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14 October 2010 @ 05:34 pm
Videogheim  
Comprare la verdura al supermercato non sara' mai come andare da un piccolo fruttivendolo.
Lo stesso vale per i videogiochi.
Entrare in un negozio dove uno smanettone sta provando l'ultima novita' mentre poco piu' in la' un capannello di persone discute sul miglior modo per sconfiggere un mostro, fa parte della tradizione.
Purtroppo da un po' di tempo sono arrivati i mega store che cercano di uccidere tutta la poesia.
Questi enormi negozi dove centinaia di custodie vuote ti guardano dalle pareti come tante lapidi sono tristissimi.

Come sono riusciti a trasformare Divertilandia in Malumore-city?
Gran parte del merito e' da attribuirsi al personale.
Il piu' lento, decerebrato, inetto, abulico, sgrammaticato, che si possa trovare sulla terra.
I ragazzi sono stati scelti tra mille e la selezione e' avvenuta con metodi scientifici e spietati.
Sono stati chiusi in una stanza senza dar loro alcuna istruzione.
Con il passare dei minuti qualcuno si e' scocciato e se ne e' andato, dopo qualche ora qualcun'altro lo ha seguito ma quelli che hanno resistito fino al mattino dopo, senza chiedersi alcun perche', hanno vinto il posto (naturalmente contratto a termine non rinnovabile sottopagato senza possibilita' alcuna di qualunque forma di carriera).
Questi ragazzi sono capaci di trasmettere piu' sconforto di un angelo di marmo del cimitero di Staglieno.
Il piu' esperto tra loro ha visto, una volta, una trasmissione (gia' cominciata) in cui una donna parlava del figlio che passava il tempo a giocare ai videogiochi.
Immaginate gli altri.
Per fortuna l'acquirente medio sa esattamente cosa vuole. Grazie a internet, televisione e riviste specializzate, entra per scambiare i soldi che ha in tasca con l'ultima uscita. Da cio' si deduce che il tipo di dialogo potrebbe essere telegrafico, una cosa come:
"Voglio quello,(indica con il dito) ecco i soldi (posa un rotolino di banconote sul tavolo).
Per il commesso purtroppo quelle poche parole sono piu' complicate della formula chimica del nylon
Queste sono sue possibili risposte:
"Uh?"
"Cioe'?"
"Fammi capire bene, che cosa vuoi?"
"Devo guardare nel televisore ma ora non si accende"
"Lo hai visto sullo scaffale??
"Puoi mica tornare domani che chiedo?"
"Ma e' sicuro che sia uscito o era solo una previu'?"

Si potrebbe perfino pensare che in realta' i commessi siano motivati a distogliere i ragazzi dai giochi per farli interessare a natura, sport, arte e letteratura.
(Purtroppo non e' nemmeno questo lo scopo)
Il peggio avviene quando una persona non avvezza ai videogiochi entra per un regalo.
Ecco cosa e' successo alla signora Maria:

Il mio nipotino Tommaso fa la comunione, sua mamma mi ha detto che non usano piu' le catenine e allora gli ho chiesto che cosa voleva.
Mi ha detto che vuole un videogheim.
Gli ho chiesto se me lo scrive, che io non ci capisco tanto, e lui mi ha dato questo bigliettino (Un pezzo di pagina di quaderno a quadretti sulla quale il piccolo Tommaso ha scritto in bella calligrafia: "SUPER ZONGO CONTRO I MOSTRI".
Chiunque nel vedere quelle "O" perfette e la "Z" tracciata con il righello si commuoverebbe fino alle lacrime ma come vedremo in seguito i commessi di quei negozi non hanno cuore).
Cosi' sono andata alla Standa sperando di trovarlo, ma quando sono arrivata non c'era piu' nemmeno la Standa.
Meno male che mentre son li' che torno incontro la mia vicina, la Beatrice, quella che ha il figlio finanziere e mi dice: "Cosa fai qui?"
E io spiego che cercavo un videogheim per il Tommaso e lei mi dice che quelle robe li' ce l'hanno al centro commerciale.
Insomma ci sono andata e son entrata e c'era questo posto pieno di videogheim, ho cercato un giovane e gli ho mostrato il biglietto.
Lui mi ha detto: "Ce l'avressi di sicuro ma per quale piattaforma le serve?"
"Non so, ha scritto tuto il Tommaso li' sul foglio" - gli ho detto
"Che consol cia' suo nipote?" - mi ha chiesto ancora che sembrava l'avvocato del buio oltre la siepe.
Mica lo sapevo che il Tommaso l'era ingegnere, ma che robe difficili voleva per la prima comunione?
"Signora se non lo sai si leva dalla coda che dietro c'e' genti che mica cianno tempi da perdere!" - ha esclamato spazientito.
Il tono della voce del commesso mi ha spaventata, mi faccio da parte, ed e' in quel momento che lo incontro.
Un ragazzo con gli occhiali dalle lenti spesse, cuffie per la musica appese al collo come una collana e un tic che gli fa strizzare un occhio come se facesse continuamente l'occhiolino.
"Mi faccia vedere signora" - mi dice. Gli porgo il biglietto.
Gli da' appena un occhiata, poi va sicuro in un punto dello scaffale da cui preleva una custodia sopra la quale si scorge un ometto buffo che abbraccia un mitra.
"Ecco qui, non si puo' sbagliare, questo gioco e' uscito SOLO per Playstation 2" - mi dice ed esce.
Stavolta il commesso non fa storie, mi da' il videogheim, pago ed esco.
Appena fuori dalla porta ritrovo quel ragazzo, ha le cuffie sulle orecchie questa volta. Lo ringrazio ma lui non sente, si leva le cuffie, ripeto il grazie.
"Non c'e' di che signora, questi negozi sono allucinanti, piuttosto le va una birra?" - mi dice
"Magari un caffe' macchiato, quello si" - rispondo
Cosi' camminiamo fianco a fianco fino ad un locale che ha qualche tavolo all'aperto, ci sediamo, ordiniamo.
Giorgio, cosi' si chiama, mi racconta di essere un vero videogamer.
La sua passione e' cominciata nei bar, quando per fare una partita a Defender doveva mettersi in piedi su una sedia.
Ora ha i pollici privi delle impronte digitali, la sua vita e' come la saga di Final Fantasy, ha sbloccato tutti i costumi di Devil May Cry e le macchine di Grand Thieft Auto, ha visto tutti i finali alternativi di Resident Evil e ha completato Metal Gear Solid utilizzando come unica arma uno stecchino di legno. Non c'e' gioco vecchio, nuovo o futuro che non conosca.
E' come se mi parlasse di luoghi lontani in una lingua sconosciuta, non capisco una parola ma ne sono affascinata e lo ascolto parlare di record, percorsi, boss finali, armature che resistono a fuoco e ghiaccio e trucchi per aumentare di livello.
Poi mi suona il telefono, lo cerco nella borsetta, rispondo.
"Maria ma dove e' finita?" - e' la voce di mia nuora
"Sto tornando, son stata al centro commerciale per comprare il videogheim!" - dico anche se e' una mezza bugia.
Nel frattempo Giorgio e' entrato per pagare e se ne sta li', in piedi ad aspettare.
"Si si l'ho trovato, quello che voleva il Tommaso, si ti chiamo quando sono a casa, ciao, ciao, stai bene" - dico
"Signora, io vado" - dice poi Giorgio "E la prossima volta vada in un negozio piccolo, mi creda, di solito ci sono dei veri videogamer dietro il bancone!" - aggiunge
"Come lei?" - chiedo
"Si, come me!" - dice, poi si infila quelle cuffie e si allontana.
Quando sono sul pulman prendo in mano il videogheim... quel Giorgio, proprio un ragazzo moderno d'altri tempi.

 
 
Current Location: game stop
Current Music: No man - song of the surf
 
 
 
sig_ombrasig_ombra on October 15th, 2010 06:17 am (UTC)
In più al supermercato (non spec. in videogheim), oltre a non trovare l'usato (fondamentale) e non poter far cambi, i giochi "antichi" possono mantenere, oltre tempo lecito, il prezzo pieno d'uscita.
La nonna Maria rischia di staccare un assegno per space invaders.

P.S.
Comunque "l'avvocato del buio oltre la siepe" (Atticus Finch) è una chicca!
bustonebustone on October 15th, 2010 06:56 am (UTC)
Secondo te...
A chi ho pensato mentre lo citavo.. a te e ad una videocassetta che ho tenuto circa dieci anni senza vederla (ma poi quel capolavoro di film l'ho visto)
ciusi_ciusi on October 28th, 2010 01:33 pm (UTC)
Da quando mi avete detto che avevi un sito tutto tuo non posso farne a meno di non visitarlo ogni volta che accendo il pc.Ogni volta mi leggo una recensione e prima o poi riuscirò a leggerle tutte!
bustonebustone on October 28th, 2010 02:50 pm (UTC)
:-)
Benvenuto ciusi ciusi ;-)
Grazie e buona lettura!!