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25 March 2008 @ 11:14 am
La gita di Pasquetta  
Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi? O e' l'incontrario?
Poco importa, noi della famiglia Desantis le passiamo tutti insieme, sempre.
Pasquetta per fare un esempio e' il giorno della gita.
Questo vuol dire muovere quattro generazioni di Desantis verso una meta agreste. Qualunque sia il tempo.
Zio Santo, che conduce la carovana come l'anziano mormone nelle terre inesplorate del West, esce sempre un buon motivo per essere contento.
Se piove dice che non dovremmo faticare per trovare un posto adatto, se c'e' un bel sole sara' piu' difficile piazzare la tenda ma potremmo trovare qualcuno con cui giocare la partita a calcetto dopo pranzo.
Io per quel giorno ho compilato una lista con centinaia di cose da fare in alternativa, una specie di giustificazione ma mi tocca seguire la famiglia, ubbidire, caricarmi come un cammello e divertirmi (da matti) insieme agli altri.
Quest'anno zio Santo ha trovato un posto perfetto. Dista solo dieci metri dall'autostrada, dispone di un ampio parcheggio e c'e' perfino un area attrezzata con tavoli e panche.
Il fatto che sia una piazzola dell'A28 e che la cosa piu' verde sia la panda del cugino Mario non ha importanza.
Lui e' il capo gita e tutti devono accettare le sue decisioni con la consapevolezza che sono le piu' autorevoli.
Partiamo presto, fuori e' buio, tutto il cibo e' stato trasferito nelle borse frigo.
Ci sono sedie pieghevoli, coperte, tende e centinaia di migliaia di mollette.
Quest'anno lo zio ha affittato un gruppo di continuita' e sui sedili posteriori della sua Croma ha poggiato il televisore da 42 pollici al plasmon.
Carichiamo nonna Ernestina che e' sorda e non sta in piedi, i bagagli sul portapacchi, altri dovremmo tenerli sulle ginocchia. Ultime frasi permettercidaccordo e partiamo verso la gita di pasquetta.
Non arriviamo neppure al semaforo di Piazza Giulio Cesare che squilla il cellulare.
E' rimasto indietro Bruno, fratello di Mario.
Ci fermiamo uno dietro l'altro nel parcheggio deserto dei taxi.
Dopo qualche minuto lo vediamo sfrecciare, non si ferma, non ci ha visti.
Nella luce del primo mattino quattro auto cariche nel parcheggio dei taxi non sono facili da individuare.
Ma dove michia va?
Stavolta lo chiama Zio, suona suona, sta per dire che e' deficente, gli si ingrossa la vena sulla tempia e io lo so che lui vorrebbe andar via e lasciarlo solo, ma poi quello risponde.
"Ma dove minchia sei, non ci hai visto? Ma dove, ma quando, ma dove sei ora, stai fermo li' che veniamo a prenderti..."
Apre il finestrino, esce fuori il braccio e fa segno che possiamo muoverci.
I motori si accendono uno dopo l'altro, partiamo.
Troviamo Bruno, appena passiamo tira una sgommata e si accoda.
Prendiamo l'autostrada, ci aspettiamo tutti appena fuori dal casello, poi siamo in fila come vagoni del treno.
I sorpassi sono precisi e sicuri, zio Santo sa quando puo' superare, calcola che tutti lo possano fare senza rompere la fila, i sensi di zio, nella gita di Pasquetta, sono allargati come a Spaidermen: dal paraurti anteriore della sua macchina, fino alla targa della macchina di quel deficente di Bruno.
Se volesse cia' una macchina che li lascia a tutti ma lui e' responsabilita' della strada.
Arriviamo alla piazzola, sono dieci chilometri che zio ha messo la freccia.
Entriamo tutti tranne Bruno che si vede che era distratto.
Zio lo chiama con il telefono, sta volta quello risponde subito e zio bestemmia.
Lo vedremo dopo un ora e si becchera' l'applauso di tutti i parenti.
Siamo fortunati, nel posto prescelto, non c'e' nessuno, sara' che sono le sette e un quarto.
I tratti del viso di zio si rilassano ma solo per pochi secondi.
Ora che la carovana ha raggiunto la terra promessa, occorre costruire il villaggio e finche' non sentira' l'odore della salsiccia alla brace, i tratti del suo viso rimarranno tesi come quelli di Dylan Dog.
Occorre uscire la roba dai bagagliai, darsi da fare con le tende, con le mollette.
Troviamo una zona che lo zio ha detto che e' la migliore. Incredibile quanta robba ci sta in una macchina, adesso che e' tutto li' per terra si direbbe la fiera gastronomica regionale.
Le donne issano le tende, gli uomini preparano la brace.
Sono millenni che questi compiti sono cosi' divisi.
Se per caso un uomo issa le tende e' frocio, se una donna fa la brace e' zoccola.
Per queste leggi scontate, noi Desantis non ci sbagliamo mai, ognuno sa quale e' il suo compito.
Dopo un ora c'e' piu' ombra nella piazzola che nelle grotte di Frasassi.
Milioni di mollette fissano le tende ai rami degli alberi, ai tavoli.
Una arriva perfino al cartello stradale "Sembra fatto apposta!" - dice Anna.
Intanto noi abbiamo versato quindici sacchi di carbonella e ci apprestiamo a dar fuoco alle polveri.
Lo zio ha una bottiglia che ha fatto lui, una miscela autoinfiammabile che versa nei barbecue e a cui da' fuoco con la sua sigaretta.
Alte fiammate si alzano nel cielo, parte un nuovo applauso, la prima bottiglia di vino la usiamo per spegnere la tenda.
Dalle borse frigo escono bistecche e chilometri di salsiccia.
Ci sono le birre in lattina che sono per chi gira la carne, le bottiglie con la cocacola ghiacciata sono per i bambini (se vogliono bere devono romperle con i sassi ma cosi' si tengono fresche fresche per tutto il giorno).
Quest'anno ci siamo scordati la musica, la dovevi portare tu, no la dovevi portare tu, alla fine ci viene l'idea di accendere le autoradio e di sintonizzarle tutte sulla stessa stazione radio...
L'effetto non e' male, ma lo sai che possiamo fare d'ora in avanti sempre cosi'?
Poi la brace e' pronta, la carne comincia a cuocere, le donne stendono sui tavolo le tovaglie che mica perche' facciamo il picnic siamo bestie.
E ci sono i peperoni sott'olio, i funghi, le melanzane, il pecorino e non mi dire che non ti piace lo stinco di muflone in salsa verde!!
Gli uccelli cantano felici, le auto ci sfrecciano vicine machecazzociannodaguardare e la salsiccia sfrigola, e' davvero una gita riuscita.

Poi cominciamo a mangiare ma quanta carne hai cotto? Su mangiate che ne ho messa su altra, passami le zucchine, ma come l'hai fatte e ciai messo i chiodi di garofano?
Per dolce ci sono le colombe.
Tutti aprono quella che hanno portato ma va solo quella della Flora che cia' la crema chantilly'
le altre le sbricioliamo nell'aiola che poi se le mangiano gli uccelli e viva la natura e viva san Francesco.
Si ferma un camper di tedeschi, lo zio Santo li invita a bere, vengono e mangiano anche la carne e assaggiano anche i funghi e dicono sempre grazie e Bruno risponde in tedesco che e' scemo ma ha studiato e allora Santo gli da' le pacche sulla spalla.
Poi suona la sveglia di un cellulare, minchia ancora un po' e ci perdiamo il gran premio.
Allora mettiamo il tv su un tavolo e il gruppo elettrogeno fa un casino che dobbiamo metterlo lontano ma il cavo e' corto allora alla fine il volume e' altissimo ma dobbiamo spegnere le autoradio, sul cavo le donne stendono gli asciugamani ad asciugare.
Prima non parte il televisore, poi non si becca RAI UNO, alla fine si vede ma poco, immaginiamo che le macchie rosse sono Ferrari, delle altre non ci frega niente, i tedeschi si siedono anche loro, secondo zio non hanno mai visto un televisore cosi' bello.
Il pomeriggio prosegue, si ferma una Focus ed esce una mamma con una bambina che vomita, ma il padre viene a bere il vino e poi ci sta per una partita a carte, i bambini hanno uscito il pallone e giocano ma a volte va in mezzo all'autostrada.
Le donne stanno in ansia ma zio dice che i bambini di lasciarli stare che imparano a tirare meno scanne.
Con tutte le tende che ci sono, ci siamo dimenticati nonna Ernestina al sole.
Lei non si lamenta e' che non capisce quello che gi dici zio: stai bene? ciai caldo? vuoi bere qualcosa?
Lei sorride e dondola un po' la testa.
Cosi' la mettiamo all'ombra...
Il giorno prosegue, usciamo i l monopoli ma ad un certo punto zio Santo vede che le macchine che passano in autostrada sono aumentate.
Prima che sia troppo tardi dobbiamo andarcene che non c'e niente di peggio che una coda a rovinare la bella giornata appena trascorsa.
Cosi'le donne smontano le tende, gli uomini prendono a calci le braci e aspettano che le donne mettano la roba nei bagagliai.
Io do una mano a zio col tv e con il gruppo elettrogeno, i bambini non vogliono andar via che hanno il pallone che e' finito nell'altra corsia ma zio dice che ce ne compra uno di cuoio e quelli salgono e dopo mezz'ora siamo in coda.
Andiamo cosi' lenti che facciamo tempo a tornare indietro a piedi, prendere zia Ernestina che ce la siamo dimenticata e ritornare in macchina.
Il prossimo anno, dice zio, andiamo vicino all'aereoporto, c'e' un posto che e' una cannonata.
A me' la gita di pasquetta non mi piace ma zio quante ne sa? Da grande vorrei essere come a lui.
 
 
Current Location: Nella piazzola di sosta
Current Music: Tori Amos - Taxi
 
 
 
(Anonymous) on March 25th, 2008 12:15 pm (UTC)
molto tenero, grazie
Anya
bustonebustone on March 25th, 2008 01:31 pm (UTC)
La prossima volta dico a Zio Santo che ci sei anche tu...
ti tocca montare la tenda pero'... ;-)
mephrinamephrina on March 26th, 2008 01:46 am (UTC)
Fantastico.
Hai mai visto Davide Enia a teatro? Maggio '43 o Italia-Brasile 3-2?
bustonebustone on March 26th, 2008 08:46 am (UTC)
No mai, mi sono perso qualcosa immagino...
barneyp1barneyp1 on March 27th, 2008 01:29 pm (UTC)
Pensa che culo: mio padre era figlio unico e mia madre aveva un solo fratello, che però abitava lontano!