?

Log in

No account? Create an account
 
 
25 September 2014 @ 02:51 pm
Il collaudo  
Arrivarono poco prima del temporale, quando dal cielo un botto assordante annunciava che le cose sarebbero peggiorate ancor prima di cominciare.
Il profilo del Peggiore Sinibaldo Spaccabaldis si stagliava netto contro la luce dell'uscio e per un istante, un brevissimo istante, la sua figura pareva corrispondere alla prestante fisicità che ci si aspettava dal suo ruolo. Un secondo sguardo aiutato dalla plafoniera svelava la pingue realtà: una logora cornamusa bolsa da cui colava grasso. Questi riempiva saccocce, attenuava linee e deformava la sua primitiva anatomia per poi scendere verso terra in molli balze inesorabili.
Mentre il capo officina era in attesa di sentire urla provenire dai bottoni della camicia, l'uomo parlò:  "Bongionno a tutti quanti tutti!" - disse, poi si spostò per liberare l'uscio dal quale cominciarono ad entrare i suoi compari con la stessa irruenza dell'acqua dal bocchettone di un idrante.
Erano Friborio Frangiflutti capitato di pattino,  Starnazzo Steccalarto medico osteoparanoide, Scafato Acquapassata magiscalco di Stucchevole Verbosita' e Strinelli Attriti detergente oratore d'assalto e responsabile delle intra-comunicazioni post mortem.
"Benvenuti!" - disse il capo officina sfoderando un sorriso ai limiti dell'illegalità.  "Se volete seguirmi vi faccio strada, se volete precedermi la strada la dovrete trovare da voi!" - aggiunse sperando di scatenare una risata ma il silenzio gli rivelò di aver ottenuto l'effetto contrario.
"La strada me la possiamo ritrovare da noi possiamo! " - disse il Peggiore Spaccabaldis, "Quando eravamo in missione abbiamo ritrovato chiavi di casa, bambini smarriti, ragione e vecchi amici, figuriamoci se non saressimo in grado di ritrovare la strada saressimo. .." - aggiunse.
Il capo officina rinuncio' a spiegare che la sua era una semplice battuta e si incammino' verso la sala riunioni seguito dagli ospiti in fila come i sette nani che tornano dalla miniera.  Al centro della stanza un lungo tavolo ovale circondato da numerose sedie occupava la maggior parte dello spazio.  Nell'angolo vicino alla finestra, sopra n tavolino, alcuni vassoi di paste e biscotti invitavano a mettere da parte diete, denti lavati di fresco e buoni propositi.
Il capo officina li invito' ad approfittarne e prima di concludere la frase quelli si erano gia' serviti e seduti ciascuno su una seggiola: avevamo visi beati, tratti rilassati e intingevano tutti un biscotto nel caffè.
Il peggiore, per via della mole, impiego' qualche istante in più per raggiungere il tavolo ma appena fu nelle vicinanze si gettò sopra il buffet con la stessa determinazione di un bimbo che calpesta un castello di sabbia. Fece sparire un intero vassoio di pasticcini con una velocità soprannaturale, afferrò,  sbrano', ingoio', bevve, e solo dopo essersi portato sul tavolo un vassoio ancora incartato e un termos di caffè, si sedette in attesa, pronto a uccidere chiunque avesse osato allungare una mano verso il suo bottino di guerra.
Il capo officina accese il proiettore e fece partire la presentazione. Alla slide numero due (la prima mostrava solo il logo dell'officina) tutti dormivano beati. Solo il detergente Strinelli tra la veglia e il sonno riusci' a dire: "Prosegua pure, noi la seguiamo...".
Non appena chiuse gli occhi il capo officina riprese a illustrare il prodotto. Quando raggiunse la slide numero centosettantaquattro si fermo', chiese se c'erano domande e non ottenendo risposta alcuna proseguì con la presentazione. Arrivò alla fine del monologo stremato,  la ventola del proiettore lanciò un sospiro di sollievo e fu quello a destare i convenuti. 'Bene benissimo anzi benissimo" - disse il peggiore che dopo aver afferrato l'incarto del vassoio ne lacero' una parte fino ad ottenere un apertura dove infilò la testa come avrebbe fatto un avvoltoio con una carogna. Gli altri, ubbidendo all'ordine interno del Generale Fame, balzarono in piedi e assalirono il buffet con la stessa ferocia dei guerrieri Pitti.
Il capo officina aspettò che tornasse la calma e ripeté il quesito: "Ci sono domande?" Il peggiore che aveva il viso sporco di cioccolato, i capelli pieni di zucchero e la cravatta color zabaione chiese: "E si può sapere se si può sapere quando che c'è il pranzo?".
"È previsto per le dodici ma se volete anticipare..." - rispose quello senza riuscire a nascondere una certa incredulità.
"Anticipare est meglium che denutrires!" - disse Scafato Acquapassata e tutti si alzarono nello stesso istante come la coreografia di una gara di nuoto sincronizzato.
Al ristorante "Sollucchero ma di molto" mangiarono la stessa quantità di cibo che quelli avevano servito al matrimonio la domenica precedente. I camerieri mai avevano visto una tale voracità.  Perfino i passanti si fermavano fuori dalla vetrina rapiti da quello che pareva un documentario sulle cavallette divoratrici del Congo.
Dopo il caffè,  l'amaro, il cordiale, il digestivo, i dolcetti al citrato e tre bottiglioni di Alka Seltzer annata 1977, la truppa si dichiarò soddisfatta ma chiese comunque notizie sulla merenda che volevano affrontare preparati.
Dopo sei coffee break, tre spuntini e l'agognata merenda arrivò l'ora di fine lavori. Si congedarono non prima di essersi fatti preparare qualche cestino per il viaggio. Quando tutti erano già seduti nel taxi il capo officina si avvicinò alla vettura dove era seduto il Peggiore e chiese: "Scusate ma allora il collaudo è superato?"
"Massi' massi'" ' disse Spaccabaldis "Solo la prossima volta non lesinate con i cannoli, magari risparmiate sui diplomatici che avanzano sempre avanzano... se c'è una cosa che non sopporto sono gli sprechi..."
Poi il taxi parti' e il rumore del motore non soffoco' la voce che chiedeva all'autista se conosceva un buon ristorante nelle vicinanze.
Prosit