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14 May 2007 @ 05:03 pm
Il buco nel bosco  
Sul monte Tamalpais c'è un bosco, e lì dentro ogni ombra è proprio ciò che appare, ostile. Quei brevi tratti di sentiero non sommersi dalla vegetazione si riesce a percorrerli con grande fatica, stretti d'ogni parte da viluppi di rami scabri, senza speranza.
Il pomeriggio che Giacomo Verzetti perse l'ennesima innocenza aveva quattordici anni tre mesi sei giorni, da otto ore. Ed una qualche bicicletta, regalo di comunione. Quando gli amici presero la solita scorciatoia per uscir fuori, lui deviò su un tratto che a malapena vedeva. Sui motivi del gesto, continuò a pensarci per anni, senza peraltro arrivare ad un'unica risposta. E neppure raccontò mai chiaramente quanto vide o, meglio, cosa trovò lui. Disse solo che c'era una radura.
E i resti d'una casa in rovina. Intorno, alberi incredibilmente alti. E quell'enorme buco, scavato ai piedi d'un tronco.

Pareva l'opera di una ruspa ma allora dove erano i segni dei cingoli? Sul terreno solo l'erba si muoveva lenta alla brezza, due farfalle si inseguivano in traiettorie impazzite e un grillo indeciso lanciava il suo grido insistente.
Lascio' la bici appoggiata ad un albero, si avvicino' all'apertura.
Dal soffitto spuntavano radici, e poteva sentire l'aria fredda e odorosa di terra come se quella fosse la grande bocca di un golem che dopo aver mangiato una caramella alla menta, sbadiglia annoiato.
Torno' alla bicicletta, stacco' la lampada che aveva fissato al manubrio e si incammino' lungo il pendio che entrava deciso nel buco, a volte la curiosita' e' piu' forte di qualunque timore.
I piedi che sprofondavano nella terra soffice, incontrarono dopo qualche metro i gradini di una scala.
Il cunicolo voltava deciso a destra, quando la luce diminui', dovette accendere la lampada e inseguendo quella poca luce insinuarsi ancor piu' giu'.
Cosa ci faceva una scalinata dentro il buco? Comincio' a contare i gradini.
Dopo milleduecentotrentasei passi raggiunse la porta.
Era una porta di legno lucido con al centro un batacchio a forma di zampa di drago.
Al lato c'era una cassetta delle lettere, appena sotto un campanello, un poco piu' in basso una targhetta con un nome: Belzebu'
[continua]
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Current Location: Nel cunicolo
Current Music: Tom Waits - Closing Time
 
 
 
dr_larsdr_lars on May 14th, 2007 06:58 pm (UTC)
Che bel racconto...Mi e piaciuto moltissimo!
(Anonymous) on May 14th, 2007 09:40 pm (UTC)
Mille duecento trentasei gradini, quella porta appena accostata. Quasi, chiunque l’abitasse, ne fosse appena uscito per un impegno inatteso.
Dentro, un lungo tavolo ricoperto da panno scuro e due sedie poste una di fronte all’altra.
Si guardò intorno. E non ebbe neppure il tempo di trovar una spiegazione logica: qualcuno stava risalendo il cunicolo che vedeva perdersi oltre il fondo della grotta..
Rumore di piedi sulla pietra. Si nascose dietro uno spezzone di roccia, con le braccia strette intorno ai fianchi per calmare la paura. Chi mai sarebbe stato, e cosa fare.
Apparve una figura di uomo, vecchio, dalla barba ed i capelli incolti. Non mostrò d’essersi accorto di lui e, fermatosi davanti la parete alla sua sinistra, prese a disegnare con un carboncino tra le dita.
Corna di animali, zoccoli, uomini armati di bastoni, punte minacciose.
Non sembrava evocarli per il bisogno primario di sfamarsi, studiandone prima i movimenti in una sorta di teatrino. O per ingraziarsi qualche dio benigno nella caccia. Era altresì un’urgenza, un venir a patti con un altro tipo di fame.
Anya.)