?

Log in

No account? Create an account
 
 
26 May 2010 @ 01:03 pm
Il giorno che la pazienza fu messa a dura prova  
Mi son ritrovato a dover chiedere informazioni ad un servizio per il cittadino.
Sembra la cosa piu' semplice del mondo, ci sono i numeri verdi, l' assistenza clienti, il "chiama pure cosa aspetti".
Compongo il numero e mi si pongono davanti numerose scelte, sono obbligato ad ascoltarle tutte prima di decidere.
Prema uno se vuole obliterare i ravioli, prema due se le interessa una sottoscrizione in una lista per l'abolizione delle consonanti, prema tre per donare un euro in una causa benefica a caso, prema quattro se vuole chiamare i fantastici 4, prema cinque se vuol parlare con un operatore.
Premo cinque
Prema uno se vuole parlare con un operatore paziente e scrupoloso, prema due se vuole che abbia una voce suadente, prema tre se non bada alle apparenze e vuole andare al sodo, prema quattro se le interessa ascoltare brani scelti dall'ultimo disco del quartetto operatori telefonici.
Schiaccio, aspetto, scelgo finche'risponde Maria da Venezia.
In cosa xe se che la poso aiudar? - dice
Le spiego.
Dal tono della voce capisco che la mia situazione non e' rosea, mi chiede altre informazioni e passano i minuti e la sua voce cala di tono con la stessa velocita' di chi ha appena scoperto che c'e' stato un incidente, poi che e' rimasto coinvolto un amico, poi che in realta' era un parente, che infine e' morto.
Senta, fassa cosi', ghe vada de persona ma se sbrighelo!!
Ho la stessa sensazione di chi e' stato morso da un serpente velenoso e vagola alla ricerca disperata di un antidoto.
Se non mi sbrigo il veleno entrera' in circolo e addio.
Controllo locazione e orari e ghe vado di persona.
Quando arrivo, dopo essere stato guidato da cartelli caserecci affissi un po' ovunque, mi accoglie un ampio atrio dove fanno bella mostra monitor con codici di prenotazione, impiegati, catenelle per la coda e una macchina distributrice di biglietti che assomiglia molto ad un idolo.
Lucido, e in una posizione centrale emana una forza invisibile, pare che l'intera stanza, l'edificio, la citta', sia stata costruita intorno a lui.
Tutti quelli dell'ufficio lo adorano senz'altro, forse quando non c'e' il pubblico gli portano offerte o bruciano in suo onore bacchetti di incenso.
Mi rivolgo al banco delle informazioni.
Una donna con occhiali da Miss Dronio mi fa un cenno e mi chiede cosa voglio.
Il suo tono e' lo stesso di chi ha appena calpestato una cacca e sta bestemmiando verso il creatore di tutti i cani (e i padroni dei cani).
Raccolgo il mio coraggio e le spiego.
Lei dice di aver capito, io sono convinto di no, comunque dice che ormai manca un ora alla chiusura e non posso fare piu' niente.
Ci sono solo due ore di apertura al pubblico ma non si puo' arrivare dopo la prima. Torni domani ma di pomeriggio - dice
Apriamo alle 14.30 - conclude
Mentre esco un altro impiegato che probabilmente ha assistito da lontano a tutta la scena mi da' un suggerimento parlando sottovoce: ...ma le conviene arrivare almeno mezz'ora prima...
gli infilo dieci euro nel taschino, gli strizzo l'occhio ed esco.
Il giorno dopo arrivo che l'ufficio e' ancora chiuso ma gia' una discreta folla disordinata riempie il piccolo piazzale davanti al portone.
Penso ai soldi che ha incamerato il tipo dei consigli e cerco di trovare un senso alla posizione delle persone con lo stesso impegno con il quale osserverei un quadro di Paul Klee.
Improvvisamente mi appare davanti agli occhi una coda.
E' una coda italiana, priva di ordine, a volte arriva qualcuno e sbattendosene (forse straniero?) passa davanti a tutti, altre volte qualcuno che passava di li' per portar fuori il cane viene risucchiato suo malgrado, qualcuno viene insultato perche' "Non ha visto la coda? Chi si crede di essere? Non faccia il furbino.. sia educato".
Attendo impassibile l'orario di apertura che viene scrupolosamente rispettato dall'impiegato che apre dicendo: Non spingete che avete tutto il tempo.
Quando la mandria di bisonti non ha piu' davanti nessun ostacolo, abbandona il concetto di coda e si riversa nell'atrio nello stesso ordine delle particelle di un atomo. Qualcuno sbava, altri hanno occhi iniettati di sangue, qualcuno cade e viene travolto.
Il monolito distribuisci-biglietti e' in attesa.
La complicanza dell'operazione e le numerose schermate con le opzioni piu'criptiche del mondo (es. Ufficio sinistri per destri, operazioni in colonna, confessioni di frodo, tentativi di rimediare, etc) non sono lasciate alla merce' della folla ma il buon impiegato dei consigli si occupa di scegliere la prenotazione chiedendo direttamente alle persone.
Lei? - chiede
Ehm mi e'arrivata questa lettera nella quale si dice che dovrei... AB00047! Esclama l'uomo, preme un pulsante e consegna un foglietto all'inebetito signore che ha ancora una ventina di parole in bocca che spingono per uscire e di cui ormai non sa che farsene.
Lei? - dice rivolgendosi a quello dietro
Ehm io dovrei... AH00049!
E via cosi' finche' tocca a me, io gli faccio appena un cenno del capo e lui esclama: AS00023!
Che efficenza...
Mi accomodo su una delle seggiole in attesa.
Lassu' c'e' un monitor che indica chi verra' servito, gli annunci vengono anche declamati da una voce robotica modello stazione di Milano che incute un certo timore e sopratutto e' incomprensibile.
Bisogna percio' essere pronti come al via di una gara di velocita'.
Quelle cifre sono lo sparo, la bandierina che si abbassa, il semaforo verde.
Perche' non c'e' niente di peggio che perdere il proprio turno dopo aver atteso a lungo.
(continua)

Tags: ,
 
 
Current Location: Agenzia delle Entrate
Current Music: Paolo Nutini - Worried Man