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05 December 2006 @ 10:20 am
6 puntata  
Quando arrivarono Davide rimase deluso, aveva pensato che l'evento fosse di un importanza tale da meritare un parcheggiatore in livrea a cui consegnare le chiavi della sua Renault 4 color panna.
La facciata dell'Hotel era comunque suggestiva, doveva essere stata appena ridipinta e le luci alogene dell'interno, facevano capolino dalle finestre dando all'edificio un aspetto da albero di Natale.
Lasciarono la macchina poco lontano e si avviarono verso l'ingresso.
Li trovarono una donna magra che si muoveva a scatti come un attore da cinema muto.
Aveva una cartella sotto il braccio e premeva un cellulare sull'orecchio come se volesse farlo entrare nella testa, gridava a gran voce e come mostravano le smorfie sul viso non riusciva a sentire niente.
Arrivati a pochi passi si fermarono, l'intuito di Letizia gli diceva che sarebbero potuti entrare solo con il benestare della donna. Cosi'aspettarono un paio di minuti, la donna li aveva guardati per un istante, aveva sorriso e aveva continuato a urlare nel telefono.
Quando chiuse la telefonata apri' la cartella e disse: "Siete qui per il premio?"
"Si" - risposero all'unisuono
"I vostri nomi prego" - disse aprendo la cartella e sfoderando un sorriso di plastica.
Parlo' Letizia: "Davide Pieroni e Letizia Franceschini"
La donna mosse il dito lungo il foglio finche' non lo fermo' verso il fondo, "Eccovi qui, benvenuti dunque potete accomodarvi, la sala e' la Venezia, si trova sulla destra rispetto alla reception" - disse, poi le suono' il telefono e riprese ad urlare, entrarono nell'Hotel.
Li attendeva un profumo di tabacco e di polvere bruciata, alla reception non trovarono nessuno ma il cartello che indicava la sala era bene in vista, entrarono.
La sala era grande e quadrata, le pareti erano foderate di una stoffa spessa con motivi optical anni 70, al centro del soffitto un grande lampadario di vetro faceva bella figura di se illuminando appena il soffitto con un largo alone di luce gialla.
In fondo alla sala stava il banco con il rinfresco, e nella parete opposta, insieme ad alcune file di sedie, c'era un piccolo palco coperto da una moquette rossa dove al centro stava un solitario microfono issato sopra un'asta di metallo.
Non c'era molta gente ed era tutta vicino al rinfresco.
"Andiamo a provare la panna dei cavolini?" - disse Letizia prendendo sotto braccio Davide, "Con vero piacere!" - rispose lui e si avviarono con passo solenne come se quello fosse stato il ballo delle debuttanti.
Non trovarono i cavolini, nemmeno le paste o le pizzette che di solito non mancano mai.
C'erano due conche colme di un liquido arancio sulla cui superfice galleggiavano tristi fette di arancio indecise se affondare per farla finita per sempre.
Dentro alcuni vassoi c'erano patatine e stuzzichini al formaggio, bicchieri di carta, tovaglioli da poche lire...
"Non hanno badato a spese per le provvigioni!" - disse lui
"Gia!" - rispose lei, "E dire che non ho nemmeno mangiato per riempirmi di schifezze..." - aggiunse
"Oh beh se vuoi qui ce ne sono in abbondanza!" - ribatte' Davide
"Non mettero' mai dentro di me un liquido con quell'aspetto, non se non sto annegando dentro una fogna almeno...
Davide si mise a ridere, si ricordo' delle piccole manie che lei aveva nei confronti del cibo, "Sbucci sempre le mele con il pelapatate?" - chiese poi.
"Certo che si, e tu bevi sempre il latte dal cartoccio? - rispose
"No adesso compro quello in bottiglia, e' piu' comodo e non lo faccio piu' finire dentro il pigiama..."
Pian piano arrivarono altre persone, la maggior parte non aveva alcun problema ad onorare il triste buffet, anzi parevano avvoltoi sopra la carogna di un elefante morto da un mese, avvoltoi dallo stomaco di ferro, niente da dire.
Parlarono di molto altro e come succede in questi casi di argomenti futili da fermata dell'autobus, poi un tipo grasso colato dentro un vestito stretto richiamo' tutti verso il palco, l'evento stava per cominciare.
Si sedettero al centro, vicino a loro arrivo' un tipo con due bicchieri in mano, uno pieno di schifezza arancio e l'altro di patatine...
Davide si chiese come avrebbe fatto a mangiare queste ultime finche' non spunto' un nuovo braccio, quello del suo vicino che lo libero' dall'impedimento...
parevano due tipo abituati a manifestazioni del genere, puzzavano di profumo scadente e avevano una barba con la quale avrebbero potuto carteggiare una ringhiera.. si chiese qualche fosse l'oggetto acquistato grazie al quale ora si trovavano li', poi penso' che fossero degli scrocconi e all'improvviso gli sembrarono simpatici.
[continua]
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Current Music: Badly Drawn Boy - Have you fed the fish
 
 
 
Remedios: Haydeeremedios79 on December 5th, 2006 09:38 am (UTC)
(Continuo a seguirti..Ancora ancora!!*bacio*)
(Anonymous) on December 5th, 2006 01:45 pm (UTC)
"Un due tre prova..." picchietta intanto sul microfono il botolo alto giusto quanto l'asta metallica e strizzato nel vestito. "Cari amiche, amici, grazie...."
"Hai voglia a ringraziare, peggio di così, l'esercito della salvezza", sogghigna l'uomo-cravatta, pois rossi e gialli, dando di gomito al compagno no-cravatta, camicia blu marine, concentrato sul difficile compito di non farsi sorprendere a bocca vuota.
"Voi, cosa avevate acquistato?", s'arrischia a chieder Danilo.

Anya