28 April 2008 @ 02:52 pm
Il mercato del pesce di Genova  
Poniamo che abbiate deciso, su consiglio di un amico, di alzarvi all'alba e recarvi al mercato del pesce.
Quando arrivate, una piccola folla riempie la scalinata di una costruzione che sembra una chiesa.
Dopo aver parcheggiato in divieto di sosta (i vigili sono accondiscendenti e solidali con chi si e' alzato presto) vi recate al bar che si trova sotto la costruzione.
In questo posto le briosch sanno di pesce, il caffe' sa di pesce e ci sono quadri appesi un po' dappertutto che raffigurano... avete indovinato? Se avete pensato a nature morte avete sbagliato ma non del tutto.
Chi farebbe colazione in un posto simile? Beh, tutti quelli che vanno al mercato del pesce, e smettiamola con queste domande sciocche.
Uscite e vi piazzate in fondo alle scale, in attesa.

Dopo qualche minuto suona una sirena, si aprono le porte.
La sensazione e' identica a quella che scuote il capitano dell'Andrea Gail ogni volta che lascia il porto per andare a pesca di pesci spada:

"Si dirada la nebbia, molli gli ormeggi ti distacchi, percorri il South Channel, superi Rocky Neck, Ten Pound Island, passi Nails Pond dove pattinavo da bambino, dai fiato al corno da nebbia e mandi un saluto al figlio del guardiano del faro di Tuchen Island, poi compaiono gli uccelli, i mugnaiacci, le anatre spose, i gabbiani reali, il sole ti scalda, viri a nord, ti metti a 12 nodi, sei a pieni giri, gli uomini sono indaffarati tu sei al timone, e hai il comando di una magnifica barca da spada, c’è qualcosa di meglio al mondo?!"

Qui al mercato del pesce tutto sa di pesce, sembra una banalita' ma non lo e', per una volta non ci sono profumi a coprire gli odori.
Ci sono le cassette di polistirolo sporche di inchiostro delle seppie, ci sono i pavimenti lavati a sguazzo, ci sono gli uomini con facce di cartavetro, berretti con la visiera e mani dalle dita grosse e dure.
Appena dentro sei accolto dalla moltitudine, stai per fare un bagno di folla nel mare della piu' varia umanita'.
Sopra il vociare senti quelli che invitano all'acquisto:

"Anciue beleeee!!" (Acciughe belle)
"Pagian Vive!!!" (Sembrano vive)
"A stu pregiu sun regale'!" (A questo prezzo sono regalate)
"Se nu ti vo' cata' levite da rumpi' u belin (Se il gentil signore non e' interessato all'aquisto potrebbe cortesemente far posto a nuovi acquirenti).

E ci sono i capi-banchetto che stanno seduti sopra degli scranni, proprio come dei Giudici.
Da quella postazione sopraelevata osservano e controllano.
L'addetto al banco ogni volta che vende qualcosa lo urla al giudice: "Polpo 2 chili duecinquanta a 12"!
E' lui che fa il conto, che scrive la ricevuta, che prende i soldi e da' il resto.
Il bello e' che non si muove dallo scranno, proprio come fosse un monarca: nettuno, il re dei mari.
Ti assale una certa urgenza, con la velocita' con cui vengono venduti i pesci temi che per te non rimanga che ripiegare alla Coop con del tonno in scatola.
Poi prendi coraggio, ti avvicini, osservi.
Dunque come e' che doveva essere l'occhio del pesce per capire la freschezza?
Ah si, lucido e limpido... e le squame e le branchie?
Stai branchiolando nel buio, alla fine decidi di fidarti, chiedi giusto per non sembrare quello che e' la prima volta che va al mercato del pesce:
"Scusi, e' desurgelato questo?" - chiedi
"Noooo tutto fresco!!" - risponde il tipo con il cappello della birra Wunsterbraun sporco di inchiostro o petrolio.
"Ah perche' il prezzo e' cosi' basso che mi sembrava impossibile..." - aggiungete tanto per aggiustare la figuraccia.
Poi, ad un certo punto cominciate a comprare.
Comprate un trancio di tonno, poi due chili di totani, poi tre chili di filetto di persico che viene dall'Uganda.
Qualche dubbio su come faccia ad essere fresco vi assale, poi pensate ad un omino africano che torna da una notte di pesca.
Appena sbarca, con in mano una cassetta colma di persico gia' tagliato in filetti, corre fino all'aereoporto dove lo attende la bocca spalancata di un air-cargo (Immaginate l'addetto al carico che guarda l'orologio con aria preoccupata, l'aereo ha i motori accesi).
Immaginate l'aereo che attraversa qualche paese e arriva poche ore dopo a sorvolare il mercato del pesce, vedete quei piccoli paracadute? E' il vostro persico che atterra sui banchi del mercato, guardate, non vi e' sembrato che qualche filetto muova ancora la coda?
E' andata sicuramente cosi', siete soddisfatti e convinti che sia pesce freschissimo.
Proseguite tra i banchi, assumete una faccia da intenditori, avete un paio di sacchetti appesi alle mani, siete ormai parte della catena alimentare, tutti vi sorridono, avete appena suonato il corno da nebbia per salutare il figlio del guardiano del faro di Tuchen Island.
Notate che con il passare dei minuti i prezzi calano, passate vicino al banco che vende solo molluschi, a quello che vende solo pesci spada interi (la spada e' in omaggio).
Comprate da spartire una cassetta di acciughe e siete pronti per uscire.
Cosi' tornate alla macchina, mettete tutto dentro e partite verso casa.
(Per anni i vostri amici vi chiederanno dove avete comprato quell'Arbre Magique al gusto "Olezzo Mediterraneo".)
Siete quasi a casa, e pensate che il piu' sia fatto, la regola preistorica prevede che l'uomo vada a caccia e la donna cucini... quindi il vostro lo avete fatto anche se non avete dovuto affrontare una tigre dai denti a sciabola e la cosa piu' pericolosa era la Briosch del bar di sotto...
Quindi ora tocca alla donna?
Non scherziamo, forza datevi da fare.
Ora tagliare a tranci il tonno e metterlo in congelatore e' questione di attimi. In qualche minuto si puliscono i totani, i filetti di persico sono belli e pronti per essere infilati nei sacchetti, restano solo le acciughe ma queste meritano un capitolo a parte.

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Current Location: Al mercato del pesce
Current Music: Kate Nash - Nicest Thing
 
 
( 5 commenti — lascia un commento )
(Anonymous) on April 29th, 2008 12:32 pm (UTC)
Bel pezzo John, mi piacciono le storie del quotidiano
:-)
beth
(Anonymous) on April 29th, 2008 01:30 pm (UTC)
Ehi ragazzo! I totani li ha puliti la donna che poi è andata a procurare frutta e verdura x la famiglia mentre ti occupavi delle acciughe...e il paragone col tipo dell'Andrea Gail...miriamo alto! Beh, in realtà, ti sei sempre vantato di essere ALMENO più alto... ah ah ah!
(Anonymous) on April 29th, 2008 02:46 pm (UTC)
Quando ancora vendeva anguille, si partiva all'alba per essere in porto alla consegna del pescato, verso le 4.
Ed ogni volta le pareva che il paese che stava lasciando, con le sue lucine da presepe abbarbicato ai fianchi della montagna, potesse conservarlo in una tasca o stretto nel palmo.
Ché c'era ancora il viaggio fino al mercato generale di I., nel solito furgone bianco scassato.
Anguille vive e pazze al punto da provarsi a bucare le buste dove lei riusciva infine ad infilarle, guizzanti tra le mani.
Anya
(Anonymous) on May 8th, 2008 05:18 am (UTC)
thank you
thats for sure, man
(Anonymous) on December 15th, 2009 06:36 am (UTC)
Re: thank you
il mercato del pesce mah...si si le occasioni potrebbero non mancare ma certo sei fortunato se alla prima vai e compri bene....li ce'anche gente che ti vuol fregare credetemi al sabato ce'il mondo e questi vi vendono l'invendibile almeno fino a qlke anno fa ....comunque domattina ci vado ehi coi tempi che corrono acchio ai vigili son passati i bei tempi....arrivaderci
e grazie dell'ospitalita'
Marco da Genova sturla-
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