?

Log in

No account? Create an account
 
 
18 September 2014 @ 09:43 am
Una ed una sola  
Capi' subito dove era stata scattata la terza fotografia.
Quel cielo, il profilo del palazzo e la luce che neppure il tempo era riuscito a sbiadire non potevano che appartenere a Parigi.
Ricordo' la volta che si era recato nella citta' una decina di anni prima. Gli sembro' di sentire l'odore del pane, quello della pioggia, l'aroma delle spezie. E poi l'umido del sottosuolo, la brezza che fa fischiare i ponti, il caffe' che scalda mani e stomaco. Poi realizzo' che quella era una ben strana raccolta di fotografie.
Apparentemente erano state scattate in luoghi distanti tra loro come se l'autore, per qualche motivo sconosciuto, visitasse citta' lontane e scattasse solo una fotografia.
Lo immagino' camminare lungo la Senna come aveva forse fatto con il Tamigi o con la Moscova.
Macchina fotografica al collo e sguardo che scruta il circondario.
Seduto al tavolino di un caffe', su una panchina ai jardins de luxembourg , sull'erba di Hide Park, sotto la statua di San Giorgio sulla Collina Poklonnaja.
Osservava, aspettava finche' qualcosa dentro di lui gli suggeriva che era arrivato il momento di inquadrare il soggetto, mettere a fuoco, scattare.
Forse era quello l'unico ricordo che portava a casa.
Una reazione chimica priva di peso, un fantasma che solo la camera oscura sarebbe stata poi capace di evocare.
Perche' quel rullino era rimasto nella macchina? Con tutta probabilita' era stata rubata, chi mai venderebbe una macchina senza levare la pellicola...
Raccolse le fotografie e le fece sparire nel cassetto del tavolo, decise di tornare a Kropotkin per chiedere informazioni al venditore.
Conoscere il precedente proprietario della macchina, gli sembro' all'improvviso di vitale importanza.
Sperando nella fortuna butto' la macchina nello zaino, si infilo' il cappotto, e usci'.

fumo