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05 August 2008 @ 05:28 pm
Fortunato al gioco...  
Eran le sette in punto, quando col motorino, ti scorsi in lontananza, seduta al tavolino
La tua cannuccia a righe, color dei tuoi capelli e le tue gote rosse come due rapanelli
Ti vidi e fu attrazione, amore a prima vista eri piu' succulenta della tua coppa mista
La mano tua volevo, stringerti tra le braccia, baciarti sulle labbra, sul naso, sulla faccia
ma tu ti alzasti subito, scappasti in fretta e furia prima di dir melone, prima di dire anguria
cosi' col cuore a pezzi, tornai il giorno seguente, e forse furono i fiori o forse fu il pendente ma tu accettasti allora di farmi compagnia, di vivere con me, insomma d'esser mia.
Pensando a quel periodo, mi sale un po' il magone, la tua pelle di luna, la luce del lampione
tutto era perfetto, un sogno ad occhi aperti, baci, regali e balli, spettacoli, concerti
Ma poi come una nuvola che va a coprir il riso, tu diventasti strana, cambiasti all'improvviso
Non mi parlavi piu', con calma e pacatezza, addio ai dolci baci, all'ultima carezza
Ti presero manie, facevi le scenate, se solo riponevo sbagliate le posate
"Non vedi che il coltello va al centro e la forchetta vicina qui al cucchiaio e' messa troppo stretta?"
"Adesso devi passare? Non vedi? C'e' la cera! E' meglio se ti levi e torni verso sera"
"Caro, scusa ho la testa, che mi fa un male caino, magari un altra sera, leggiti un libricino..."
Insomma a pensarci bene mi manchi ma non troppo, e benedico il giorno che sono andato al lotto
tre numeri ho giocato, la ruota di Milano e quando sono tornato giacevi sul divano
sfogliavi una rivista di moda Parigina accanto a te la carta di una merendina
"Il latte lo hai comprato?" - hai chiesto a bella posta come chi gia' conosce la classica risposta. "Mi son dimenticato, lo giuro e' un fatto certo!", "su sbrigati il negozio, per poco e' ancora aperto.."
Cosi' senza rispondere sono di nuovo uscito perche' obbedivo all'ordine come fosse un invito
Ma con il latte in mano, un litro di scremato mi son sentito un cane al palo accalappiato
allora ho annusato l'aria, guardato su nel cielo e non so ancora adesso come e' sparito il velo
che avevo nel cervello e che mi legava a te quando ho bevuto il latte, sapeva di frappe'
quando ho camminato credevo di volare ho preso il tre barrato e sono andato al mare
Sul molo c'e' un baretto, un piccolo locale fatto di legno e paglia e bianco per il sale
Li' sono entrato allora, faceva meno caldo e c'era una tivvu' con dentro Braccobaldo ma dopo due cartoni e qualche previsione appare quella donna che annuncia l'estrazione rimasi come di sasso, come un insetto stecco il mio foglietto in tasca diceva: "Terno secco!"
Offrii da bere allora all'unico cliente un vecchio capitano che aveva un solo dente, mi ringrazio' felice quel vecchio marinaio e mi presto' gentile il vecchio suo salaio
Con quello andai a riscuotere la somma a me dovuta e barcollavo un poco, per via della bevuta
Mai pesce piu' pregiato fu messo in quella sacca sentivo cori d'angeli, rumore di risacca
Senza tornare a casa, salii sul primo volo, comprai delle cuffiette e due vestiti a nolo
Adesso su ques'isola sperduta in mezzo al nulla, riposo sull'amaca: un bimbo nella culla
faccio castelli e gioco a chi dorme di piu', senza doverti chiedere cosa ne pensi tu.
Prosit
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Current Location: Isola che non c'e'
Current Music: Fred Neil - Everybody's Talkin'