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18 February 2011 @ 02:49 pm
Viva il carnevale!  
C'e' una festa piu' infingarda di questa?
No.
Basta pensarci un attimo per ritrovarsi la mente piena di immagini tristi e raccapriccianti.
Quelle fredde domeniche di febbraio dove per il lungomare passeggiano fatine con l'abito azzuro che spunta appena dal fondo del cappotto, Pirati con la giacca a vento, uomini ragno con il berretto di lana, non vi gettano sulle spalle un decadente mantello di desolazione crepuscolare?
C'e' qualcosa di piu' raccapricciante di due mascherine che si vedono e incitate dai rispettivi genitori si avvicinano, e cercano di gettare i coriandoli nelle reciproche bocche?

Carnevale e' la festa piu' tragica mai vista sulla terra, la crudelta' che nasconde e' sottile e gelida come uno stiletto tenuto nel freezer.

Un bimbo desidera un costume.
Sembrerebbe una richiesta naturale ed innocente, purtroppo nasconde orrori e torture psicologiche inimmaginabili.

Primo caso detto anche: "NON E' IL COSTUME CHE VOLEVI MA TE LO METTI LO STESSO" nel quale il bimbo vede un costume nella vetrina di un negozio.
I genitori prima motiveranno l'inutilita' dell'acquisto con varie scuse:

"Ma non sei grande per vestirti da carnevale?"
"Ma lo vedi quanto costa?"
"Ma e' fatto di carta e si rompera' la prima volta che lo indossi!"
"Ma sei sicuro che poi lo metti?"

Poi, accontenteranno il bimbo ma con qualcosa di loro scelta che risponde a requisiti noti solo ai genitori (il tessuto e' antincendio, tiene caldo, non fa sudare, si lava in lavatrice, e' antiacaro, risponde a principi equosolidali, etc) tutti requisiti che per il breve tempo in cui verra' indossato non si applicano ma i genitori tengono in mano lo scettro del potere: "Quando avrai 18 anni ti comprerai il vestito che vuoi con i tuoi soldi" - diranno se costretti.
Ecco svelate le facce tristi dei bambini che vorrebbero, tanto per chiarire, andare in giro con un cartello che dice: "Volevo un costume da gormito ma mia mamma ha detto che era meglio Gandhi perche' trasmette valori positivi e non e' figlio del consumismo.

Secondo caso detto anche: "VEDRAI CHE BELLO" che parte da questa frase: "Ma siamo matti? 50 euro per un costume fatto di carta che si rompe la prima volta che lo metti? Sai cosa faccio adesso? Ci penso io al tuo costume, vedrai che bello..."
E il bimbo che temeva che la peggior cosa che gli potesse capitare fosse non ottenere il costume bramato si deve ricredere e crollare non appena sente: "Vedrai che bello".
Perche' il bimbo sa che non solo dovra' indossare tentativi grami di sartoria casalinga ma dovra' mostrarli a tutta la cittadinanza sfoggiando fierezza e orgoglio.

I manufatti dell'arte costumiera della mamma sono vecchie coperte tarmate che diventano dei poncho da cowboy (basta fare il buco per la testa) tende che perdono i fili perfette per il vestito da dama (basta fare il buco per la testa), lenzuola stinte e odorose di muffa che diventano un completo da beduino (conoscete gia'il procedimento).
"Ho preso queste penne di gallina dal pollaiolo, ora ti faccio il copricapo di Toro Seduto, vedrai che bello! (sic)
A volte neppure la mamma sa cosa ne verra' fuori ma prima realizza il vestito, poi lo fa indossare alla bimba (che trattiene le lacrime) e infine dice:
"Hai visto come sei bella?"
E la bimba singhiozzante risponde: "... chi sono?"
"Ma sei... ehm.. si.. sei la primavera!"
Ora aspetta che ritaglio un po' di coriandoli dalle pagine gialle cosi' potrai sfidare i tuoi amici!
La bimba e' troppo basita per aggiungere alcunche'.

Mamme piu' metafisiche (e spietate) diranno ai bimbi che quello che hanno appena realizzato (facendo il buco per la testa) e' un costume da Perseverenza, da altruismo, da sincerita'...

Ora immaginate la scena surreale di una bambina vestita da fatina (costume cosi' sbrillucicante che quando era nella vetrina del negozio non c'era bisogno di accendere il lampione di fronte) che ne incontra una che indossa il costume casalingo.
"Ciao! Sono la fatina della luna nuova, tu da cosa sei vestita?"
"Io, ehm, sono vestita da solidarieta'" - rispondera' la bimba guardando prima per terra (dove ci sono tristi coriandoli spiaccicati), poi il viso della mamma (che le sorridera' soddisfatta, orgogliosa e bastarda) e poi il mare.
A quel punto il desiderio di levarsi tutto quanto, di buttarsi tra le onde e nuotare fino in Congo la assalira', solo la solida stretta della madre che avvolge la sua manina glielo impedira'.

Terzo caso detto anche: "ABBIAMO ANCORA QUELLO DELLO ZIO CHE E' NUOVO!"

Avere uno zio e' una cosa molto bella tranne a carnevale.
In quel periodo, se si esprime il desiderio di uscire mascherati lo si potra' fare solo indossando il costume che fu suo.
"Una volta si che le facevano di qualita' le cose, guarda questo costume, pelle vera, stoffa pesante, velluto visconte di modrone, panno tripla cucitura!"
Il fatto e' che la differenza generazionale gioca un fattore fondamentale e indossare alcuni costumi genera nuovi turbamenti.
Il povero bimbo desiderava Gormiti, supereroi e Power Rangers e si ritrova nei panni di zorro, sandokan, e orso Yoghi.
Ma chi sono questi personaggi? Sputano fuoco? Volano? Si trasformano?
Sopratutto, chi li conosce?
Genitori piu' attenti alle esigenze filiali arriveranno a tirar fuori dalla soffitta vecchi video da mostrare.
"Ecco Piergiorgio, aspetta, ecco ora arriva, lo vedi quel tipo? Pensa che e' zorro ma nessuno lo riconosce!!
Aspetta, ecco ora si dovrebbe stagliare contro la luna impennando sul suo cavallo nero.. ecco, ecco guarda!! Fico eh? Ora guarda questo, c'e' la scena che ruba il cestino al ranger, che risate ragazzi!!"
Piergiorgio, triste all'idea di dover indossare costumi sconosciuti dopo che ha sentito la voce di Yoghi vorrebbe entrare in una macchina del tempo e filar subito agli inizi di Marzo.

Se a tutto questo aggiungiamo immagini come quelle che arrivano dal carnevale di venezia dove mute maschere inespressive e inquietanti si muovono per le calle come cyborg con le pile scariche, le faccedaculo dei politici sui carri di Viareggio che spalancano bocche e strizzano occhi enormi, le stelle filanti delle bombolette che sono come bava di lumaca solidificata, la schiuma da barba, i manganelli pieni di carta e le merde dei cani che si pestano senza ritegno per via che si confondono con i coriandoli, non pensate che carnevale sia da abolire?
Prosit
 
 
Current Location: Sul lungomare
Current Music: The National - Thirsty
 
 
 
josephine_marchjosephine_march on February 18th, 2011 02:04 pm (UTC)
Ahahahah!
Hai descritto perfettamente tutti, e dico tutti, i motivi per cui odio il carnevale!
claudia: meg - notfunnyflorealpolla on February 18th, 2011 07:49 pm (UTC)
Mi hai messo una tristezza addosso.....
=_=
Ora ricordo perché odio il carnevale... io ero la bambina con i vestitini fatti da mammina.