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26 November 2010 @ 05:12 pm
C'era una volta  
C'era una volta un tubetto di colla stick
Se ne stava insieme ad altri articoli di cancelleria dentro un portamatite poggiato sopra una scrivania disordinata.
Era stato acquistato qualche mese prima e dentro quel barattolo si sentiva come su una zattera nel bel mezzo di un oceano in tempesta. Quello era infatti l'unico punto della scrivania dove esisteva un po' d'ordine.
Il resto era invaso da briciole, avanzi di cibo, fogli sparsi, la tastiera di un computer a cui mancava il tasto della lettera "A" un calzino e il pupazzetto del Robot G7 privo del braccio destro.

La sua colla al Polivinil acetato era molto efficace e quel leggero profumo di abete lo faceva sentire speciale.
Un giorno fu prelevato per incollare delle immagini ritagliate sulle pagine di una ricerca sul Molise.
Incollo' prodotti tipici, una chiesa e infine un organigramma che indicava i settori del terziario.
Quando ebbe finito fu riposto sull'attenti nel portamatite come un soldato ubbidiente.
"Bel lavoro vero? - disse a chi gli stava intorno
"Avete visto come ho incollato a dovere quelle figurine?"
"Avete notato il mio operato negli angoli?"
"Ogni singolo millimetro di carta e' stato ricoperto dalla mia colla, un ottimo lavoro, non c'e' che dire!" - diceva soddisfatto come se i complimenti non provenissero dalla sua stessa voce.
Fu il righello da 20 centimetri a fargli notare che il suo tappo non era stato premuto a sufficenza ed ora, pur donandogli 4 millimetri di altezza supplementare non svolgeva con efficacia la sua funzione.
"Oh no! La mia colla si secchera' e faro' una brutta fine!" - esclamo'
"Sono appena venuto al mondo e gia' me ne devo andare?" - continuava
"Vedrai che domani se ne accorgeranno e tutto tornera' a posto!" - lo consolo' la forbice dalle punte arrotondate che aveva mantenuto un po' del suo carattere aguzzo anche dopo che l'avevano adattata per essere usata dai bambini.
"Domani sara' troppo tardi, quando si accorgeranno che non servo piu' a nulla mi getteranno via, se saro' fortunato nel bidone del riciclo della plastica, altrimenti finiro' insieme ai rifiuti solidi urbani, una fine definitiva.
"Beato te che credi nella reincarnazione, io non credo proprio a nulla" - disse la matita interrompendo la questione.
Quando saro' ridotta ad un moncherino saro' gettata via senza alcuna remora. Se posso quindi, visto che oggi non sento che lamenti, vorrei dire a tutti che la mia situazione e' ben peggiore.
Maledico il giorno in cui mi sono innamorata di quel tipo con le spalle squadrate.
Conoscete vero quello che sta chiuso nel cassetto? Si fa chiamare: "Il temperino".
Fin dal primo incontro ho capito che in lui mi sarei consumata eppure la mia anima di grafite mi spingeva ad incontrarlo, a danzare con lui, a farmi spogliare senza alcun pudore.
Solo quando mi sono resa conto di spuntare appena dal barattolo ho capito qual' era il prezzo dell'amore".
"Ah ti capisco bene, compagna di sventura, anche tu hai conosciuto l'amara sorpresa.." - disse la gomma.
Non posso dire di avere una vita mia perche' sono nata per correggere gli errori di altri.
Errori che non si vuol aver davanti, errori che macchiano una vita, macchie nel perfetto lenzuolo bianco.
Una vita di abrasioni rimediando ai guai degli altri. Ogni scarabocchio mi accorcia la vita, ogni strafalcione mi consuma.
Quando ero giovane avevo bordi cosi' affilati... ero in grado di cancellare un capello senza neppure sfiorare quelli vicini ma adesso...
"E che palle, dove siamo nell'antro del lamento?" - esclamo' il robot G7
"Vi dispiace se parliamo del problema piu' urgente?" - disse il tubetto di colla interrompendo il vociare.
"Non voglio deluderti ma non possiamo far nulla, possiamo aspettare e sperare".
Non c'era soluzione, questa la verita'.
Appartenere al mondo degli oggetti inanimati ha degli innegabili svantaggi, forse il peggiore e' dover dipendere dagli altri.

Nel loro caso chi decideva della loro sorte era un bambino di nome Fabrizio e lui non aveva orecchie per le loro richieste.
La colla stick si sgolava senza ottenere nulla e le lamentele di tutti gli altri non avevano maggior fortuna.
Passo' il tempo e fatti marginali della vita di Fabrizio divennero questioni di vita o di morte per gli oggetti della scrivania.
La colla secco' due giorni dopo, il mozzicone di matita venne piantato nella gomma, il righello da venti divento' una spada per qualche tempo prima di essere spaccato a meta'.
Due meta' imprecise che trovarono posto nel cestino della spazzatura insieme a tutti gli altri.
Fu una donna, la madre di Fabrizio, ad aver pieta' di tutti loro buttandoli via che una fine rapida e' meglio di una vita senza speranza.
Solo la forbice si salvo' e il temperino, che a dirla tutta era una compagnia noiosa, fini' due giorni dopo nella fessura che si apriva tra muro e scrivania.
Il lieto fine non c'e' forse una piccola consolazione: il robot Trider G7, pur privo di un braccio, non lascio' mai la scrivania.
Prosit

 
 
Current Location: Sulla scrivania
Current Music: Elliot Smith - Angeles