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25 November 2006 @ 11:46 am
C'erano  
Erano tanti e molti avevano ancora negli occhi il riflesso del caffelatte nella tazza.
C' era chi correva con la sciarpa di traverso, chi passeggiava lasciandosi dietro il fumo lento della prima sigaretta del mattino, chi parlava di cose banali con il vicino, chi faceva finta di ascoltarle pensando che se si fosse ricordato i guanti non metterebbe le mani in tasca a sgualcire il cappotto.
C' era un vigile urbano che respirava attraverso il fischietto, un elettrauto gia' in officina ma con la saracinesca abbassata a non far entrare ancora il mattino. C'era la commessa del panificio che aveva gia' le guance rosse e la cuffietta che lasciava uscire qualche capello. C' era il signore del banchetto della frutta che aveva fogli di giornale in mano pronto a circondare le banane di notizie. C'era quello che camminava dritto guardando in basso, quello che guardava l'orologio e telefonava e poi "Scusa tanto per l' ora ma qui e' ancora chiuso".
C'era un bambino che camminava spinto dallo zainetto i piedi bene attenti a non toccare le righe delle mattonelle.
C'era il padre "Sbrigati che arriviamo in ritardo" e l'anziana signora che potrebbe alzarsi quanso il sole e' gia' alto ma preferisce prendere il freddo del mattino e comprarsi i due panini dei quali ne mangera' uno solo e l' altro in frigo e poi alle anatre ma a comprarne uno e' brutto e la fa sentire vedova.
C'era l'uomo che parla da solo ad un pubblico immaginario e il barman che come un direttore d' orchestra sta al centro di sbuffi, discorsi e tintinnii.
C'era quello che lavora alla banca e da come e' vestito sara' il direttore che cammina con a fianco una ragazza che potrebbe essere sua figlia ma non lo e' e forse e' stata carina con lui e allora e' diventata responsabile di sportello e pensi che e' un peccato che un rapporto sia basato sui soldi, e allora quando trovi venti centesimi per terra li lasci stare dove sono.
C'era quello che vista la moneta l'ha raccolta con un sorriso e dopo l'ha buttata nel cappello posato per terra di quello cieco che offre santini legati con l' elastico per via del vento.
C'era quello del negozio di scarpe a cui non andava giu' che un cieco sporco chiedesse l' elemosina proprio vicino alla sua vetrina e se ne stava sulla porta vestito di quello sguardo schifato senza fare nulla, c'era un operaio del comune dentro una buca fonda, le scarpe strette e brividi nella schiena, stava pensando di mettersi in mutua e poi comprarsi una mascherina per l'inquinamento. C'era un vagabondo che si era appena alzato con la schiena a forma di panchina, sorrideva felice perche' la notte era finita e il nuovo giorno poteva essere quello fortunato. C'era il signore dell'edicola che stendeva riviste con la molletta come fossero calzini, c'erano marito e moglie che litigavano previdenti per mettersi avanti con le abitudini e alla sera guardarsi in silenzio CSI. C'era un cane che passeggiava davanti al padrone, annusava gli angoli e li benediva con la zampa alzata.
Prosit
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(Anonymous) on November 25th, 2006 11:06 am (UTC)
"C'era un bambino che camminava spinto dallo zainetto i piedi bene attenti a non toccare le righe delle mattonelle."
Ma che bello questo scorcio di mattina, socio! :-))
luka