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05 January 2016 @ 09:16 am
Occupare lo spazio  
La certezza di occupare dello spazio spesso ci assale con dolore.
Una gomitata nello stipite della porta ci rivela la nostra larghezza, una testata contro un ramo l' altezza, un ascensore troppo affollato il nostro peso.
Rapidi momenti di lucidità ci suggeriscono l'appartenenza a quel mondo dove la materia è uno dei principali componenti.
Un posto diviso geograficamente in tre stati, governato dalla legge di gravità e abitato da esseri che guardano alla punta delle loro dita come rilievi montuosi di un territorio sconosciuto osservato attraverso un binocolo.
Quante volte sdraiati sul letto abbiano scorto i nostri piedi e ci siamo stupiti nel poterli muovere con un semplice sforzo di volontà... "Ma sono nostre quelle strane appendici? E la forma bizzarra e quel minuscolo dito, la sua unghia accennata... fatichiamo a credere che siano  parte di noi.
Per i grandi pensatori il corpo è solo un contenitore, le loro profonde elucubrazioni attribuiscono a quella goffa scatola la stessa funzione di una carrozza. I suoi confini sono sfuocati, il suo linguaggio sconosciuto la sua costruzione  un mistero.
Un'enigma così vicino che la mente, abituata a guardar lontano, si rifiuta di capire.
Non siamo creature eteree, spiriti o esseri ultraterreni ed è per questo che la certezza di occupare dello spazio, spesso ci assale con dolore.
Prosit
 
 
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