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06 December 2014 @ 03:11 pm
Ics Files Il caso vecchia fiamma (5)  
Max si alza e Jelly si leva le cuffiette. "Dimmi" - dice lei
"Ma hai sentito cosa ho detto finora?" - chiede l'uomo
"Ma certo, tutta quella storia là sulla macchia, lo stipetto, vai pure avanti" - risponde poi fa un sorriso e assume l'espressione da Dumbo- tutto-orecchi.
"Ok, dunuque dove ero rimasto? Ah si, ieri sera. Beh è cominciato tutto ieri mattina, tu eri andata a sezionare quei cadaveri mummificati che hanno trovato a bordo di quel
furgone in centro, ricordi? Io ti avevo detto che il mistero più grande era quello di essere riusciti a trovare un buco per parcheggiare ma tu avevi insistito che mummie con indosso monili Aztechi non si trovano tutti i giorni e insomma, io ero rimasto in ufficio a riordinare le idee mentre tu, gongolante sui tuoi tacchi,
non vedevi l'ora di indossare quegli occhiali protettivi che ti fanno gli occhi grandi e si sporcano sempre di qualche fluido schifoso non appena usi il bisturi.
Comunque ero lì che pensavo quando mi arriva un messaggio sul mio blog "Mister Mistero".
Diceva:
Da Nathalie Edwards
A: Mister Mistero
Ciao, forse sei chi penso che tu sia, se così è ti ricorderai di Mix, è passato tanto tempo, scrivimi se ti va
Ho impiegato qualche minuto per ricordare a cosa si riferisse il messaggio ma poi tutto mi è tornato alla mente così livido che perfino la mano ha cominciato a pulsare.
Le ho subito scritto e dopo uno scambio di mail mi ha detto che era in città per presentare il suo ultimo libro e che le avrebbe fatto piacere rivedermi perchè si sentiva ancora in colpa.
Così abbiamo deciso di cenare insieme, ho prenotato un tavolo in quel ristorantino sulla 23esima e sono subito tornato a casa per cambiarmi.
Ho cercato la camicia e dopo essermi fatto una doccia, l'ho indossata. Alle nove in punto ero davanti al locale con un mazzolino di pervinche che avevo acquistato dal
chiosco del signor Otis, hai presente quel vecchio cieco che ha sempre un cappello in testa?"
"Quello a cui freghi sempre il resto?"
"Esatto, lui, dunque ero lì di fuori che aspettavo e intanto pensavo a lei, sai era passato tanto tempo, io ero cambiato, chissà come era cambiata lei...
Alcuni riescono a farsi scorrere addosso la vita come fosse acqua della doccia, altri ne portano i segni, le cicatrici che assomigliano tanto alle tacche su un bastone.
Mio zio Oberto ogni volta che trovava un porcino segnava sul suo bastone da passeggio una tacca, poi un giorno l'ha morso quel crotalo e lo hanno trovato morto con un bellissimo serpente intagliato
per metà nel manico... ma sto uscendo dal seminato, dicevo che ero lì e guardavo a destra e sinistra pronto ad osservare la sua figura che si avvicinava.
Sarebbe arrivata col taxi? A bordo di una elegante auto sportiva? Spunterà decisa da dietro l'angolo?
Come era successo tanti anni prima mi ha sorpreso arrivando dall'unico punto a cui non avevo pensato.
Ci siamo guardati negli occhi ed è stato come tanti anni prima, ho resistito alla tentazione di infilarmi in bocca un fazzoletto di carta appallottolato e ho allungato la mano
ma lei si è gettata su di me e mi ha avvolto con un abbraccio da boa costrictor.
Ti giuro Jelly, se avessi avuto il bastone da passeggio ci avrei fatto una tacca.
(continua)
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