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28 February 2008 @ 03:09 pm
X-file USA vs UK (Ovvero quando la flemma batte l'attivismo) Parte 1  
Primissimo piano su un occhio.
La pupilla si muove rapida da un lato all'altro, quando si ferma al centro rimpicciolisce fino a diventare un puntino.
E' in quel momento che si puo' osservare come la superfice scura dell'iride rifletta tutto quello che le sta intorno.
C'e' una luce, bianca e forte, oggetti metallici, pareti dai colori tenui.
Il campo si allarga, poi si ferma quando entrambi gli occhi riempiono la visuale.
Sono quelli di Max Folder, 35 anni, agente federale, sezione X-File.
Da questa prospettiva si puo' vedere altro, sopratutto paura e sbigottimento.
Il campo si apre ancora un poco, lo vediamo legato con grandi cinghie a quello che sembra un lettino imbottito. Strani aggeggi gli tengono aperta la bocca, non potrebbe nemmeno urlare se volesse. “Come sono finito qui?” - pensa
E' confuso, uno strano torpore gli attraversa il corpo, alterna momenti di lucidita' con altri in cui sogna di quando era bambino e faceva mostri con il pongo.
Nei pochi istanti in cui si rende conto della situazione teme il peggio.
Forse gli alieni vogliono installare nella sua bocca un rilevatore di cui poi non ricordera' piu' nulla quando si risvegliera' vicino ad un paracarro dell'autostrada.
Forse lo stanno riempiendo di spore che una volta sviluppate si impadroniranno del suo corpo.
Forse vogliono solo studiare come sono fatti gli umani.
Chiude gli occhi, poi li riapre, c'e' un essere che al posto della faccia ha un globo luminoso, e' senza bocca, ha mani bianche e emette uno strano sibilo acuto.
Sogni, realta', incubi, desideri.
Gli sembra perfino di vedere Jelly, la sua compagna di sempre che lo guarda benigna, tiene la sua mano tra le sue.
Gli sembra di vedere alle pareti dei quadri...
Le astronavi aliene non hanno quadri alle pareti, "Max svegliati... Max!"
Qualcuno lo schiaffeggia, "Ecco fatto" - dice il dentista "Stia attento e non ci mangi sopra per qualche ora, aveva un dente del giudizio completamente marcio, se avessimo aspettato ancora l'infezione si sarebbe allargata".
"Max guarda che puoi chiudere la bocca, il dottore ha finito" - dice Jelly
L'uomo si passa una mano sulle guance come per controllare la rasatura.
"Ma allora stavo sognando...” - dice
"A volte la novocaina fa questo effetto, sentira' forse le gambe intorpidite ancora per qualche minuto ma poi l'effetto svanira', dimentichera’ tutto, anzi si ricordi piuttosto di pagarmi la parcella!" - dice il dentista.
"Stia tranquillo doc, anche se adesso ho un po' meno giudizio di prima!" - risponde Max ridendo.

I due escono dalla studio, "Jelly in ogni caso, come mai ero legato alla sedia?" domanda
"Volevi scappare Max, e siamo riusciti a bloccarti solo con il sonnifero e quelle cinghie..." - risponde
"Ah ecco, beh adesso mi sembra di avere un calzino in bocca, sai, hai presente?" - domanda
"Mai Mangiato calzini" – risponde lei
"Ah beh io si, nel sonno mi agito molto e siccome sono freddoloso vado a letto con i calzettoni, cosi' a volte mi sveglio al mattino che..."
"Ho capito, non proseguire, non voglio neppure pensare alle mutande..." - conclude la donna.
Arrivano a casa di Jelly, "Abbiamo il giorno libero ho preso ferie per entrambi, buttati sul divano, rilassati" - dice la donna
"Posso mettere su un film?" - chiede l'uomo
"Certo, come fossi a casa tua!"
"Eh se fossimo a casa mia avrei a disposizione tutte le serie di Zaffiro e Acciaio, invece qui..."
"A proposito di paranormale, ieri Shapiro e Acciacco mi hanno mandato una cartolina!" - dice la donna.
"Che genere di cartolina?" - chiede l'uomo
"E' tutta nera e c'e' scritto "Gloucester by night""
"Me la mostri per favore?" - chiede l'uomo
Jelly va in cucina, leva la cartolina dal frigo a cui era fissata con una calamita a forma di fiore e la porge all'uomo".
Max l'afferra, "Il mondo e' piccolo!" - dice, "Incredibile, mio zio Teodoro me ne aveva mandata una dall'Italia identica..."
La donna scrolla la testa, riprende la cartolina in mano e la osserva contro luce per controllare che non ci siano impronte.
"Accipicchia come ti sta a cuore.. non mi dirai mica che..." - butta' li' Max
"Si te lo diro', dopo quella volta che abbiamo diviso la missione, insomma io e Acciacco siamo rimasti in contatto..."
"Vuoi dire amici di penna?"
"Beh si, ci scambiamo le ricette sai, cose cosi'"
"Che mi catturi un astronave aliena e mi usino come animale domestico, ma questa e' una cosa bellissima!!"
"Cosa intendi scusa?" – chiede Jelly
"Intendo trovarsi per motivi professionali e poi continuare il rapporto su un piano piu' umano, alla fine sono i sentimenti che rimangono, i silenzi rilevatori, gli sguardi che valgono piu' di mille parole, insomma Jelly quando vedo cose come questa penso che la vita e' bella!!" – esclama l’uomo
"Acciacco mi ha scritto se andiamo a trovarli, sei mai stato a Londra?” - domanda
"Mai!" - risponde l'agente
"E' una citta' bellissima e romantica..." - dice Jelly stringendo la cartolina sul petto.
"Ah per quello so tutto su Londra, hanno le cabine telefoniche a due piani, i taxi rossi, la regina cambia le guardie di continuo e poi..."
"Ok, puo’ bastare, io ci sono stata da piccola, sai al collegio."
"Hai frequentato un collegio?"
"Certo, per tre anni i miei hanno pensato di mandarmi nella vecchia Londra per la lingua, la disciplina."
"E' per quello che sei cosi' rigida?" - domanda Max
"No, quello e' il reggiseno che mi stringe... comunque, ora lo chiamo, sei d'accordo?" - domanda
"Si si, e’ una gran cosa e non vedo l'ora di perdermi nello sguardo freddo e inespressivo di Shapiro." - risponde
(Continua)
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