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29 June 2007 @ 11:30 am
X-Files Danza Macabra a Basilisco (Quarta Parte)  
Quando Max si sveglia, Jelly e l'uomo della baita stanno conversando in un angolo, da quella distanza coglie appena qualche frase:
"Facevo da guida ad un turista ma le condizioni del tempo erano pessime: "Ingegnere, la vita e' preziosa! "Gli ho detto ma lui ha voluto continuare lungo il ghiacciaio finche' non abbiamo capito che era troppo tardi per tornare indietro..."
"Ehi Max, sei sveglio!" - Jelly interrompe il racconto dell'uomo.
"Cosa e' successo?" - chiede l'agente ancora frastornato
"Oh sarebbe troppo lunga da raccontare, piuttosto il caso ha voluto che capitassimo proprio a destinazione!"
"Max, ti presento il signor M!"
"Piacere mio signor M e mi dica ha anche un cognome?"
"Gli amici mi chiamano C ma lei puoi chiamarmi C" - risponde l'uomo che si e' alzato per aggiungere legna al fuoco.
Max si alza, ha il viso bendato come quello di una mummia, solo qli occhi spuntano tristi.
"Rimarro' per sempre cosi'?" - chiede
"Ma no Max, quando le ferite saranno rimarginate ti potrai levare quelle bende fastidiose.."
"Ah, peccato, mi piacevano, sembravo l'uomo senza volto..."
"Comunque il signor M qui e' pronto a rispondere alle nostre domande, compresa quella che volevo fargli non appena ho capito che era lui l'unico sopravissuto.."
L'uomo si siede su una poltrona di velluto rosso, da una tasca laterale estrae una lunga pipa canadese, la riempie con gesti lenti di un odoroso tabacco scuro e dopo aver preso un tizzone dal camino la accende inspirando con forza.
Il fumo che si leva nell'aria ha le forme piu' strane.
"Ma come e' possibile??" - dice Jelly
"Gia', come fa a fare quelle forme?" - chiede Max
"Ma no, io volevo chiederle come ha fatto a prendere quel tizzone ardente dal fuoco senza bruciarsi la mano!!"
"Ah non lo avevo notato.." - sibila Folder
"E' una storia lunga" - dice l'uomo, "Ma visto che continua a nevicare e siamo nell'ultimo posto abitato prima delle grandi distese nevose, abbiamo tutto il tempo.." - aggiunge
Max e Jelly si accomodano sul grande sofa', entrambi hanno preso i bloc notes e sono in attesa..
"Dunque era il 45 o il 46, ... ero a caccia nei territori dei Nanga Tonga, una tribu' alpina molto bellicosa che mi ero fatta amica regalando loro qualche penna bic. Mi sentivo osservato ma grazie alle penne a sfera mi lasciavano fare, a dirla tutta anche loro non sopportavano le martore pezzate e senza saperlo facevo loro un gran servizio.
Avevo appena posato l'ultima trappola quando una bufera insolita arrivo' improvvisa.
"Quanto improvvisa?" - chiede Max
"Veloce come un colpo di schioppo!" - risponde l'uomo agitando nell'aria un braccio.
"Schioppo con quante "p" si scrive?" - chiede Max
"Con due e ora lasciamo parlare il signore!" - dice Jelly con occhi di brace che a Max sembrano quelli visti in fondo alla tana..
"Dunque dicevo della bufera..." - riprende l'uomo, "Una cosa mai vista, il vento alzava la neve dal terreno e me la gettava in faccia con tanta violenza che mi era difficile respirare, i rami degli alberi si agitavano impazziti come giganti dalle mani adunche e pareva volessero strapparmi di dosso i vestiti.. Sapevo che dovevo al piu' presto trovarmi un rifugio o sarei diventato parte della foresta, per sempre" - dice, poi porta la pipa tra le labbra e inspira una lunga boccata.
"Cosi' cerco' se per caso da quelle parti ci fosse la tana di una martora?" - chiede Max
"No, sapevo che una antica leggenda dei Nanga Tonga diceva che era su quel monte che aveva avuto origine la vita e che, nascosta ai mortali, ancora c'era la grotta della nascita.
"Potevo sperare in una vecchia leggenda? Potevo affidare le mie ultime speranze ad antiche credenze indiane?"
"Forse fui un pazzo ma mi incamminai lungo il crinale del monte, affondavo nella neve e non so quante volte mi ritrovavo nello stesso punto..."
"Tranquillo, succede sempre anche a me quando vado alla Coop" - dice Max sorridendo.
L'uomo riprende: "Quando pensavo di lasciarmi andare, di sprofondare per sempre nel gelido abbraccio di Sguanzosguanzo (nome indiano che significa: Vento forte, meglio non stendere il bucato se non vuoi perderlo per sempre), notai l'apertura...
era una grotta che ammiccante si mostrava nascosta dagli alberi. Con le ultime forze mi trascinai fino all'ingresso e crollai esausto.
"Le dispiace se prendo da bere?" - chiede Max, "Il racconto mi ha messo sete!" - aggiunge
"Certo, sul lavandino c'e' del vino" - risponde l'uomo.
Max si alza, l'uomo prosegue il racconto: "Non so per quanto dormii ma quando mi svegliai capii subito di non essere morto..:
"Ah si? E come fece a capirlo, si diede un pizzicotto?" - chiede Max tornando di fianco a Jelly.
L'uomo sospira e poi riprende: "C'era una luce in fondo alla grotta e sembrava giungere un piacevole tepore cosi' non pensai al mistero, alla paura, all'insolito, mi incamminai e scoprii il tempio."
"Lungo le pareti c'erano statue di demoni dai grandi occhi. Dalle bocche spalancate uscivano lingue simili a serpenti, le zampe erano muscolose, le unghie aguzze. Al centro c'era un enorme calderone ribollente d'olio sulla cui superficie galleggiavano..."
"Dei sofficini? Dei panzerotti? Delle frittelle di zucca?" - prova a indovinare Max
"No, fokaccette!!" (un tuono lontano fa vibrare le finestre).
"Comunque per farvela breve, dopo qualche minuto esce una ragazza, un copricapo piumato, un vestito di perline lucenti, sandali ai piedi, maglietta di Pucca, e in mano una schiummarola... Senza dire una parola si avvicina al calderone, leva le croccanti delizie e me le offre.
Ero davanti alla regina suprema, colei che puo' creare le Fokaccette, friggerle ed offrirle senza temere le ire divine...
Le assaggiai e fu come se tutte le sensazioni piacevoli di una vita si fossero condensate in un unico, sublime istante.
Da quel giorno vivo solo per quello. Anche quando non abitavo qui, nonostante lei mi avesse messo in guardia sulla pericolosita' di creare sacre fokaccette, ci provavo...
La prima volta mi colpi' la maledizione di Montezuma e fu il primo avvertimento, la seconda volta un coltello animato da una forza oscura mi recise i tendini di questa mano che ora e' insensibile al caldo, al freddo, alle punture delle zanzare..."
"Beh, nella sfiga almeno quello!" - dice Max
"Poi, beh mi sono trasferito qui, la casa e' costruita proprio sopra il tempio e in qualche modo in questo preciso punto posso cucinare Fokaccette a volonta' senza temere nulla..."
"Questo spiega molte cose" - dice Jelly "Ma non svela dove le ragazze abbiano preso la ricetta delle Fokaccette.."
"Devo purtroppo rivelarvi che in qualche modo ne sono io responsabile... una sera che avevo bevuto troppo latte di Yack mi sono collegato ad un forum di cucina e ho svelato la ricetta... quando il giorno dopo mi sono reso conto di quello che avevo combinato ho cancellato tutto ma, ora capisco, che la regina delle focaccette ha voluto il sacrificio di quelle povere anime..".
"Eh va beh, ne muoiono tanti nelle stragi del sabato sera... che cosa vuole che siano in fondo tre cadaveri.."- dice Max mettendo una mano sulla spalla dell'uomo per consolarlo.
"Perfetto, anche questa volta abbiamo risolto il caso!" - esclama poi "Ora possiamo tornare in ufficio per preparare il rapporto" - aggiunge
"Mi dispiace dirvi che la tempesta non cessera' prima di 24 ore." - dice l'uomo "E che l'ultimo puzzle da 1500 pezzi l'ho finito venerdi' scorso.." - aggiunge sconsolato.
"Accipicchia ma allora cosa possiamo fare?" - chiede Max che vorrebbe giocare a: "Toc Toc chi e'" ma sa che non sono ammessi tre giocatori".
"Ma qui siamo al sicuro dal punto di vista "Regina delle fokaccette vero?" - domanda Jelly
"Certo si, ne posso cucinare a volonta' senza effetti collaterali.." - dice l'uomo facendo l'occhiolino.
"E allora diamoci da fare, non solo abbiamo risolto il caso ma potremmo anche battere il guiness dei primati delle Fokaccette!!" - conclude Max.

C'e' una casetta nel fondo del bosco, dal camino esce un filo di fumo, la tormenta che la circonda non sembra disturbarla.
Una timida martora si avvicina curiosa alla finestra. Una voce all'interno nomina le fokaccette, una stalattite di ghiaccio si stacca dalla grondaia.
turituru tiraaaa

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(Anonymous) on June 29th, 2007 09:55 am (UTC)
Socchiusi gli occhi, impermeabili
al'olio di frittura
senti sfrigolare
le amate forme.
Ma dunque esistono? O strano!
Vivon pur nell'iperboreo cielo
quelle cose guizzanti
della regina, fokaccette!...
Anya:)



fiona_mckenzie: puccafiona_mckenzie on June 29th, 2007 10:08 am (UTC)
Mi hai fatto venire voglia di fokaccette :D
claudia: floreal Claflorealpolla on June 29th, 2007 11:29 am (UTC)
La Regina delle Fokaccette applaude entusiasta.
:)
bustonebustone on June 29th, 2007 12:19 pm (UTC)
Ricetta
Potresti postare la ricetta...
Cosi' per accontentare quelli scettici che pensano che siano tutte
baggianate ;-)
space_oddity_75: LoM_camberwick_ohno_by_blancaficspace_oddity_75 on June 29th, 2007 10:57 pm (UTC)
Re: Ricetta
Noooo! Non chiedere alla Regina delle Fokaccette questo sacrificio! Ci tengo, alla mia vitaaaaaaaaaaaa!!! ;)
claudiaflorealpolla on July 2nd, 2007 07:26 am (UTC)
Re: Ricetta
1, la ricetta è segreta
2, già una volta la maledizione di Montezuma ha colpito gli ignari focaccettari che hanno osato prepararle senza il mio magnifico consenso.

Sei proprio sicuro di voler correre questo rischio?
barneyp1barneyp1 on June 29th, 2007 12:32 pm (UTC)
Una timida martora si avvicina curiosa alla finestra. Una voce all'interno nomina le fokaccette, una stalattite di ghiaccio si stacca dalla grondaia.
turituru tiraaaa
E la stalattite di ghiaccio trafigge la martora (va da sé, pezzata) uccidendola all'istante.
tirutiri tariiiii