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04 December 2014 @ 11:44 am
Ics files Il caso vecchia fiamma (3)  

Cercai di ingoiare la palla di carta, ci riuscii dopo qualche tentativo ma quella si blocco' in gola cosi' quando parlai usci' una strana vocina che diceva: "Piaciri Mix Filder!"
"Piacere Mix" - disse lei
"Mix, non Mix" - tentai di dire io
"Appunto, Mix" - disse lei
Insomma, rinunciai a dire altro sperando che prima o poi quella maledetta Kosciona decidesse di togliere il disturbo e mi rendesse la mia solita voce. Con le mie doti canore avrei potuto avere un futuro nel coro della parrocchia se solo Don Bonario non mi avesse scomunicato dopo aver saputo che riempivo la pistola di acqua santa per scacciare gli scarafaggi della cantina.
La rividi il giorno dopo, il luogo lo stesso ma lei aveva gia' preso le sue cose dallo stipetto cosi' osservai solo la sua mirabile schiena che si allontava verso la classe e noi potei far altro che annusare lo sportello di metallo sperando di trovare ancora qualche traccia del suo profumo.
"Che cosa fa Folder, il segugio?" - disse il preside che a quell'ora girava per i corridoi sperando di beccare qualche studente in fallo.
Chiesi al mio cervello uno sforzo sovrumano per inventare in pochi istanti una scusa plausibile e dissi: "Droga, stavo cercando tracce di droga..."
"Ma su quello stipetto e' scritto il suo nome" - disse l'uomo accigliandosi
"Si signore" - risposi
"Solo un idiota metterebbere della droga nel proprio stipetto per poi farsi scoprire..."
"Infatti" - aggiunsi
"Dunque lei e' un idiota oppure mi sta prendendo in giro, entrambe le cose non mi vanno a genio, mi segua in ufficio" - disse mentre si dondolava sulle punte, le mani incrociate dietro la schiena in attesa che lo precedessi lungo il corridoio.

Entrare nell'ufficio del preside era una cosa che suscitava rispetto da parte di tutti i ragazzi mentre trasformava le ragazze in crocerossine. Non appena uscii infatti, senza aver capito una sola parola di quello che mi aveva detto l'uomo, venni accolto da un gruppo di ragazze curiose di sapere come era andato il colloquio con cerbero...
"Beh ragazze, ci ha provato a sgamarmi quello" - dissi "Ma io sono stato piu' furbo, ho detto che se voleva trovare della droga non doveva guardare nel mio stipetto ma in quello di Sullivan, di Bergman e di Davidson, almeno sarebbe andato a colpo sicuro e non avrebbe perso tempo.
Quello che accadde in seguito fu solo una conseguenza, fu allora che capii che la verita' sta nel mezzo.
Il preside fece aprire gli stipetti, scopri' sostanze stupefacenti, sospese i tre ragazzi che da quel giorno cominciarono ad aspettarmi lungo la strada per poi caricarmi di botte come una sveglia particolarmente odiata.
Jelly, ti starai chiedendo dove voglio arrivare, non dire nulla, ci siamo quasi.
Un giorno arrivai in classe, forse furono gli occhi neri che mi facevano sembrare un panda o la mia aria afflitta perche' nessuno voleva piu' starmi vicino ma Nathalie mi si avvicino' e disse: "Mix, ti va se quando finiamo qui facciamo due passi?"
Anche se il mio corpo era malconcio per via delle botte, il mio cervello era sempre pronto e capii subito cio' che intendeva la ragazza.
"Certo Nathalie, se vuoi ne possiamo fare anche una ventina cosi' arriviamo oltre il cancello della scuola..." - dissi
Non so perche' ma lei si mise a ridere, aveva un sorriso bellissimo.
Quel giorno durante le lezioni non capii molto, succedeva spesso ma in quell'occasione non pensavo che a lei e quando finalmente suono' la campana di fine lezione, corsi fino al luogo dell'appuntamento e mi sedetti sulla ringhiera con una vaga espressione da figo che aspetta seduto sulla ringhiera.
"Ciao Mix" - disse lei facendomi sobbalzare, non avevo previsto potesse giungere da un'altra direzione...
"Ciao Nathalie" - dissi e avrei voluto aggiungere qualcosa capace di farla ridere ma il cervello era ancora stremato dallo sforzo di poche ore prima e rimasi in silenzio.
Ci incamminammo lungo il viale, uscimmo dal cancello e proseguimmo verso il parco poi giunti dalla fontana dissi: "Sono seicentoventisette passi se non consideriamo che al semaforo ci siamo fermati e tu hai fatto qualche passo sul posto..."
Lei rise di nuovo ma stavolta mi guardo' con una espressione interrogativa, forse avevo sbagliato il conto, maledissi la mia avversione per la matematica e proposi: "Che ne dici se affittiamo una barchetta a vela e la facciamo navigare nella fontana?"
"Grande idea!" - disse lei
Cosi' facemmo, presi una bella barca rossa e lasciai a lei il compito di farla galleggiare.
C'erano altre barche in quel piccolo specchio d'acqua, i ragazzini le facevano veleggiare da una sponda all'altra ma ben presto rimase solo la nostra, le mie sassate scoraggiarono i capitani piu' impavidi.
Fuggimmo dalle mamme che non condividevano la legge della Filibusta e ci fermammo su una panchina che stava in cima alla collina.
Era un altezza sufficente da farmi sentire in paradiso, la vicinanza di Nathalie faceva la differenza.
"Sai mio papa' e' appassionato di Tom Mix, il cowboy" - disse
"Ah si?" - risposi senza sapere perche'
"E' matto come te, buffo che condiviate il nome" - aggiunse
Stavo per spiegarle la faccenda della Kosciona di traverso e che il mio nome non era quello di un frullatore e nemmeno di un cowboy ma lasciai perdere, a lei piaceva Mix e anche a suo padre, se un giorno mi fosse capitato di conoscerlo mi sarei comprato pistole, cinturone e un cappello da sceriffo per far subito una buona impressione.
(continua)

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