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07 December 2010 @ 10:42 am
Basta  
Un giorno disse: "Basta"
E non si puo' dire che non avesse avuto pazienza.

Nei giorni era stato un esempio di stoicita' e fermezza.
Per non avere speranze a cui rivolgere il pensiero, contare i giorni e poi cadere nella buca della delusione da dove la luce del sole non si vede e il cielo e' solo una stretta apertura, aveva fatto finta di niente.
Gli avevano detto che la felicita' sta nell'accontentarsi, aveva letto che il saggio e' uomo di basse aspettative ma anche se gli sembravano tutti ottimi consigli non lo avevano convinto. Ci aveva comunque provato, si era riempito le orecchie di rumore per non sentire la musica suadente della speranza.
Quella e' capace di valicare tutti i muri e di insinuarsi in ogni fessura, ma era riuscito a zittirla dove molti erano finiti per spalancare porte e finestre ed erano rimasti ad ammirarla.
Forse avevano mosso le dita per cercare di afferrarla ma rendendosi conto di aver stretto solo aria, avevano chiuso la mano a pugno e l'avevano avvicinata al cuore pentiti.
Quella volta disse: "Basta".
Non era un giorno diverso dagli altri, nessun evento era servito come sprone per il cambiamento, nessun segno premonitore.
Solo due gazze meravigliose nelle loro movenze e incuranti della loro grazia nero-bianca, si erano posate accanto a lui sui binari e dopo aver trovato un anello di alluminio che era stato di una lattina, erano partite verso un giardino dove avevano il nido. Un rapido frullo d'ali e tutto era tornato come al solito.

Era come se fosse stato una candela il cui stoppino ardeva e consumava strati impercettibili di cera.
Lentamente, con pazienza, illuminato da quella flebile fiamma camminava nei giorni.
Settimane che avevano dei lunedi' in cui rammaricarsi e dei venerdi' nei quali gioire senza sapere neppure perche'.
"Non sei contento? E' venerdi'!" - dicevano i colleghi
"Pare che piovera' ma e' venerdi'!" - ribattevano altri
E lui muoveva i muscoli facciali, li componeva in un sorriso che sembrava quello di un bambolotto a cui un abile scultore aveva cercato di dare sembianze umane.
Nessuno si accorgeva della sua finzione, del suo sorriso di circostanza, era come un cappello alla moda che tutti indossavano quel giorno e chi ne avesse fatto a meno sarebbe stato additato come "diverso".
Forse che i matti non sono persone diverse dagli altri?
E cosi' disse basta,i frequenti mal di pancia erano stati diavoletti che si alternavano a posarsi sulle sue spalle e a suggerire nuovi modi di comportamento.
Gli aveva ignorati, all'inizio, attribuendo loro origini naturali: colon irritabile, intolleranza al lattosio, calcolosi acuta, ma quando aveva capito che tutto era dovuto al suo umore, al continuo inghiottire le ingiustizie senza masticare, al far finta di nulla, aveva deciso che era ora di cambiare strada.
Da quel giorno non e' piu' lo stesso e se corre in giro a sollevare la gonna alle signore, imita la camminata dei passanti o ruba la focaccia al panificio, lo capisco, lo capisco benissimo.

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fuchsia_gfuchsia_g on December 7th, 2010 01:46 pm (UTC)
"Va bene, va bene", gridan le gazze rubandosi l'un l'altra un coccio di vetro. Ma, letto per caso su un foglietto stropicciato che spazzava il sottopassaggio della stazione, d'una porta che, superatane la soglia, esaudisca un desiderio, uno soltanto, lui chiese di fermare tutto.
Proprio tutto.
Non più gambe a percorrere la città o macchine, o tram; o parole da un capo all'altro. Che ognun, adesso dorma, direbbe il verbo.
E la meraviglia di 'vedere', finalmente, conoscendo ogni singolo nome?
:)
(Anonymous) on December 8th, 2010 03:32 pm (UTC)
ok basta!!! sfoghiamoci spacchiamo tutto insultiamo tutti....io lo faccio spesso... anche ieri....anche oggi...e poi,e poi bisogna andare avanti.
siamo noi artefici della speranza non aspettiamoci nulla, arricchiamoci di piccole soddisfazioni e nutriamoci solo di ciò che ci fà starebene.
trasformiamo il dovere nel pensare che qualcuno in sua onesta puo ricevere del bene...............senza sottilizzare.
e nel paradosso si va avanti.

bellissimo scritto da raccogliere come un anello di alluminio e farne tesoro

oggi non mi firmo, mia moglie gia troppe volte mi dice che sono fuori di testa