo rosa stretto tra due reggilibri, osserva il terrazzo da dove spuntano le piante di fagiolini.
Sono legate alle canne con striscioline color pervinca, ritagliate dalla sciarpa di Renata.
Sorride, quando tornerà a casa il caldo non sarà più un problema. Forse si sentirà perfino più vicina a quella che una volta diceva di essere sua amica.
Prosit