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23 June 2015 @ 10:18 am
Attraversamenti  

Potrei campare scuse, uccidere giustificazioni, conservare ricordi. Potrei dannarmi perche' ho cercato di inseguire una musa che correva troppo veloce. Potrei continuare a non postare nulla come ho fatto in questi ultimi sei mesi ma ho deciso che e' tempo di tornare.
Avevo promesso di mettere qui i capitoli di un romanzo ma per quanto io senta questo non luogo famigliare ho capito che non e' adatto.
I post giornalieri devono esser tali, ben ritrovati a tutti quelli che passeranno di qui.
Bustone

Dal "Nuovo codice della strada", decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285, aggiornato con decreto legisl. 10 sett. 1993 n. 360 , d.P.R. 19 apr. 1994 n. 575, decreto legisl. 4 giugno 1997 n. 143, d.m. 28 dic. 1998.

Attraversamento pedonale: parte della carreggiata, opportunamente segnalata ed organizzata, sulla quale i pedoni in transito dall'uno all'altro lato della strada godono della precedenza rispetto ai veicoli.

Tanti sono gli uomini e tanti i modi con cui affrontano l'attraversamento.

Quelli che attraversano le strisce mimando una corsetta come a dire alle auto in attesa che stanno impiegando meno tempo possibile ma in realta' ogni due passi rallentano per riprendere fiato. Spesso sovrapensiero sentono di essere di intralcio alla circolazione, le loro dimensioni e la silenziosita' dei passi non puo' nulla contro il rombo impaziente delle auto ferme. Non e' raro trovar qualcuno che alza una mano in segno di scusa e alla fine del passaggio ringrazia con un cenno del capo.

Quelli avanti con l'eta' e con un corpo che mostra i primi segni di decomposizione che senza guardare ne' a destra ne' a sinistra, posano il primo passo sulle strisce alzando contemporaneamente il braccio in una postura vigilurbanesca.
Alcuni pongono tutta la loro volonta' in quella mano frangiflutti, altri sono convinti di possedere speciali poteri in grado di fermare le auto, altri ancora avvicinano la mano fino a coprire gli occhi e nascondere la visuale in modo da non dover assistere al momento in cui un autista (insensibile ai poteri del loro palmo blocca-traffico), li colpisce con il paraurti.

Quelli che ostentano la loro pedonita' percorrendo le strisce con una lentezza degna di una sfilata di moda sottomarina .
Spesso cercano il contatto oculare degli autisti e il sorrisetto sottostante mostra disprezzo e superiorita'.
"Beh cosa hai da guardare?" - sembrano dire "Non vedi che sto esercitando il mio diritto di pedone? Non sai che i pedoni sopra le strisce prendono un bonus +5 contro i mezzi meccanici?"
"E credimi bello mio che te ne stai in auto tutto solo quando potresti prendere un mezzo pubblico e liberare la carreggiata di quei 3 metri e 98 che corrispondono alla lunghezza della tua utilitaria senza contare le emissioni di Co2 e lo spreco di carburante fossile, credimi io sono qui davanti a te e procedo con la minima velocita' che il mio corpo possa sopportare prima di tornare indietro nel tempo... mordi pure il volante, quando saro' arrivato dall'altra parte dovrai rifare il tagliando alla macchina che hai sotto il sedere...".

Quelli che attraversano e ogni due passi si bloccano, guardano il semaforo che hanno davanti poi si voltano, danno un occhiata a quello dietro poi controllano l'orologio, fanno un passo indietro poi due in avanti infine, non appena arriva l'arancione, scattano verso l'altro lato della strada come la rana di Frogger.

Quelli che invece SONO la rana di Frogger e preferiscono l'ardita sfida fuori dalle strisce che la sicura monotonia di un attraversamento presidiato da un semaforo. Schivano moto e scooter come toreri alla plaza de toros de Madrid, dribblano le auto e percorrono quel labirinto in movimento senza alcun filo di Arianna. Talvolta vengono incornati dal minotauro ma fa parte del video-gioco.

Quelli che danno la precedenza ad ogni mezzo rimanendo lontani dalle strisce quel tanto che sembri che loro siano li' ma che non abbiano poi tutta questa intenzione di attraversare. Quando non c'e' nessun mezzo nel raggio di sei chilometri, solo allora, muovono il primo passo ma al sopraggiungere di un auto sbucata da una vicina via si lanciano nel balletto della cortesia: "Prego, passi prima lei, no insisto prima lei, passi o mi siedo sul marciapiede e non mi muovo piu'..."

Quelli che la precedenza la prendono anche se il fiume di macchine lanciato a velocita' folle non ha alcuna intenzione di fermarsi.
Al grido di: "Se mi mettono sotto pagano perche' sono sulle strisce" (seguito da un piu' appropriato: "Banzai!") si avventano nelle rapide del fiume asfalto con il solo scopo di raggiungere l'altra sponda.
Tamponamenti, sonore frenate, stridori di gomme, scoppi di Airbag salutano gli impavidi incauti che procedono verso la meta.
Pazzi o fortunati?
Sono essi il simbolo dell'eterna lotta tra l'uomo e il suo intelletto? Sono gli unici che ancora si ergono contro l'avanzare delle macchine o sono tristi falene diurne che sbattono le ali attratte da un sogno di luce?

Certo e'che l'estro dell'uomo e' piu' forte di qualunque legge o regola.
Prosit

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