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25 August 2014 @ 08:14 pm
La fine di Coyote Kidd  
Se lo sentiva che prima o poi lo avrebbero fatto fuori.
Eppure aveva tre fan club, le puntate avevano un buon pubblico e c'erano perfino delle magliette in giro con la sua faccia e la frase sottostante che lo contraddistingueva (che mi rapisca la diligenza delle otto).
Il fatto è che appena ricevette quella telefonata, quella della segretaria del direttore di produzione, già aveva capito.
E avrebbe davvero preso la diligenza se solo fosse servito a qualcosa.
Glielo aveva detto Michael, che interpretava lo sceriffo dalla prima puntata, "Finché gli servi ti coprono di gentilezze e poi piccoli segni ti fanno capire che non hanno più bisogno di te e sai quel che è peggio? E' che la serie continua senza di te e ogni volta che passi davanti al televisore e ti capita di vedere che va in onda, è come se fossi morto anche nella realtà e dall'alto dei cieli osservassi la vita che va avanti senza di te".
Lo chiamai subito sperando non stesse girando qualche scena, mi rispose al secondo squillo.
"Mi hanno chiamato" - gli dissi senza presentarmi
"Oh Giovanni, il direttore?" - chiese Michael
"Proprio lui"
"E la colazione?"
"Intendi se me la portano ancora? Si"
"Mm e la briosce è ripiena?"
"Mi pare, albicocca o forse pesca..."
"Ahia"
"Come ahia, non sai dire altro?"
"Il fatto è che quello è uno di quei segni di cui ti parlavo... La mia è sempre piena di cioccolato da scoppiare, non che voglia insinuare di essere meglio di te ma quando ti arriva la marmellata, beh ci puoi far poco... certo a Clarissa, te la ricordi? A lei arrivò la briosce vuota, senza ripieno capisci?"
"E allora?"
"Allora dopo dieci minuti era in giro a cercarsi un nuovo lavoro..."
"Ho capito, mi preparo al peggio, grazie Michael, ci si vede... da qualche parte... chissà"
"Non mollare, a volte ti chiamano per una proposta e magari il ripieno è stato un sbaglio, nel caso faglielo notare ok?"
"Ok, grazie" - ripetè e chiuse il telefono.

Durante il percorso verso l'ufficio del direttore ogni persona che incontrava pareva indossare una maschera funebre, perfino la truccatrice che era sempre di buonumore tenne la testa bassa per non guardarlo negli occhi... che tutti sapessero già?
Forse in questi casi l'ultimo a conoscere il proprio destino è il diretto interessato.
La porta del direttore era chiusa.
Per un istante pensò di tornare più tardi poi prese coraggio e bussò, prima piano poi più forte, forse anche troppo.
"Avanti" - anche nella voce del direttore gli parve di sentire un tono tragico.
Aprì la porta, l'uomo dietro la scrivania lo accolse con un sorriso che pareva dipinto.
"Ohh Marzuti, venga, venga, si accomodi, gradisce un goccio di qualcosa?" - disse mentre si alzava, scostava una poltrona e afferrava una bottiglia piena di un liquido ambrato.
"No grazie" - rispose e si sedette in attesa
L'uomo tornò dietro la scrivania. Ora che lo aveva di fronte rimase un tempo infinito con i gomiti poggiati al piano, il mento sulle mani strette a pugno e uno sguardo da: "Oddio dove ho messo le chiavi dello chalet?"
Poi aprì la bocca e fu peggio di come sperava: "Vede Marzuti, vado diretto al punto, non sono certo uno che ama girare intorno ai problemi, dunque il problema non riguarda lei ma il suo personaggio, abbiamo notato una certa inflessione nel gradimento e la rete sta varando il progetto "Rinnovamento""
"Sarebbe?" - chiese Giovanni dopo aver fatto un profondo respiro
"Novità, avanguardia, nuovi programmi, una scossa in tutte le trasmissioni e addio alle fiction vecchia maniera..."
"Ma "LE LUNGHE OMBRE DEI CACTUS" non è vecchio, è un classico, il genere western-rosa non tramonta mai!" - disse Giovanni
"Infatti la fiction continuerà, ma ci saranno cambiamenti, per farla breve, non voglio farle perdere tutto il giorno, Coyote Kid dovrà scomparire alla puntata 234"
Giovanni fece un rapido conto, due giorni prima aveva girato la puntata 233, "Dunque una puntata e ho chiuso?"
"Ehm si, gli sceneggiatori hanno già preparato l'evento, ah ma la sua sarà una fine che tutti ricorderanno a lungo! Uno scoppio nella miniera mentre tenta di salvare Betty Zumzum!
Era da almeno cento puntate che sperava in una sua storia con Betty, dopo lo sceriffo, il reverendo e il becchino pensava proprio che presto sarebbe toccata a lui invece...
"Scompaio dunque ci sarà la possibilità di un mio ritorno a sorpresa?" - chiese senza crederci nemmeno una briciola.
"No, guardi il copione parla chiaro, dopo lo scoppio, un attimo prima dei titoli di coda, anzi guardi, legga" - disse il direttore mettendogli davanti un fascicolo.
"Vada in fondo vada, cosa cè scritto in neretto?"
Giovanni aprì il plico al contrario, trovò subito il punto:
"Dunque, qui dice: SI DIRADA LA POLVERE, PRIMO PIANO (SBIGOTTITO-DISPERATO) di Betty Zumzum, PIANO LUNGO SU DESERTO, SAGOMA DI COYOTE CHE SI STAGLIA NETTO SUL SOLE (PALLA INFUOCATA) E CARRELLATA RACCAPRICCIANTE SU CORPO SMEMBRATO DI Coyote Kid... capisce qui hanno voluto rappresentare lo spirito dell'uomo che nonostante la morte continua, molto romantico non trova? Certo hanno fatto un gran lavoro, mica li paghiamo poco eh? Anzi abbiamo dovuto strapparli a Canale blu ma ne è valsa la pena..."
Giovanni non era abbastanza preparato, non lo si è mai in questo casi. Si alzò e fece per andarsene quando il direttore parlò ancora: "Ah Marzuti, un ultima cosa, domani, dopo le riprese, verrà a conoscerla il nuovo attore, Frangiuti Ottavio, lo conosce immagino, quando ha interpretato Don Mastino è stato un vero portento non trova?"
"Mi scusi ma perchè vorrebbe fare la mia conoscenza?"
"Bah guardi, in effetti lo ignoro, ma dice che è un usanza del mondo dello spettacolo, chi parte e chi arriva, forse vorrà brindare, gli auguri in culo alla balena, quelle cose lì... e senta, non lo dico per una qualche consolazione ma io avrei preferito che rimanesse lei, quello là è stato inviato dalla rete, si dice che lo zio ministro abbia insistito, insomma cose più grandi di me e di lei..."

Giovanni uscì dalla stanza, resistette alla voglia di sbattere la porta con fragore e di dire al direttore tutto quello che pensava del magico mondo dello spettacolo, semplicemente prese il cappotto e tornò a casa.
Fu lungo la strada che dopo il fruttivendolo, la lavasbianca e la parrucchiera, vide il negozio di caccia e pesca.
La vetrina che da sempre guardava senza il minimo interesse, gli apparve come una colorata fiera di paese.
Si fermò, con le mani appoggiate al vetro come un bambino con un negozio di dolci.
Balestre, fucili, archi, canne da pesca, fionde e pistole.
Ce n'era una in particolare che era identica alla sua, una splendida colt navy con il manico di madreperla.
Aprì il portafoglio per controllare quanti soldi contenesse ed entrò.

Il giorno dopo girò le scene con la stessa voglia di chi recita di fronte ad un dittatore, ogni sguardo, battuta, pacca sulla spalla era come un chiodo che si conficcava nella sua bara.
Tutte le scene raccapriccianti sarebbero state realizzate in digitale successivamente, meglio così, morire è sempre spiacevole, anche se per finta.
Furono gentili i colleghi a preparargli un piccolo rinfresco e quella coppia di gemelli, era sicuro che costassero un occhio ma niente avrebbe potuto farlo sentire meglio, non ancora.
Salutò tutti senza neppure essersi levato il cappello, aveva capito che gli avevano preparato una festa di addio ma aveva fatto finta di essere sorpreso.

Dopo l'ultimo ciak si erano spente le luci e quando si erano accese c'erano palloncini, torta e applausi.
Così nei panni di Coyote Kid aveva ringraziato e poi salutato tutti, rimasto solo andò in camerino, sulla porta qualcuno aveva già levato il suo nome per sostituirlo con quello di Frangiuti.
Entrò, si sedette sopra la seggiola e aspettò.
Passarono pochi minuti prima che qualcuno bussasse alla porta.
"Avanti!" - disse
La porta si aprì un poco per mostrare il viso perfettamente rasato dell'usurpatore
"Permesso, posso entrare?" - chiese il Giuda
"Fai come fossi a casa tua, anzi suppongo che questa ormai lo sia già, non hanno perso tempo a cambiare il nome sulla porta..." - disse Giovanni alzandosi in piedi.
"Eh si, sai come sono queste cose, mi dispiace, vorrei che tra di noi non rimanessero attriti, the show must go on, giusto?"
Si accorse in quel momento che l'uomo stringeva in mano una bottiglia di vino.
"E quella?" - chiese Giovanni
"Questa è per il brindisi, una specie di scambio di testimone" - disse quello sorridente.
Fu allora che Giovanni estrasse la pistola. Fu un gesto così inaspettato che Frangiuti mollò la bottiglia che andò a infrangersi sul pavimento.
"Questa città è troppo grande per tutti e due" - disse Giovanni con l'accento texano di Coyote Kidd
Il nuovo venuto era diventato così pallido che si confondeva con la parete bianca, "Mma ma io, ccosa vuoi fare con quella..." - riuscì a dire
"Questa è la mia fidanzata" - rispose Giovanni alzando la canna, ".. e mi ha detto che vuole darti un bacio in fronte" - continuò
"Non sono geloso, la lascerò fare, in fondo è solo un timido bacetto..." - concluse
Poi molto lentamente alzò il braccio, lo distese prendendosi tutto il tempo del mondo, alzò il cane e schiacciò il grilletto.

Dalla pistola uscì solo un innocuo click, mentre un abbondante rivolo di urina colorava i pantaloni di Frangiuti, raggiungeva il pavimento e andava a mischiarsi con il vino.
"Che mi rapisca la diligenza delle otto!" - disse Giovanni usando la pistola per alzare il cappello sulla fronte, "Te la sei fatta nelle braghe!"
Girò intorno all'uomo che pareva di pietra, rimise la pistola nella fondina e prima di uscire disse: "Battuto dal fantasma di Coyote Kidd... e con una pistola di plastica..."
Poi si allontanò, mai si era visto uno spettro così sorridente.
Prosit
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