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05 December 2014 @ 10:19 am
Ics Files Il caso Vecchia fiamma (4)  

Ora Jelly, vedo che sei particolarmente attenta, non dir nulla, capisco dal tuo sguardo fisso che sei presa dal racconto, ti confesso che in effetti non volevo tornare cosi' indietro nel tempo ma e' necessario per farti rivivere l'evento di ieri sera illuminato dalla giusta luce.
Dunque dopo quel giorno sulla collina cominciammo a vederci piu' spesso, io ero sempre il piu' odiato della scuola ma presto i tre che mi aspettavano per picchiarmi si stufarono, una volta che il mio corpo era diventato completamente blu dai lividi la pelle non cambiava piu' colore e cosi' si dedicarono a Materassino Swerenson che, a detta loro, era come picchiare un sacco pieno di maionese.
Con Nathalie passavo tutto il tempo possibile e non mi capacitavo di come una ragazza del genere mi potesse trovare attraente.
Non me lo aveva mai confessato apertamente ma lo avevo capito, i nomignoli che mi aveva affibbiato parlavano chiaro: coglioncello stravagante, scemotto potto, stordito pervertito, insomma tutto procedeva per il meglio finche' arrivo' il giorno in cui la invitai a casa.
Ora Jelly non c'e' bisogno che io ti spieghi che avevo tutte le intenzioni, di fare i compiti (la scusa), poi merenda (la nutella e' sempre la nutella) e infine, approfittando della casa vuota, di giocare a "Toc toc chi e'?".
Quando le proposi l'idea la accetto' con un sorriso a cui fece seguire un saltello. Quando quel pomeriggio sentii suonare alla porta mi ero cambiato la maglia, mi ero spruzzato un po' del dopobarba che era di mio padre e avevo messo via tutti i lego (in realta' stavo costruendo una astronave e un po' mi dispiacque doverla smontare ma per Nathalie avrei costruito un puzzle da 5000 pezzi in verticale).
Aprii la porta e me la trovai davanti con il suo sorriso splendente e di fianco mia madre con un ghigno che diceva: "Pensavi di fare il furbo ragazzo? Non lo sai che le mamme hanno poteri occulti di cui non  potrai mai scoprire l'origine nemmeno se un giorno entrerai nell'FBI sezione X-files?"
"Nathalie, Mamma, porco razzo!" - dissi come se mi aspettassi  il loro arrivo contemporaneo.
"Ho incontrato questa dolce fanciulla lungo la strada, ho immaginato che fosse diretta qui, oggi in ufficio non avevo nulla da fare e son tornata prima, forza andate a lavarvi le mani che vi preparo la merenda!" - disse poi, mi scostai per farle entrare.
Andammo in bagno, poi ci sedemmo sul tavolo in cucina mentre mia mamma ci preparava dei panini allo stinco di porco trifolato nel lardo.
"Ecco qui ragazzi!" - disse poi, posando sul tavolo un vassoio sopra il quale gli oleosi panini stavano in equilibrio.
"Non ho messo la salsa di sugna perche' e' bene che voi ragazzi cresciate sani, avete tutto il tempo di spaccarvi il fegato con il whisky quando il vostro compagno vi lascera' per una bionda di vent'anni piu' giovane, con le tette rifatte e stretti Jeans che indossa ogni mattino dentro la camera iperbarica che si e' fatta installare accanto al bagno." - disse e piangendo corse via lasciandoci soli.
"Mazza, ma tuo padre e' scappato di casa?" - chiese Nathalie con aria preoccupata
"Piu' o meno, si, e' successo quando mia sorella e' sparita, sai hanno cominciato a darsi la colpa l'un l'altro ed io ho provato in tutti i modi a dir loro che erano stati gli alieni e che io avevo visto la luce della loro astronave quella notte ma loro non mi hanno ascoltato, e se lo avessero fatto non mi avrebbero creduto e se mi avessero creduto avrebbero capito che la luce me l'ero inventata ma non importa, io so che sono stati gli sporchi grigi come so che un giorno ritrovero' mia sorella".
Mentre parlavo Nathalie mi guardava con occhi enormi e uno sguardo compassionevole, inoltre prendeva appunti sul suo piccolo taccuino come era solita fare quando era con me. Questa sua usanza non mi aveva mai dato fastidio, in fondo se io tiravo le puzzette e i rutti, lei poteva scrivere a volonta'.
"Bravo Mix" - poi mi disse, "Questo racconto e' davvero bello..." - aggiunse prendendomi la mano nelle sue.
Fu allora che decisi di confessare e, lo giuro, mi scordai anche quella volta che la verita' e' meglio lasciarla nel mezzo...
"Nathalie, io non mi chiamo Mix" - dissi "Mi chiamo Max, Max Folder..."
Chiusi gli occhi aspettandomi di sentire il rumore della porta che si chiudeva e quello del suo cuore spezzato ma non accadde nulla di tutto questo.
Quando li riaprii Nathalie era ancora li' e mi guardava.
"Mix, cioe' Max, anche io devo confessarti una cosa" - disse
"Non ti piacciono i panini di stinco?" - chiesi
"Non e' quello"
"Allora non ti piace il mio profumo?" - riprovai
"Mi ricorda l'odore degli avanzi di pesce giu' al porto ma non e' quello..."
"Dimmi Nathalie, non aver timore, ho le spalle abbastanza larghe per qualunque verita'" - dissi allora gonfiando il petto.
E lei parlo': "Vedi Max, io ti ho chiesto di uscire la prima volta perche' eri il soggetto adatto alla mia ricerca, poi ti confesso che mi son divertita ad uscire con te, sei cosi' strano... ma ho continuato a scrivere e quello che doveva essere un semplice compito sta diventando un libro..."
"Un libro sulle mie stranezze, i tic, le manie, le sfortune, la tragica storia di mia sorella, la separazione dei miei , notizie che se fossero diffuse mi farebbero diventare lo zimbello di tutta la citta'?"
"Ehm... si" - disse lei con gli occhi bassi
"Ma io credevo che tra noi ci fosse qualcosa e invece mi hai solo usato per scrivere...  Un libro su di me!!!" - esclamai  "Ma questo e' arcifigo! Anzi di piu', e' Iperfigo!!" - dissi abbracciandola e fu allora che mi macchiai la camicia, proprio la camicia che ho indosso oggi e che ho messo ieri sera quando l'ho rivista.
Lo sai che sono un inguaribile sentimentale e anche se mi andava stretta la conservo da quel giorno, se la annusi si sente ancora il profumo di pesce del porto. Comunque siamo arrivati a ieri sera, Jelly sei curiosa? Jelly? Jelly ti sei addormentata?
(continua)

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