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23 November 2010 @ 03:04 pm
Il motivo  
Caro Ermenegildo, quando leggerai questa mia io saro’ molto lontana.
Perdonami, non me la sono sentita di dirti addio, lo faccio adesso sperando di riuscire a scrivere tutto quello che avrei voluto dirti.
Tra noi e' finita, forse considererai sciocco il motivo che mi ha spinto a lasciarti ma qui a distanza posso finalmente metterti al corrente di quello che mi sono tenuta dentro per mesi. Sappi che ho sempre avuto la gentilezza di non farne parola con nessuno, nemmeno con Letizia la mia migliore amica che hai sempre trovato antipatica.
Sono stati i tuoi calzini, che possano bruciare in eterno tra le fiamme piu’ roventi dell’inferno.
Li indossavi sempre.
Con i sandali, al mare, dentro le ciabatte e anche d’inverno quando i pantaloni cercavano di metterli a tacere, spuntavano a segnare il confine tra risvolto e scarpa.
Spuntavano dalla tuta da sci, dall'elastico del pigiama, quando erano stesi ad asciugare nessun volatile osava posare le zampette sulla ringhiera del pogiolo e una volta ho visto la bimba dei vicini indicarne un paio e poi mettersi a piangere.
Sapessi come mi urtava l'effetto che procuravano alla gente. Per non parlare dei commenti sottovoce e dei risolini soffocati.
Credimi, mi stupisco di come non ti abbiano mai arrestato per offesa al comune buongusto perche’ certi quadri scozzesi, spirali psichedeliche, rombi e losanghe o quel paio stramaledetto che mostrava guerrieri greci con scudo e lancia, sarebbero stati da requisire e mettere sottochiave.
Non so dove li compravi, ho provato a farti entrare in negozi dove quelle schifezze erano bandite ma insistevi per uscire, "Non mi soddisfa" dicevi.
Ti sentivi nudo senza? Come pensi che mi sentissi io quando ti presentavi in accappatoio sperando in una seratina romantica?
Anche allora li indossavi, la tua pelle bianca che veniva all’improvviso violentata da un color viola livido o da scacchi rossi e neri.
Mi conosci, non sono mai stata diretta e' vero ma ho sempre cercato di farti capire se c’era qualcosa che non mi andava.
A onor del vero devo dire che quella volta che ti ho chiesto di levarli mi hai obbedito.
Ero cosi' contenta! Ho cercato di lasciarmi andare, per una volta saremmo stati noi due soli ma quando mi e' caduto l'occhio nel solito posto dove c'era il segno dell'elastico mi sono sentita mancare.
Era stato creato dal paziente lavoro di migliaia di calzini che si erano succeduti in tutti quegli anni. Vogliamo parlare del segno dell'abbronzatura? I tuoi piedi erano cosi' pallidi da emanare una lieve fosforescenza visibile nel buio della stanza.
Tu indossavi i calzini anche quando non li indossavi.
Tutto qui, ti sembrera' un futile motivo perche' tra noi c'era molto altro ma ad un certo punto io ho capito che quegli oggetti del demonio si erano impadroniti di te e sarei diventata pazza se non fossi fuggita.

Un ultima cosa, se guardi nell'ultimo cassetto del como', troverai dei calzettoni blu.
Indossali se vorrai trovare compagnia. In cambio ho preso i tuoi calzini con i tramonti, non so ancora dove andro' a vivere ma di sicuro li inchiodero' sulla porta di casa, nemmeno un mastino riuscirebbe ad essere cosi' efficace nel tenere alla larga le persone...

Addio
Magdala

 
 
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claudia: amy - uhm?florealpolla on November 23rd, 2010 04:28 pm (UTC)
Effettivamente è un movente più che valido.
^^;