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28 November 2014 @ 11:13 am
Queen of the mist  


A volte la vita ci spinge in una direzione prestabilita, come fossimo rametti trasportati dalla corrente.
La nostra determinazione nell' aggrapparci ai sassi o quella di fermarci nelle anse, si trasforma in illusione non appena le sue lunghe dita inesorabili ci afferrano e ci ributtano tra i flutti.

Annie non ne aveva nemmeno voglia di fare quella gita, ma prima ancora perse il lavoro.
A dire la verita' neppure lo trovo' o meglio ancora quando lo trovo' era gia' stato assegnato.
Insomma una lunga serie di eventi avevano agito di concerto per condurla fino a quel giorno quando decise di entrare in un barile e di lasciarsi
trasportare dalla corrente fino al salto.
Prima di allora, dopo gli studi, si era sposata e aveva avuto un figlio che era morto prima di poterla chiamare mamma. Poco dopo era stato il turno del marito.
I due lutti avrebbero affondato la piu' robusta corazzata ma Annie non si perse d'animo e continuo' a vivere.
Trascorreva le sue giornate insegnando musica e non appena era sola metteva su un disco e si metteva a ballare con le braccia sollevate come se stringesse un cavaliere di fumo.
La musica era la sua vita ma potersi muovere sulle sue note era come entrarci dentro, cosi' decise di recarsi a Bay City dove si sarebbe iscritta ad una scuola di danza per perfezionare il suo stile e diventare una ballerina.
Quando scopri' che nella citta' non esisteva alcuna scuola, decise che ne avrebbe aperta una lei.
"Era una donna cosi' coriacea che se mai qualcuno avesse osato spararle col fucile, il proiettile sarebbe rimbalzato via" - dichiaro' un giorno il suo vicino di casa.
All'eta' di sessantadue anni si ritrovo' senza lavoro. La scuola dovette chiudere,  era il 1900, la fine di un secolo e quale miglior occasione per formulare propositi per l'anno successivo?
Comincio' con l'accettare la proposta di una amica che si recava a Sant'Antonio rispondendo all'annuncio del giornale di una ditta che offriva occupazione.
Quando arrivarono i posti erano gia' stati assegnati ma ne approfittarono per fermarsi, durante il viaggio di ritorno, presso le cascate del  Niagara dove a bordo della "Queen of rivers" fecero una breve crociera lungo lo specchio d'acqua prospicente l'abisso.
Forse fu il rumore assordante, il vuoto, la maestosita' di quel fenomeno naturale ma un idea gli entro' in testa: se avesse compiuto un impresa mai tentata prima da una donna forse avrebbe potuto procurarsi denaro per gli anni che gli restavano da vivere.
Dovette ritardare di qualche mese il proposito perche' nessuno era disposto ad aiutarla ma il 24 ottobre del 1901, chiusa dentro un barile  che aveva fatto riempire di aria soffiata da una pompa di bicicletta, stringendo al petto il suo cuscino a forma di cuore portafortuna si affido' alla corrente.

L'impresa duro' venti interminabili minuti. Quando la ripescarono aveva una ferita sulla fronte ma era viva ed era riuscita ancora una volta a portare a termine un suo proposito.
Quando le chiesero se in futuro avrebbe ripetuto l'impresa rispose che avrebbe preferito infilarsi dentro la bocca di un cannone.
Annie non pote' vivere nell'agio come aveva sperato perche' quello che era diventato il suo "agente" intasco' la maggior parte dei ricavi.
Visse comunque fino ad 82 anni e ora riposa nel cimitero di Oakwood nella sessione dedicata agli stuntman.
Riposa in pace Annie, in questa vita hai fatto abbastanza
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