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26 September 2014 @ 11:45 am
Serie che vanno, serie che restano  
Come si riconoscono i patiti delle serie televisive? Dall'impronta del telecomando sul palmo della mano? Dai poster che hanno appeso in camera? Dalla ricerca spasmodica di gadget e notizie sui loro attori preferiti?
Mi chiamo Bustone e sono tre giorni che non guardo serie televisive....  e rinnovo il mio basitamento sulle scelte delle reti che si basano esclusivamente sui dati d'ascolto per proseguire con una serie o troncarne un altra dopo poche puntate.
Non conta la qualita', l'originalita' della storia, la bravura degli attori, conta solo se il pubblico e' numeroso.
Cio' mi fa pensare che ci siano purtroppo molti decelebrati che accendono la tv e spengono il cervello e che questi siano sempre piu' numerosi.
Le serie di fantascienza sono poche rispetto a quelle di genere poliziesco/investigativo/medico/famiglia, poche e spesso tristarelle.
Vorrei parlarvi di come dopo una prima onorevole e piacevole stagione abbiano smesso di girare ALMOST HUMAN e di come dopo una noiosa e banale prima stagione abbiano deciso di proseguire con DEFIANCE.
La prima che non nasconde ammiccamenti a paesaggi blade-runner-ggianti narra le vicende quotidiane di un poliziotto (che ha perso colleghi e una gamba durante una missione), a cui viene affiancanto un collega robot. E' una serie poliziesca che affronta i possibili crimini del futuro e il rapporto tra uomo e macchina.
Proprio questo confronto rappresenta la caratteristica piu' interessante e divertente. I dialoghi tra i due protagonisti sono spesso spassosi e scatenano risate. I due caratteri diversi e in conflitto, (da una parte l'uomo che cerca di capire la macchina e dall'altra la macchina che cerca un posto nel mondo) erano genuini e trasmettevano al pubblico proprio quello che promettevano.
Una vicenda piu' seria cominciava ad apparire, un piano criminale su vasta scala, misteri appena accennati che mai avremmo il piacere di conoscere.
Nell'ultima puntata il robot regala al poliziotto un nuovo modello di gamba artificiale segno della sua gratitudine per avergli dato un buon
giudizio sulla sua scheda di valutazione. Questo avviene mentre son seduti sugli sgabelli di una tavola calda che si affaccia sulla strada.
Ricevono una chiamata dalla centrale a cui rispondono, la gamba rimane poggiata al banco ma un istante prima dei titoli di coda il poliziotto che ha cominciato a vedere nel robot un essere con cui rapportarsi, torna indietro a prendere la gamba dimenticata.
E questo deve bastare a tutti quelli che hanno amato la serie, devono immaginare come proseguira' la storia e tanti saluti agli ascolti.
DEFIANCE narra le vicende di un mondo devastato da una guerra tra alieni non ben definita, in una citta' che sta risorgendo, povera di risorse e abitata da varia umanita' e alienita', uno sceriffo con la sua aiutante si muove in una specie di futur-west.
Gli ingredienti, il plot, i personaggi ci sono tutti ma il risultato e' scadente.
Qualche puntata della prima stagione si salva, l'ultima pare conclusiva, perfino il protagonista muore ma poi arriva la seconda, il protagonista resuscita ma non gli altri personaggi che sono sempre tracciati in maniera superficiale, i dialoghi didascalici e gli effetti speciali del tipo: "Questo lo facevo anche io con l'imballo delle uova e la stagnola".
Eppure DEFIANCE prosegue ed e' notizia fresca il rinnovo per una terza stagione...
Insieme ad ALMOST HUMAN la FOX ha segato anche RAISING HOPE altro capolavoro demenziale che seguivamo io, Marco e tal Cirillo Benturini di Benevento...
Pazienza, meno male che c'e' THE STRAIN del buon Guillermo del Toro che mi sta dando tante brividose soddisfazioni.
Prosit