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19 July 2010 @ 10:41 am
Street View  
Qualcuno ha detto che non siamo piu' capaci di stupirci.
Qualcosa che fino a poco tempo fa non avremmo mai creduto possibile, entra nel quotidiano e viene accettata con naturalezza.
Io avro' ancora la mente di un bambino ma la prima volta che ho visto la funzione "Street view" di Google maps ho sussurrato: "Ooohhh!!!" con una faccina molto stupefatta.
Il progetto di fotografare ogni via di ogni citta' del mondo e' come svuotare l'oceano con un cucchiaino ma a poco a poco i signori di Google ci stanno riuscendo.
Grazie alle Google cars, munite di una macchina fotografica a molteplici obbiettivi (la Dodeca 2360 prodotta da una ditta Canadese), a un computer in grado di elaborare le immagini e a comporle per offrire una visuale a 360 gradi, il progetto sta diventando realta'.
Molte sono infatti le citta' che si trovano dentro Google Maps e nelle quali si puo' virtualmente camminare in lungo e in largo.
E' possibile alzare gli occhi al cielo, ingrandire i particolari e perdersi con precisione senza mai smarrirsi.

Ma e' l'aspetto secondario e inatteso che mi ha colpito.
Inevitabilmente, la macchina munita dell'apparato fotografico, ha ritratto momenti di vita indissolubili dalle vie, dai palazzi, dalle piazze e dai viali.
Come piccoli pesci rimasti nella rete ecco le persone, loro malgrado, diventare parte delle fotografie.
Cosi' le scene quotidiane congelate in un brevissimo istante continuano a raccontare storie come la luce di stelle lontane ormai spente da tempo.
E allora quel passante ha svoltato l'angolo, un altro si e' inciampato, quel cane ha finito di aspettare fuori dal negozio, una finestra si e' chiusa, un altra si e' spalancata, il volto stupefatto di una signora nel vedere lo strano marchingegno fotografico non e' durato che un istante per poi sparire cancellato dalla lista della spesa.

Ecco il desiderio di ogni scrittore che viene esaudito, la possibilita' di osservare senza essere visti, di curiosare senza fretta, di riflettere.
Sono poi cosi' diverse le citta' del mondo? E le persone? E i gesti?
Muoversi in quelle citta' silenziose e' una esperienza unica, una passeggiata in una infinita galleria d'arte dove il caso, l'uomo, la natura (e le Google cars) hanno composto quadri che aspettano solo di essere osservati.

Inauguro oggi un nuovo filone e il riferimento ai giacimenti auriferi non e' casuale, cosa c'e' di piu' straordinario della vita quotidiana? Li' dentro (o la' fuori) c'e' un mondo di attimi congelati che aspettano solo un click.

Nella foto, autoritratto involontario di una Google Cars

 
 
Current Location: Ovunque
Current Music: Nickelback - This is how you remind me
 
 
 
(Anonymous) on July 20th, 2010 07:10 am (UTC)
condivido la tua visione...e lo stupore che nasce ogni volta che metto il naso in streetview...e lo metto spesso. Una Second Life costruita su spazi reali, costruiti, vissuti....infinitamente più interessante! Apprezzo soprattutto il fatto che nel tuo articolo, vivaddio, non fai riferimento alla questione della privacy, che ormai riguarda il 99% degli articoli che parlano di StreetView. Il quale, ammettiamolo, è pura magia...come gli aerei che volano!
Paolo
I. BOSCOsottobosco on July 22nd, 2010 03:54 pm (UTC)
Molto bello, e stupenda l'iconcina ^___^