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19 October 2007 @ 03:18 pm
Icone  
Oggi volevo parlare delle icone.
Non mi riferisco a quelle del vostro desktop seppur siano icone pure quelle, mi riferisco a quelle che sono ormai diventate per la nostra mente un richiamo a pensieri a cui non possiamo sottrarci.
Mi chiedo, cosa fa di una icona una icona?
Domanda molto interessante, mi batto sulla spalla per averci pensato.



Partendo dalle icone sacre che avevano di certo l'intenzione di richiamare la mente dell'uomo alla preghiera e alla spiritualita', arriviamo alle icone di fatto, chiaro esempio ne e' la vespa da semplice mezzo di locomozione per la massa e' divenuta altro.
Altri esempi? Eccovi accontentati, a cosa pensate non appena vedete una di queste?



Giusto, una cabina telefonica diventa Londra, la particolarita' di colore e forma riescono a infilare nel cervello
una serie di immagini variabili: "Tower Bridge, Big Ben, Picadilly Circus, Beefeaters, la regina, etc etc."
(Se qualcuno ha pensato a Superman legge troppo fumetti, se invece ha richiamato alla mente il Doctor Who e' valido).
Strabiliante, ma c'e' qualcuno che si e' spinto oltre, qualcuno che non faceva arte ma che viveva come il personaggio di un quadro, forse l'unico che e' riuscito (consapevolmente) a diventare l'icona di se stesso.
Dico questo perche' icone come Marilyn Monroe o Moira Orfei erano icone viventi ma inconsapevoli.
Quest'uomo si e' fatto da solo, avete indovinato? Eccolo qui:



Proprio lui diceva: "Non dipingo un ritratto che assomiglia al modello, piuttosto è il modello che dovrebbe assomigliare al ritratto."
Tutto qui, come vi dicevo all'inizio volevo solo parlare un po' di icone.
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(Anonymous) on October 23rd, 2007 01:56 pm (UTC)
[...]ma c'e' qualcuno che si e' spinto oltre, qualcuno che non faceva arte ma che viveva come il personaggio di un quadro, forse l'unico che e' riuscito (consapevolmente) a diventare l'icona di se stesso.
Dico questo perche' icone come Marilyn Monroe o Moira Orfei erano icone viventi ma inconsapevoli."

Posso dissentire?
Non credo che nessuno possa essere, inconsapevolmente, icona di sè stesso.
Chi emerge, chi davvero riesce a far-si icona, cioè immagine immediatamente rappresentativa per qualcuno, gli altri, o qualcosa, sia esso movimento o partito o presa di posizione, è riuscito a cogliere et collegare un proprio impulso ad un substrato collettivo, o se preferisci, chiamiamoli sogni/miti.
E tanto più vale per S.Dalì, credo, nella vita del quale nulla è accaduto per caso.
Anya.)
p.s. e sarà stupido ma non riesco a scordarmi che fu accusato d'aver tradito Garcia Lorca, rivelando dove questi fosse nascosto..
bustonebustone on October 24th, 2007 07:54 am (UTC)
Provo a spiegare il ragionamento.
Dali', tra le altre cose (non sapevo questa di Garcia Lorca), dipingeva quadri. I quadri abbinati al titolo diventano in qualche modo messaggi.
Possiamo chiamarli icone?
In qualche modo, credo di si.
Orbene con il suo voler somigliare ad un opera d'arte, in qualche modo
e' stato un icona vivente..
Puo' filare il ragionamento?? ;-)
(Anonymous) on October 24th, 2007 11:56 am (UTC)
certo che sì, se intendi che tutta l'arte in generale riconduce ad un'immagine simbolica; interessante è notare, e li hai menzionati in precedenza, come a volte oggetti d'uso comune, di mera utilità, assumino nel tempo caratteristiche iconiche, immediatamente riconducibili alla realtà denotata...
Anya