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19 September 2014 @ 03:20 pm
La ricerca  
Arrivo' nella piazza del mercato ma la bancarella non c'era.
Al suo posto una donna vendeva fiori e per quanto fossero colorati non lo rallentarono di un passo.
Prosegui' con una insolita urgenza, lui che era sempre calmo e posato si ritrovo' a correre tra la folla, lo zaino stretto in mano e lo sguardo a cercare il volto dell'uomo che ricordava appena.
Lo trovo' che stava mettendo la mercanzia dentro tre grosse scatole. Si fermo', guardo' l'orologio, un ora insolita per andar via.
Si avvicino' e quello, come se non vedesse l'ora di parlare con qualcuno, disse: "Stamani non si batte chiodo, non so nemmeno io perche' mi sono alzato. Certo questo posto qui non e' come quello la' ma oggi la fioraia mi ha fregato, e dire che sono arrivato che era appena sorto il sole..."
Parlo' senza mai alzare la testa, fasciava un oggetto con la carta da giornale e poi lo riponeva sul fondo della scatola.
Gli ricordo' quando finivano le festivita' natalizie e da bambino gli toccava metter via gli addobbi.
"Senta ho comprato da lei una macchina fotografica l'altro giorno" - disse
"Se non funziona mi dispiace, non rispondo di guasti, le cose sono come sono" - rispose continuando la sua attivita'.
"Non ho ancora provato la macchina ma mi interesserebbe sapere se e' possibile risalire al vecchio proprietario..." - chiese
L'uomo si blocco' con un candelabro in una mano e un pezzo di giornale nell'altra, accenno' una risata che i polmoni interpretarono con un rauco sibilo e disse: "Il vecchio prorietario? Ma cosa pensa che mi segni su un taccuino da dove viene la mia merce? Sarebbe piu' facile salire a piedi scalzi sull'Elbrus... non so era tutta roba presa dalla parrocchia di San Serafino, se proprio non sa come passare il tempo potrebbe andare la' e chiedere di padre Antonin ma la avverto, non ha un buon carattere".
Lo ringrazio' e si incammino' verso la chiesa di cui si scorgeva la cupola del campanile gia' da quella distanza.
Mentre camminava riflette' sulla vicenda, si fermo' ad un certo punto pensando di lasciar perdere, cosa gli importava in fondo chi fosse il vecchio proprietario della macchina? Non aveva alcuna voglia di avere a che fare con un altro scorbutico, aveva gia' ricevuto la sua dose quotidiana di modi bruschi... Le gambe avevano pero' un idea diversa, si ritrovo' ben presto davanti alla porta della chiesa e la mano destra aveva gia' afferrato la maniglia.
Cosi' lascio' fare al corpo che lo porto' vicino all'altare e poi attraverso la porta della sacrestia.
Li trovo' un ometto intento a pulire dalla cera un grosso portacandele.
Mentre si dava da fare con un grosso coltello da cucina, pregava.
Era un ben strano modo di pregare, le invocazioni parevano imprecazioni, le lodi bestemmie.
Attese qualche istante prima di parlare poi, approfittando di una pausa nella quale l'uomo riprendeva fiato, disse: "Mi scusi se la disturbo..."
L'uomo alzo' il viso, lo squadro' dalla testa ai piedi poi disse: "Si e' perso?"
"No cercavo padre Antonin" - rispose
"Mm, mi sembrava un turista, sa con lo zaino, comunque sono io quel padre che cerca, di cosa ha bisogno?" - chiese
"La richiesta le potra' apparire un poco stramba ma ho acquistato una macchina fotografica su una bancarella del mercato..."
"Guardi che se parte da cosi' lontano arrivera' l'ora in cui la dovro' lasciare per il vespro..." - lo incito' riprendendo in mano il coltello che aveva posato per terra.
"Per farla breve lei ha venduto della merce al tizio del mercato e io ho comprato una macchina fotografica di cui vorrei conoscere il vecchio proprietario".
"Mm quella e' roba che i parrocchiani portano quando non hanno piu' spazio in cantina e invece che buttarla nella spazzatura, si lavano la coscienza immaginando che grazie al loro gesto tutti i poveri di Kropotkin potranno mangiare come principi... comunque ha con se la macchina?" - chiese
"Si, eccola qui" - rispose tirandola fuori dallo zaino.
"Ah si, mi ricordo, in un primo momento volevo tenerla per me ma poi l'ho messa insieme al resto e buonanotte... l'ha portata una donna, una di quelle che non manca mai una messa anche se ha il terrore della cassette per le offerte considerato che non si e' mai avvicinata per metter dentro un rublo...
"Sa dove posso trovarla?" - chiese Petrov
"Ma e' sordo o mi sono messo a parlare in aramaico senza rendermene conto?" - disse, "Le ho detto che non si perde una messa, domani la potra' trovare qui, si siede sempre nel primo banco, il velo in testa, un rosario di plastica tra le mani".
Lo ringrazio' e usci' dubbioso se tornare. Avrebbe ricevuto finalmente le risposte che cercava? O sarebbe stata l'ennesima e inutile caccia al tesoro?
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