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19 December 2014 @ 11:24 am
Ics Files Il dono dei Magi (2)  

Jelly colse la palla al balzo, come faceva il suo vecchio zio Anacleto che era diventato ricco castrando canguri nelle vicinanze di Brisbane.
Max, che non si schiodava mai dalla scrivania, aveva l'abitudine di seguirla ovunque, perfino in bagno come un cagnolino maniaco.
In passato aveva provato a fargli capire la differenza tra la donnina e l'omino disegnati sulle porte ma Max aveva cominciato a spiegare che in Scozia le cose sono diverse cosi' Jelly aveva dovuto abbandonare le parole e riempirlo di sberloni.
Da quel giorno le cose erano cambiate, mentre lei era in bagno quello stava fuori e anche se ogni volta voleva giocare a: "Toc Toc chi e'?" si trattava di un bel passo in avanti.
Riuscire a comprare un regalo di nascosto era un impresa impossibile ma con una delle sue scuse idiote si era dileguato ed ora aveva davanti una mattinata ricca di possibilita'.
Si infilo' l'impermeabile, prese la borsetta e usci' in direzione del centro.
"Quale sarebbe stato il regalo perfetto per Max?" - pensava
Fotografie di una autopsia aliena? Il calco di un impronta di Sasquatch? Il libro "Non e' terrestre" di Peter Kolosimo?
In citta' non avrebbe mai trovato nulla del genere, doveva trovare un'alternativa. Si mise a pensare alle passioni di Max. L'uomo adorava le sue tette, le tette in generale, calendari con donne con grosse tette, tetti con sopra donne in topless, reggiseni trasparenti, miss maglietta bagnata, miss tetta gigante, trattati sulla tettonica delle placche...
Natale e' una santa festivita', anche se con un calendario se la sarebbe cavata si rifiutava di dissacrare il rito.
Continuo' a cercare, prima o poi in qualche vetrina avrebbe trovato qualcosa di adatto.

Ma lasciamo la donna nelle sue peregrinazioni e come fiocchi di neve che scendono lenti al ritmo di campanelli, torniamo al nostro adorato agente.


Max si ricordo' del negozio: "Armi bianche e da fuoco" che si trovava in periferia, sali' al volo sul tre barrato e scese dopo una decina di fermate. Gia' da lontano la vetrina prometteva stragi e carneficine, se esisteva sulla terra un negozio dove poteva trovare un regalo per Jelly era quello.
Si avvicino' alla porta a vetri, suono' il campanello e attese. Dopo qualche istante una voce disse: "Si?"
"Buongiorno sono qui per comprare una pistola..."
"Ha gia' idea di che tipo di rivoltella desidera?"
"Qualcosa di grosso calibro... ne avete con il manico in madreperla e Swarosky? Sa e' per una donna..."
"Abbiamo qualunque cosa..."
"E come funziona che io sto qui fuori voi mi fate avere la pistola da uno sportellino e io infilo i soldi sotto la porta?"
"No, ora le apro, mostri un documento alla telecamera"
Max mostro' il badge, la porta si apri' con uno scatto, entro'.
Il locale odorava di cordite e polvere da sparo e un altro odore che Max non riusciva a riconoscere...
Fiuto' ancora un poco l'aria come un segugio con il naso all'insu' e poi esclamo': "C4!"
"Guardi che non ho tempo da perdere, se vuole giocare a battaglia navale puo' anche proseguire fino alla parrocchia, so che li' fanno serate di Bingo e giochi di societa'..."
"Ma no, cosa ha capito, intendevo che questo odore appartiene a quell' esplosivo che e' composto dal 91% di ciclotrimetilentrinitroammina e per il resto da banale dietilesile  e un pochino di poliisobutilene che gli conferisce il caratteristico odore..."
"Accipicchia ma lei e' un esperto di esplosivi?" - chiese l'uomo colpito
"No, in realta' e' la mia collega che ama tutto cio' che puo' ferire ed uccidere, e questo e' l'odore che lei usa come profumo, una miscela distillata da lei personalmente...
"Ne sono affascinato, dovrebbe dirle se vuole iscriversi al nostro club dell'ammazza sette..." - propose
"Glielo' diro' senz'altro, comunque veniamo al punto, vorrei comprarle un regalo di Natale e lei adora le armi... ora un bazooka con un bel fiocco rosso sarebbe la morte sua, cioe' la morte di tutti i venditori porta a porta che lei odia ma temo che le mie finanze non me lo permettano..."
"Di quanta disponibilita' di monete dispone, se non sono troppo franco..." - chiese l'uomo
"Conoscevo un Franco e infatti non le somiglia per niente!" - rispose Max
"Intendevo che se mi dice di che somma dispone posso subito dirle che cosa puo' acquistare..."
"Ah si, certo, dunque qui dentro ci sono ventidue dollari e ventritre' cents" disse Max posando il barattolo sul bancone
"Ne ho viste di cose in vita mia ma mai nessuno che tiene i soldi nella marmellata..." - disse l'uomo
"Eh se lei lavorasse agli ics-files ne vedrebbe tante di stranezze che altro che la marmellata di prugne..."
"Comunque, con quella cifra le posso vendere quella zeppa fermaporta laggiu' che tanto non uso mai perche' per legge devo tenere la porta sempre chiusa..."
"Mm no, ... mi dica quanto ci vuole per una pistola?"
"Non meno di trecento dollari e badi che li voglio tutti sull'unghia..."
"No impossibile, se anche trovassi tutti quei soldi non riuscirei mai a farli stare in equilibrio sulla punta di un dito..."
L'uomo guardo' il soffitto dove scopri' una nuova ragnatela, poi sotto un mobile dove ritrovo' quella cartuccia che era rotolata via dalla scatola, poi si strofino' le mani sul viso, prese fiato e disse: "Senta, la sua amica ama le pistole mi ha detto, perche' non le compra una bella fondina ascellare?"
"Mi permetta, ma lei ce la vede una donna con del formaggio sotto le ascelle?"
"Ho detto fondina, non fontina per Attila, Carlo Martello e Enrico II il plantageneto..." - rispose l'uomo esterrefatto
"Ah, allora va bene e quando mi costerebbe una fonduta ascellare?" - chiese Max
L'uomo, che in vita sua non aveva mai visto tanta imbecillita' in cosi' pochi centimetri quadri rispose: "Con cinquanta dollari le vendo una fondina in pelle conciata che posso impreziosire con le iniziali, tutto compreso nel prezzo..."
"Ottimo, accetterebbe ventidue dollari e ventritre' cents e tutta la marmellata che contiene questo vaso?"
"No, le ho detto che accetto solo liquido..."
"Mannaggia a saperlo mettevo i soldi nel chinotto..." - penso' Max poi disse: "Va bene, ci sara' qualcosa che io possiedo e che lei desidera in cambio della fondina..."
L'uomo prego' che un commando di terroristi entrasse in negozio e uccidesse tutti all'istante in modo da concludere quella trattativa surreale poi disse: "Si da il caso che io sia un appassionato di modellini, cerco da tempo quello in metallo dell'arcadia di Capitan Harlock, quella verde con cannoni girevoli, lama estraibile e luci, se lei ne fosse in possesso..." - butto' li'
Max fece un balzo per la sorpresa, "Si da il caso che io sia in possesso di tale modello, acquistato tempo fa quando ero meno in bolletta, ho giurato di lasciare che la razza umana venga rapita per intero dagli alieni piuttosto che privarmene ma potrei fare uno strappo alla regola..."
"Davvero lei e' in possesso di tale mirabile modello?"
"Si"
"Ed e' compreso di scatola, imballo originale e accessori?"
"Si"
"Allora possiamo fare l'affare..."
Max penso' a quanto aveva pagato il modello, probabilmente con il prezzo avrebbe potuto comprare mezzo negozio tuttavia decise che Jelly aveva la priorita', avrebbe pero' mercanteggiato per ottenere qualche extra..."
"D'accordo, le lascio qui il vaso e faccio un passo a casa a prendere il modello, prepari la fonduta e ci metta queste iniziali: "JD" anzi no, metta "DJ" che suona meglio, ci vediamo tra poco" - disse Max e usci'
(continua)

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