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07 November 2014 @ 03:38 pm
Cadute impreviste e vedute riviste  
Quando stai per mettere il punto al post odierno e il computer si pianta con schermata blu e la scritta: Errore irrecuperabile.
Quando pensi: "Tanto ho salvato, avro' perso solo l'ultima riga" e ti accorgi che neppure una parola e' rimasta.
Devi forse rinunciare? Pensare che occorre adeguarsi al destino e soccombere sotto la sua mano?
No, che si fotta il destino e pure il mio Pc.
Dunque scrivevo delle riviste degli anni 80, del rapporto che avevo con quelle che mi capitavano sotto mano e di quando questo accadeva.
Alla domenica, dopo il pranzo, se il tempo era favorevole, la famiglia si metteva in ghigheri per la passeggiata.
Immaginatela adorna di borsello, messa in piega, vestito con il pizzo e scarpe scomode, poi ampliate il pensiero e accompagnatela lungo la deserta via Sestri e poi proseguite fino a villa Rossi dove, dopo aver imboccato la strada piu' lunga, raggiunge la pista di pattinaggio e cerca una panchina all'ombra.
I due figlioli cominciano a rincorrersi tutti intenti a non sudare finche' la bimba si sfracella al suolo e attacca un pianto che l'asse terrestre si inclina di qualche grado.
La mamma apre la sua borsa e tirato fuori un fazzoletto corre alla fontana a benedirlo mentre il padre con uno slancio impressionante per la sua mole, afferra la bambina di peso e la porta volando sulla panchina dove atterra sulle sue ginocchia.
Nel frattempo e' tornata la mamma che con abili movimenti pulisce la ferita.
Il bambino immobile osserva tutta la scena, si sente superfluo e perfino un po' in colpa perche' quella e' caduta mentre lui la stava inseguendo e forse doveva correre piu' lentamente o forse farsi inseguire.
Comunque osserva le lacrime che scendono lungo le guance e si infrangono sull'asfalto in minuscole macchioline, osserva il singhiozzo che pian piano diminuisce di frequenza, osserva la ferita che non e' poi granche' ora che e' pulita.
Per addolcire la tragedia la famiglia, per tradizione, compra il gelato.
Quello preferito di papa' e' "Per me niente grazie" quello di mamma e': "Se c'e', ghiacciolo all'orzata", il bambino adora il cono atomic, quel cornetto con sopra le code di topo colorate e con in fondo una gomma da masticare, la bambina ferita ama il Brrr Bloss, un gelato che sul cartellone mostra una simpatica faccia ma quando si leva la carta della confezione rivela un incerto disegno psichedelico.
E' il bambino l'incaricato all'acquisto che viene svolto presso la casetta di legno con la pedana che quando ci sali fa rumore.
I proprietari sono peggio della strega di Hansel e Gretel, lei almeno i bambini prima di mangiarli li cuoceva, questi li sbranano crudi senza nemmeno pulirsi la bocca con i tovagliolini di carta.
Il bambino, nonostante la difficolta' compra, paga, controlla sedici volte il resto e dopo aver fatto la prova del nove si allontana con in mano due gelati, nessun ghiacciolo all'orzata e un aria da fratello maggiore.
Mentre si gusta il cono osserva quanto gelato finisce nella bocca della sorella, quanto sopra il vestito, sulla ferita al ginocchio, per terra.
La mamma estrae un nuovo fazzoletto dalla borsa con il quale pulisce mani, bocca e vestito della bimba, finisce quanto rimane del gelato e poi tutti si alzano verso un altra uscita della villa in direzione "Casa della zia".
Raggiungono la suddetta abitazione dopo interminabili salite, stanchi e sudati si immergono nel calore dell'appartamento che raggiunge temperature tropicali.
La tapezzeria con palme e canne contribuisce all'effetto e la finestra chiusa deve essere disegnata perche' nessuno, a ben pensarci, l'ha mai vista aperta.
La zia, non appena sente suonare il campanello, mette su il caffe' mentre lo zio accende il televisore.
La famiglia entra, si accomoda in parte sul divano e in parte sulle sedie intorno al tavolo.
I bambini preferiscono il divano, nella loro casa ne hanno uno ma che non possono utilizzare per uno sciocco divieto.
Il bambino prende due riviste dal vicino carrello e puo' isolarsi dai discorsi, dalla tv che trasmette "Domenica In", dalla sorella e perfino dal caldo.
La prima rivista che legge con una specie di timore reverenziale, e' la settimana enigmistica.
Ci sono i cruciverva risolti dallo zio, le cancellature sulle parole crociate, gli appunti a bordo pagina.
C'e' La Siusi e il corvo e tante barzellette.
La legge da cima a fondo, compresi i premi dei concorsi e le soluzioni del numero precedente.
Quando ha finito e' il turno di "Sorrisi e canzoni TV"
Salta tutta la prima parte, non gli interessano i pettegolezzi e le notizie sulla gente famosa, va direttamente alla programmazione dove legge le trame dei film, e dove, accanto al nome di ogni conduttore, attore, protagonista o cantante, c'e' l'eta'.
Anche la sua piccola mente infantile si accorge che quel dettaglio non ha senso ma fa finta di niente, in fondo lui non ha il televisore a casa e sapere che cosa ci sara' in tv il giovedi' successivo non ha altrettanto senso.
Quando solleva la testa e' ora di tornare a casa, la famiglia rincasa per la via piu' breve immersa in quella atmosfera da festa finita dove l'orchestra prima di smontare gli strumenti suona la sigla di "Novantesimo minuto".
Prosit