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25 November 2010 @ 12:16 pm
Cartoni animati again  
Un pomeriggio, mentre guardavo la Tv dei ragazzi (forse l'isola dei gabbiani o Pippi Calzelunghe) ecco che sulla spalla sinistra mi appare un bustone diavoletto che mi sussurra all'orecchio: "Cosa aspetti? La vedi laggiu' la manopola della sintonia? Pensi di non essere in grado di trovare Montecarlo? E' un gioco da ragazzi! Basta ruotare, ruotare, ruotare ed e' fatta!"
L'angioletto che sarebbe dovuto apparire sulla spalla destra non si presento', cosi'con la coscienza quasi pulita mi avvicinai al televisore e cominciai ad agire sulla manopola.
Dopo numerose rotazioni, durante le quali lo schermo mi restituiva sempre il solito mare di puntini che friggevano, ecco che approdai sulle frequenze di Telemontecarlo.
"Visto? Che ci voleva?" - disse il diavoletto soddisfatto.
Non importava se la tramissione era in francese, avevo raggiunto l'isola del tesoro e questo mi bastava.
Fu piu difficile tornare nel porto di partenza, per quanto girassi e girassi non accadeva nulla.
Per fortuna appari' l'angioletto che mi suggeri' di cambiare senso di rotazione. La paura di aver reso inutilizzabile il televisore e di scatenare le ire paterne mi aveva raffreddato il cervello. Cambiai il senso e ritrovai la famigliare spiaggia della RAI.
In quelle piccole scorribande pomeridiane non mi capitava mai di vedere cartoni, era piu' che altro l'ebbrezza del proibito che mi faceva ogni volta provare come se i temerari che osavano affrontare il mistero assoluto della sintonia cosmica potessero ricevere in premio canali mai visti prima da occhio umano.
Ero arrivato al punto di essere come uno scassinatore, 12 giri e mezzo a destra per Telemontecarlo, proseguire di altri 3 giri e un quarto per Telecapodistria.
Comunque non furono i cartoni della Warner Bros che erano contenuti dentro "Scacciapensieri" a cambiarmi la vita, la passione per l'animazione e il seguente amore per i fumetti, arrivo'
da quell'esperimento fuori da ogni tempo che prendeva il nome di SuperGulp.
Aspettavo con ansia le 20 e 40 del Giovedi' per assistere a quel magico quarto d'ora.
Nick Carter, Tin Tin, l'uomo ragno, i fantastici quattro, Corto Maltese, Sturmtruppen, Alan Ford e il gruppo TNT con il finalino sempre uguale : "Uno per tutti, e tutto per uno..." sto per bagnare la tastiera di lacrime, sembra ieri, distolgo i pensieri o mi deprimo.

Nell'anno successivo, il 1978, durante una trasmissione serale che si intitolava "Buonasera con" apparve la folgorazione definitiva.
La sigla di Atlas Ufo Robot cominciava con Actarus che correva ripreso da piu' angolazioni, poi si sedeva nella cabina di pilotaggio, il campo si allargava e spuntava Goldrake.
Seguendo le parole della versione italiana della sigla (libri di cibernetica, insalata di matematica) si susseguivano le immagini dove Goldrake con le lame rotanti affettava i minidischi di Vega e mostrava la sua abilita' di guida schivando i raggi letali.
Fu il primo anime giapponese trasmesso in Italia, il capostipite di una serie infinita che invadera' poi tutte le emittenti private che pian piano cominceranno a riempire le frequenze.
Goldrake era fichissimo e grazie alla mania di Vega di fargli affrontare un solo robot alla volta, vinceva sempre.
Con mia sorella facevamo a gara nell'indovinare da quale uscita sarebbe spuntato, siccome la base era dotata di numerose uscite segrete (che non si sa mai) poteva spuntare dallo scivolo principale, dalla grotta, dalla cascata...
Dopo Goldrake ci fu Tekkaman. Il bastone della scopa di mia mamma divento' la sua lancia e la corda per saltare di mia sorella la frusta.
Ne infilavo una estremita' nell'elastico della tuta da ginnastica (all'epoca la divisa ufficiale dei bambini casalinghi era composta da maglia non piu' mettibile all'esterno a dolce vita, pantaloni della tuta, pantofole) e lo imitavo cercando di legare/infilzare mia sorella.
Ora che ci penso la mia povera sorella deve aver vissuto l'avvento dei cartoni giapponesi in un modo leggermente diverso dal mio...
Goldrake era il nostro idolo, a scuola commentavamo sempre la puntata della sera prima e ho riempito pagine e pagine di quaderno cercando, con risultati scarsi, di riprodurlo (mi veniva bene solo l'alabarda spaziale).
Un giorno pero' arrivo' Luca che disse che aveva letto su una rivista che c'era un Robot cosi' potente che in confronto Goldrake era una femminuccia.
Naturalmente si levo' un coro di sdegno ma lui continuo' imperterrito a parlare di questo tal Mazinga: Mazinga se vuole prende Goldrake e lo usa come zerbino, Mazinga e' cosi' potente che gli basta un raggio qualunque per eliminare il metallo piu' duro, Mazinga di qui e Mazinga di la'.
E un giorno alla tele arrivo' Mazinga ma era quello Zeta che faceva schifo!!
Il pilota era imbranato, Mazinga zeta spesso si inciampava e poi aveva poche armi, quando sparava i pugni rimaneva con due moncherini senza piu' alcuna possibilita'.
L'unica cosa buona di Mazinga Zeta era la sua partner robot "Afrodite A" che sparava i missili dal seno (i seni erano in realta' l'ogiva di due missili) ma solo perche' le tette son sempre le tette.
A scuola prendemmo in giro a lungo Luca ma poi scoprimmo che il robot in grado di battere Goldrake esisteva ed era il grande Mazinga.
Questo (in grado di far tremare il regno delle tenebre e del male) effettivamente era cazzutissimo.
Di li' a poco, su Tivuesse un altro robottone fece la sua comparsa
La sigla era preceduta dalla scritta: "AB International Export Present", chi indovina vince un raggio protonico monouso :-)
Prosit

 
 
Current Location: Fattoria Rigel
Current Music: Shooting Star
 
 
 
(Anonymous) on November 26th, 2010 12:04 pm (UTC)
corri ragazzo laggiu.......vola dai lampi di blu
poco da fare..... 1979 tvs alle 16 30\ 17 00......unico ed inimitabile cuore d acciaio............JEEG ROBOT
starebenissimo robydige