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12 October 2007 @ 11:58 am
Il titolo  
"Voglio un titolo evocativo, qualcosa che faccia venire l'irresistibile voglia di accendere la tv ore prima per paura di perdersi una nota della sigla, ci siamo capiti?"
"Voglio famiglie intere sedute sul divano, i vassoi con la cena sulle ginocchia, gli occhi fissi sullo schermo..."
"Tirate fuori il titolo, siete pagati per questo no?"
"Signor Panzeri, ci stiamo lavorando, stia tranquillo che entro Lunedi' prossimo le proporremmo qualcosa di valido"
"Voglio sperarlo, se fossi in voi lavorerei sodo o questo sara' l'ultimo lavoro che voi fate per CANALE38 ok?"
"Chiaro direttore, chiaro come acqua di fonte"
"A lunedi', e non deludetemi come con lo spot della pubblicita' dei ravioli..."
"Mai piu' direttore, mai piu'".

Sala Trebisonda, Lunedi' ore 10.00, proiettore preriscaldato che spalma sul muro immagini in dissolvenza tipo:

Palma gobba su spiaggia bianca, mare azzurro, una solo nuvola al centro del cielo, come l'occhio gigante di dio.
Bosco verdissimo con ruscello fotografato a tempo lungo con acqua che sembra fumo e rocce lucide
Montagne innevate, alba di sole che colora appena i contorni di un color caffelatte carico
Viottolo di campagna che si perde dietro una collina, voglia di sapere dove condurra'.

Entra il direttore della produzione, lo segue la segretaria, occhiali sulla punta del naso legati con una catenella rossa come per trattenerli dal voler volare via.
I tre dello studio "Archea idee per comunicare" scattano in piedi come soldati alla vista del generale.

"Buongiorno, buongiorno, buongiorno" - dicono i tre
"Buongiorno" - risponde la segretaria, il signor Panzeri, muto, si lascia sedere sulla seggiola vicina allo schermo.
"Vogliamo cominciare?" - domanda poi, ma e' un ordine travestito, "O siete qui per la mostra natura-amica?" - aggiunge
Una mano da' un colpo al mouse del computer portatile, sulla parete il logo essenziale dell'Archea rimpiazza il salvaschermo.

"Dopo una approfondita indagine di mercato, uno studio mirato alla soddisfazione dell'utente medio e un brainstorming che si e' protratto per tre interi giorni, abbiamo distillato queste proposte che andiamo a proporre alla sua attenzione"
- dice uno dei tre avvicinandosi allo schermo, gli hanno insegnato che star vicini a quello che si propone e' essenziale per mostrare attaccamento all'idea.
"Ho una riunione tra mezz'ora, andiamo al punto" - dice il direttore accavallando le gambe.
"Si, dunque, la slide tre per favore"

Parte l'inno alla gioia di Beethoven suonato con il flauto di pan, una scritta riempie lo schermo:

"I COLLI ASCOLTANO ANCORA"

Nella sala si sente solo il rumore della ventola del proiettore, poi come un accetta che taglia un tronco la voce di Panzeri:
"Ma che stronzata e? Vorrei sapere chi vi ha parlato di colli? Lo sapete almeno dove si svolge la fiction? Avete letto lo storyboard? Siamo in pianura, pianura con montagne lontane, avete presente quello spazio dove l'occhio si perde senza incontrare un rialzo?
E poi e' patetico, non c'era forse il titolo di un film dove le colline avevano occhi? Voi ci avete messo le orecchie...
Ditemi, forza coraggio, le altre proposte sono di questo livello? No perche' allora mi alzo subito e tanti saluti..."

Il tipo in piedi che aveva allungato un braccio e posato la mano sul muro per diminuire ancora la distanza, la ritira come se si fosse scottato, il rumore del flauto appare adesso completamente fuori tema.
Il tipo seduto dietro il PC, fa avanzare la presentazione.

La voce di Frank Sinatra comincia a cantare: "Under my skin" mentre qualcosa appare al centro dello schermo e pian piano si ingrandisce fino a diventare una scritta:

"I SOGNI CHE MI HAI RUBATO"

"E che sarebbe questa? I sogni? Ma allora siete... per favore signorina andiamo, chiami per anticipare la riunione che qui stiamo perdendo tempo" - dice il direttore e si alza, la luce del proiettore lo investe facendogli chiudere gli occhi e proiettando parte della scritta sulla camicia bianca.

"La prego, anche a noi queste convincevano poco, il meglio arriva adesso, le chiediamo ancora un poco della sua pazienza.."
- prova a dire quello dei tre che si era seduto in fondo alla sala.

"Ancora un titolo, uno solo" - risponde l'uomo alzando l'indice verso il cielo.
"Se e' come gli altri voi siete fuori!" - aggiunge e punta lo stesso dito verso l'uomo del proiettore.

Panzeri si risiede, la segretaria riempie un bicchiere d'acqua e glielo pone sul tavolo vicino.
La presentazione prosegue, l'immagine di un campo pieno di fiori bianchi e azzurri che si perdono verso montagne verdi.
La musica e' un motivo triste, poche note di fisarmonica ripetute, il titolo appare in scorrimento da destra verso sinistra, va a riempire il cielo e li' si ferma:

"TORNERANNO A FIORIRE GLI ASFODELI"

Silenzio

Il rumore della ventola

Silenzio

Le note della fisarmonica

Silenzio

"Gli asfodeli erano considerati dagli antichi greci i fiori dei morti, la famiglia su cui ruota tutta la fiction e' continuamente colpita da gravi lutti, prima il figliolo schiacciato dal carro, poi il nonno, lo zio Cosimo scompare, la madre che muore dando alla luce il bambino storpio, sono i fiori piu' adatti" - dice tutto d'un fiato l'uomo vicino allo schermo

"E si trovano in pianura!" - aggiunge l'uomo seduto in fondo

"E il titolo ha una bella ritmica" - conclude quello dietro al proiettore

Silenzio

Lo sguardo del direttore si sposta da un fiore all'altro, poi legge la scritta, poi ritorna a sorvolare il campo manco fosse un calabrone.
Poi allungata una mano, afferra il bicchiere e ne beve un piccolo sorso.
Dopo averlo posato si alza in piedi, guarda negli occhi gli uomini uno per uno, fa un cenno alla segretaria ed esce dalla sala.

Passano attimi eterni, minuti in cui il tempo pare immobile, dalla porta appare la testa della segretaria.
"Al direttore il titolo e' piaciuto, aggiungerebbe un "ANCORA" prima di "A FIORIRE". Passate in contabilita' per l'assegno" - dice "...e per l'amor di Dio spegnete quella fisarmonica, e' una vera merda." - conclude.


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Current Location: Sala riunioni
Current Music: Freddie Hubbard - Up jumped spring
 
 
 
barneyp1barneyp1 on October 17th, 2007 01:04 pm (UTC)
Gentile amica,
è con invero grande piacere che anch'ella è estimatrice di Cormac Mc Charty. per cui - lasciando a parte le polemiche (i lettori son partigiani quanto ultras scatenati) - le chiedo se ha letto l'ultima opera sua, La strada, che a me piacque assaissimo.

P.S.: parafrasando il nostro luminoso (dato il brillio della pelata purtroppo oscurato da inopinato trapianto) ex presidente del consiglio vorrei dirle che, purtroppo, se ci sono poche donne scrittrici (in politica) è perché l'altra metà del cielo ha ben altro da fare: cucinare, fare la spesa, allevare figli ...

P.P.S.: Se l'anno prossimo il nobel della letteratura sarà un asiatico, o un africano, ciò farà assai piacere a jack canappia, che sostiene come il vero inglese sia quello parlato dai nuiorican (temo abbia letto "L'isola delle colline" di Maffi di nascosto) e che vuole andare ad imparare il francese in tunisia o marocco (e spero non sia per la relativa abbondanza di erbe allucinogene)

My best wishes

B.P.