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31 August 2010 @ 12:32 pm
La paura fa 70!  
Ripensando a quei tempi mi sono reso conto che negli anni settanta c'era poco da ridere.
La violenza psicologica che subivamo da piccoli non avrebbe avuto fine neppure con tutte le centraliniste di Portobello assunte da telefono azzurro.
In noi, subdolamente, entrava la sensazione di disagio.
I grandi non si accorgevano di quello che ci feriva e noi zitti zitti ingoiavamo rospi e nascondevamo i crampi causati dal mal di pancia.

Per cominciare le nostre camerette, luoghi che dovrebbero rappresentare sicurezza e serenita', erano tutte arredate allo stesso modo (per aumentare la singolarita' dell'individuo).
In ogni camera c'era il mappamondo (che serviva a farci sentire piccoli e insignificanti)
Sul letto c'era una bambola a gambe larghe con un occhio rotto (che serviva a farci cagare sotto. Al centro della stanza un tappeto (che serviva a farci scivolare perche' non dotato di feltrini antisdrucciolo). Nell'angolo il letto a castello (anche se si era figli unici o si possedeva una stanza grandissima, serviva ad abituarci al servizio militare).
E c'erano stampe da due soldi simil quadro. I soggetti piu' ricorrenti erano:
Bambino con costume da pagliaccio che piange
Bambino vestito di stracci (scarpe grandi slacciate, pantalone tenuto su con lo spago, berretto sgualcito) con espressione triste
Bambina vestita di stracci (a piedi nudi, gonna piena di toppe, guance sporche) con espressione triste
Cagnolino (forse appartenente ai bimbi di cui sopra) spelacchiato e triste (e tre).

Erano quadri orridi che infondevano tristezza (ma va la'!?) e rammarico.
Quando al mattino ti svegliavi e il pensiero di ringraziare il signore per un nuovo giorno ti assaliva, guardavi i quadri, pensavi a tutti i bambini sfortunati e ti sentivi una merda.
Recentemente ho scoperto che quelle stampe da due soldi avevano anche un altro effetto.
Tempo fa a Rotherham, nello Yorkshire una casa ando' in fiamme, i pompieri intervennero troppo tardi quando ormai il fuoco aveva divorato tutto.
Non si salvo' nulla tranne un quadro... indovinate? Proprio il quadro con il bambino che piange!
A far partire la caccia alle streghe fu la dichiarazione successiva da parte di un pompiere che disse: "Ho visto altre case ridotte cosi' e c'era sempre quel maledetto quadro intatto".
Non si hanno notizie riguardanti i conseguenti roghi, peccato mi sarebbe piaciuto sapere se i quadri possedevano qualita' ignifughe che avrebbero scacciato ogni timore o se emettevano urli lancinanti mentre venivano divorati dalle fiamme.

Alla televisione passavano dei film che ti inoculavano il timore di essere abbandonato/morire/ammalarti/finire in collegio.
Per citarne due:
L'ultima neve di primavera, con la scena dove il bambino malato si fa portare al lunapark e muore in giostra tra le braccia del padre impotente.
L'incompreso, dove un bambino senza mamma viene maltrattato dal padre e alla fine si rompe l'osso del collo (il lieto fine non era ancora stato inventato).

Anche i giochi nascondevano insidie.
Con la scatola del piccolo chimico era facile creare un composto corrosivo, le barrette di metallo del meccano erano affilatissime e arruginite, i trasformatori del trenino non erano isolati, le pistole e i fucili ad aria compressa avrebbero intimorito anche l'ispettore Callaghan e le palline click clack erano state progettate per infondere dolore.
Dietro al gioco di destrezza si nascondeva uno spietato strumento di tortura rovina polsi e spacca dita.
Tralasciando il pallone gigante sul quale si poteva rimbalzare (alcuni bambini sono finiti nella stratosfera e non sono piu'tornati), passiamo alla musica.

In campo musicale andavano di moda simpaticissime canzonette che spesso sentivamo fischiettare dalle nostre mamme mentre svolgevano i lavori domestici.
Alcune erano della decade precedente altre piu' recenti ma in tutte i protagonisti erano bambini che si trovavano in brutte situazioni o subivano terribili angherie.
Ecco questa dove un povero bimbo orfano di mamma, povero e senza giocattoli prega Gesu':

Caro Gesù Bambino, tu che sei tanto buono,
fammi questo piacer, lascia una volta il cielo
e vieni a giocar, a giocare con me.
Tu sai che il babbo è povero ed io non ho giocattoli,
sono un bambino buono come lo fosti tu.
Vedrai però se vieni noi ci divertiremo
anche senza balocchi, vieni Bambin Gesù.

O la celeberrima "Balocchi e profumi" cantata da Nilla Pizzi:

Tutta sfolgorante e' la vetrina
piena di balocchi e profumi
entra con la mamma la bambina
tra lo sfolgorio di quei lumi
comanda signora
Cipria colonia e Coty
Mamma
mormora la bambina
mentre pieni di pianto ha gli occhi
per la tua piccolina
non compri mai balocchi
Mamma tu compri soltanto
i profumi per te
Ella nel salotto profumato
ricco di cuscini di seta
porge il labbro tumido al peccato
mentre la bambina indiscreta
dischiude quel nido
pieno d'odor di Coty...
Mamma
mormora la bambina
mentre pieni
di pianto ha gli occhi
per la tua piccolina
non compri mai balocchi
Mamma tu compri soltanto
i profumi per te
Esile agonizza la bambina
or la mamma non e' piu' ingrata
corre a vuotar tutta la vetrina
per la sua figliuola malata
amore mio bello
ecco i balocchi per te
Grazie
mormora la bambina
vuole toccare quei balocchi
ma il capo gia' reclina
e gia' socchiude gli occhi
piange la mamma pentita
stringendola al cuor
Mamma senza la sua bambina
il capo suo reclina
triste su quei balocchi
piange la mamma pentita
stringendoli al cuor

Infine ecco come una semplice serata danzante si tramuta in tragedia:

Susanna si fa i ricci, per andare a ballar.
ma quando fu al ballo, nessuno la invitò.

soltanto un principino, piccino la invitò.
Al primo ballo una rosa, una rosa
al secondo ballo due rose, due rose
al terzo ballo tre rose le donò.

Suo madre dalla finestra: Susanna, Susanna!
Suo madre dalla finestra: Susanna, vieni qua!
No, no mamma non vengo, non vengo, non vengo
no, no mamma non vengo, non vengo in verità.

E quando fu a casa, legnate, legnate
e quando fu a casa legnate in quantità!

Oh Susanna come ti senti?
ho male di denti, ho male di denti!
Oh Susanna come ti senti?
ho male di denti in verità!

Presto, presto chiamiamo il dottore,
mamma mi duole, mamma mi duole!
presto presto chiamiamo il dottore,
mamma mi duole in verità!

C'è il dottore che sale le scale,
mamma sto male, mamma sto male!
c'è il dottore che sale le scale,
mamma sto male in verità!

C'è il dottore che bussa alla porta,
mamma son morta,mamma son morta!
C'è il dottore che bussa alla porta,
mamma son morta in verità!

Non c'era scampo per i bambini degli anni 70!
Poi arrivarono gli anni 80 e tutto ando' a posto... non perche' fossero migliori, solo avevamo
dimenticato le canzoni e smarrito le palline click clack
Prosit.
 
 
Current Location: cameretta
Current Music: the starlight mints - Sidewalk
 
 
 
claudiaflorealpolla on August 31st, 2010 12:48 pm (UTC)
L'ultima neve di primavera ;_;
Mioddddio quanto ci ho pianto sopra!!!! Ancora me lo ricordo, anzi.. mi vien da piangere ancora adesso a ripensarci.

Fortunatamente invece per l'Incompreso ci hanno pensato i Broncoviz a rovinarmelo e distruggermelo per sempre (insieme a Blade Runner, Indiana Jones e altri film). Quindi posso pensare a quest'ultimo ridendoci sopra...

[- Volevo un cono alla crema.
- Ma certo piccolo, ecco qui, un bel cono al pistacchio!
- Ma no, crema.
- Sì, sì, pistacchio.
- CREMA!
- Ho capito, pistacchio. Mica sono sordo.
Mauro Pirovano è - rullo di tamburi- L'Incompreso....]
space_oddity_75: sg-1_vala_notimpressed_by_hsapiensspace_oddity_75 on August 31st, 2010 06:44 pm (UTC)
Brrr, ma come abbiamo fatto a sopravvivere??? Ancora oggi, dopo 30 anni, 'Incompreso' e 'Balocchi e Profumi' mi mettono addosso una tristezza e un'inquietudine che non si possono spiegare...