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13 November 2014 @ 12:41 pm
Il piu' astuto del mondo  
Ottavar l'astuto sedeva sotto il vecchio portico e guardava il cielo ove nuvole dalle forme bizzarre si inseguivano senza sosta.
Che ne dici?
Non male e poi come pensavi di proseguire?
Beh con la tematica dell'oggetto fatato,  nei libri fantasy c'è sempre quello che fa cambiare vita al protagonista.
E lasciami indovinare, sarà proprio quello che darà il via agli eventi?
Proprio così,  lasciamo che il buchino diventi una galleria e poi ci facciamo passare sotto un bel treno diretto verso l'ignoto, il periglio e la disperazione!
E dopo questo volo con atterraggio sul triste mondo delle ferrovie italiane  come pensi di proseguire?
Beh proprio mentre sta guardando il cielo ecco apparire un uccello, è una gazza e stringe nel becco un oggetto che brilla.
Ottavar la segue con lo sguardo fino a quando la vede cadere a terra colpita da un sasso. La mano assassina è di un ragazzo che fa parte di una banda che da qualche tempo disturba la quiete del villaggio. Ottavar, sdegnato da quella crudele bravata corre dove è caduto l'animale e quando giungono gli scalmanati si prepara a fare a botte.
E qui farei accadere l'incredibile, la gazza che giace in fin di vita con le ali spezzate, parla e dice al giovane:" Crr non ti curar di me Crr, è giunto ormai il momento Crr che io voli senz'ali nella dimora eterna crr, ma prendi questo amuleto, era a te destinato e seppure crr io stia morendo, muoio felice sapendo di aver portato a termine il mio compito di corriere crr..."
E detto questo spira, che ne dici?
Guarda ho trovato molto accattivante l'uso dei versi onomatopeici e in effetti hai stimolato la mia curiosità,  mi sembrava di essere li'! Prosegui!
Dunque Ottavar viene in possesso dell'amuleto ma in realtà la gazza ha fatto una gazzata perché non era destinato a lui!
Noo? ma come?
Doveva lasciarlo infatti cadere nelle mani di un potente stregone che lo aveva ordinato su Amazzalon. Questi in seguito potrà solo valutare l'acquisto con un parere negativo mentre il nostro eroe si ritroverà tra le mani un potente oggetto capace di infliggere dolore che non ha neppure pagato.
Ottavar, dopo aver rimirato la bellezza della pietra nera incastonata nel metallo,  se la infila in tasca mentre i monelli, che non si sono accorti di nulla, cominciano a prendere a calci il povero volatile. L' Ottavar di qualche riga prima si sarebbe parato in difesa delle spoglie piumate e avrebbe fatto a pugni pur di difenderle ma ora non ci pensa neppure e fischiettando un aria tratta da "Il barbiere di Siviglia" torna verso casa.
Non mi dire che la pietra si è impossessata della sua anima...?
Si, guarda una cosa che mi è venuta così, quasi quasi pensavo di cambiare il titolo in: "Ottavar il malvagio" che dici?
Dico che un protagonista cattivo non si vedeva dai tempi del Dottor Jeckill!
Esatto e ora devo pensare a come proseguire, anzi guarda direi che Ottavar torna dai nonni e dopo aver fatto lo sgambetto alla nonna, prende uno dei bastoni intagliati del nonno e lo mena di santa ragione...
Scusa mi sembra eccessivo, passi che e' diventato malvagio ma io lascerei che il potere maligno della pietra si insinui in lui lentamente...
Si hai ragione, allora guarda: Ottavar dopo aver fischiettato per qualche minuto giunge a casa dei nonni.
"Non e' ancora pronto caro Otty (nomignolo che usa la nonna), perche' intanto non vai fuori a giocare che ti chiamo quando e' pronto?" - dice la vecchina.
E Ottavar torna dalla gazza che e' ormai ridotta ad una massa informe.
Il suo cuore tenero si risveglia e chinatosi, la prende in mano carezzandola mentre una lacrima scende dalla guancia e va a bagnare il becco dell'animale.
Ecco che avviene un prodigio (un altro), il volatile si desta, si alza in volo, diviene trasparente ed entra nel petto di Ottavar che viene subito pervaso da un piacevole calore, poi sente una voce: "Ottavar, sono io la gazza, grazie alla tua compassione mi hai strappato dalla morte per farmi vivere dentro di te, adesso non ci separeremo piu', io saro' per te come un anima parlante e tu sarai per me...
Saro' la tua gabbia? - dice Ottavar stupito
Ma no, scioccone di un astuto, sarai il mio rifugio, la mia casa, capisci?
Ottavar fa di si con la testa poi la nonna lo chiama: "Otty! Il pranzo e' pronto! Ti ho preparato lo stufato di muflone che ti piace tanto!"
E ottavar entra in casa dove un delizioso odore impregna tutto quanto: "Ah nonna, ti ringrazio ma non ho molta fame, e' come se avessi un uccello sullo stomaco!" - dice
E intanto la voce della Gazza: "A parte che sono una forma ancestrale intangibile e priva di peso, se proprio vuoi collocarmi nei pressi di un tuo organo interno potresti utilizzare il cuore, lo trovo piu' appropriato nonche' poetico..."
"Va bene allora, e cuore sia!" - dice Ottavar
"Hai detto qualcosa?" - chiede il nonno
"No, no parlavo tra me e me" - risponde l'astuto
(continua)