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22 December 2014 @ 11:33 am
Panettone  

Continuano i post natalizi, quest'anno lo spirito natal-scrittorio si e' impadronito di me e in questo mese non riesco a scrivere niente che non abbia attinenze con la festa piu' bella dell'anno.
Come dite? Ok, e' bella anche Pasqua d'accordo ma Natale le batte tutte, se qualcuno non e' d'accordo lo faccio rapire da un elfo di Babbo Natale che lo rinchiude in una profonda grotta al polo nord dove deve lottare con gli orsi polari per mangiare qualche aringa morta dal freddo.
Dicevo i panettoni.
Alto o basso? Con i canditi o senza?
Il pandolce genovese divide le persone come fa lo spumante.
Alto e basso, secco o dolce sono quattro categorie che possono essere abbinate in sedici differenti modi.
Per far felici tutti occorre portare in tavola tutto l'assortimento o c'e' sempre quello che "No per me niente grazie" che rovina il Natale a chi ha organizzato il pranzo.
Ma se si vuole esagerare si puo' andare verso le varianti dolciarie che promettono cremosita' al limite del Kitsch
Perche' non offrire agli ospiti un panettone con dentro crema ai datteri e zabaione?
Da una parte potreste affidarvi alla tradizione ma e' meglio eccedere, stupire, inoculare negli ospiti una bella dose di conservanti.
Spesso la cosa piu' sana e' usare il cartone della confezione come elmo e dopo aver praticato un foro per gli occhi, andare in giro a importunare le fanciulle parlando come Brancaleone.
Il pandoro, che non rientra nel dilemma alto-basso, e' sempre uguale a se stesso.
Forma, sapore, consistenza.
Certo sulla confezione si legge che hanno cominciato la levitazione a Santo Stefano, altri dichiarano di aver usato burro proveniente solo da latte di mucche che si chiamano Daisy, altri di aver usato forni nei quali e' stata usata legna proveniente dalla slitta di Babbo Natale, ma alla fine il pandoro e' sempre quello.
Se si pensa che in questo caso le possibilita' di scelta siano limitate ci si sbaglia perche' gli ospiti sono divisi dall'impalpabile zucchero a velo.
Meta' tavolata lo gradisce, l'altra meta' assolutamente no. Che fare?

Soluzione 1: Non lo mettiamo e poi chi lo vuole lo versa sopra la propria fetta da se.
Questo accontenta i puristi e soffoca quelli che osano versare lo zucchero (che finisce troppo abbondante sulla fetta e quando si tenta di portarla alla bocca, viene aspirato dal naso, si attacca al palato, acceca gli occhi).
Sul giornale del giorno dopo e' facile leggere: "Pranzo di Natale finisce in tragedia, anziano ucciso dallo zucchero a velo".

Soluzione 2: Mettiamo lo zucchero poi chi non lo vuole lo leva.
Una volta sparso sul dolce lo zucchero a velo si fissa chimicamente all'impasto.
Per levarlo e' inutile utilizzare una fiamma ossidrica (rendera' il panettone caramellato) o mettere la fetta sotto il getto del lavandino (si dissolvera').
I piu' ardimentosi potranno provare ad usare la grattugia o il pelapatate ma alla fine restera' una parte edibile e priva di zucchero che corrisponde al 2% della fetta. Uno spreco davvero esagerato.

Soluzione 3: Prendiamo un pandoro, lo tagliamo a fette e lo farciamo con le peggio schifezze: nutella, budino, crema di nocciole, crema di vaniglia, chantilly, pasta di pistacchio, rosolio, miele, marmellata di fichi, ciobar, datteri sbriciolati, zucchero a velo.
Copriamo tutto con panna spray e sulla sommita' mettiamo una candela accesa.
Non ci sara' nessuno che osera' dir qualcosa, la porcata maxima natalizia mette tutti d'accordo (poi di solito il dolce finisce per terra prima di raggiungere tavola e tutti sono ancora piu' contenti).
(Prosit)