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05 April 2011 @ 09:55 am
 
Il primo giorno di scuola, la prima volta che hai mangiato il cioccolato, il giorno che cominciano le vacanze, il venerdi' prima delle
ferie, sono momenti unici, pregni di aspettativa e ricchi di atmosfera "Sabatovillaggiesca".
Cosi' domenica mattina sono salito per la prima volta sulla bici nuova.
Sul manuale, o meglio su uno dei molti che la accompagnano (uno per i freni, uno per il cambio, uno per il sistema brain, uno per la rimozione dei moscerini che si appiccicano al telaio) ci sono consigli preziosi. Sotto la voce ""Per cominciare" si dice di scegliere un percorso pianeggiante e privo di ostacoli in modo da familiarizzare con l'impianto frenante, con il cambio e con gli ammortizzatori.
Ieri mattina, di nascosto dai compari di squadra che salivano sul Beigua, ho preferito essere circondato dagli amici del cuore e percorrere un giro divertente e impegnativo: "Il veleno".
Con Suxqgno, Dige e la Ale, compagni di tante avventure e vere iene pedalatorie, ci siamo visti a Voltri e dopo i convenevoli siamo partiti.
Arrivati a Mele abbiamo preso la variante del canale dell'acqua che infilandosi in una stretta valle sbuca sulla statale per il Turchino.
Giunti alla galleria del Fado la Ale propone: "Perche' non saliamo di qui (indica una salita di grado 6 scala Willy Welzenbach) che ci saranno 2-3 tornanti e poi c'e' una sterrata in piano?"
Un tipo che si era unito a noi piu' sotto (e che siccome non si e' presentato, Dige gli si rivolgeva chiamandolo "Aggregato") ci saluta perche' dice che ha poco tempo (leggi: ma voi siete rintronati a pensare che io vi segua su per quella ripa...).
Noi imbocchiamo la salita e cominciamo la lenta ascesa.
La nuova bici (a cui presto trovero' un nome come ho fatto con ciccetta e Mozzarella) si comporta benissimo: reattiva, comoda, riesco a star dietro al gruppo, a volte anche a meta'(e si scopri' che per questioni allenatorie gli amici ebbino riempito le gomme di pallini di piombo).
I 2-3 tornanti si rivelano 10-12, non manchiamo di menarlo alla Ale, quando comincia la sterrata dopo una brevissima, troppo brevissima discesa si ricomincia a salire, stavolta le asperita' del terreno aumentano la fatica.
Arriviamo sopra il Monte Turchino dove la sbarra chiude la strada per il passo del Veleno.
Riprendiamo a salire, il fondo e' sassoso e pieno di rami, purtroppo il mal tempo (leggi alluvione) dell'ultimo periodo (si mettici anche la galaverna) ha fatto uno scempio.
La nuova bici, grazie alle ruotone da 29 e' agile sulle asperita' e mi permette una pedalata costante ed efficace.
Arriviamo allo spartiacque, un posto lontano da tutto e tutti, ci sediamo sul prato nel silenzio piu' assoluto e mangiamo qualcosina.
Dige offre pavesini a tutti, i suoi spuntini sono leggendari, una volta si porto' dietro biscotti e marmellata (conservata dentro la capsula di plastica che contiene la sorpresa negli ovetti Kinder).
Quando cominciamo la discesa ci accorgiamo che il maltempo si e' accanito anche da questo versante.
Non che fosse una discesa facilissima ma adesso c'e' un fondo che darebbe da pensare a escursionisti appiedati.
Alberi abbattuti ci sbarrano la strada, rami insidiosi vorrebbero mozzarci la testa e sotto le foglie, stradivari di ogni tipo non aspettano altro che infilarsi tra i raggi.
Arriviamo in fondo, prendiamo la discesa dei Figgi da Yole. Fino a poco tempo fa era bellissima, ben battuta, curve con le spalle, vari rebighi ma ora tutto e' cambiato, sembra un ingarbugliato gomitolo impossibile da attraversare.
Alcune volte ci soffermiamo per liberare il sentiero da qualche alberello, ma e' come quando in mare ci sono macchie di sporcizia galleggiante e si tenta di scacciarle lanciando i sassi: perfettamente inutile.
Arriviamo a Mele dove completiamo il giro con discese a tornanti e deviazioni varie che ci riportano al punto di partenza.
Senza entrare nei tecnicismi di quelli che descrivono le sensazioni a suon di misure, equilibri, pregi e difetti, dico che con la nuova bici mi sono trovato benissimo, e' stato come infilarsi la maglia sgualcita che indossiamo in casa e che ha preso la nostra forma. E' scattosa in salita, agile in discesa, veloce in pianura, grazie al cervello che regola l'ammortizzatore non ho piu' bisogno di pensare: blocco, sblocco, pogo, non pogo...
Ora devo applicarmi e di buona lena pian piano diventarne degno.
Prosit


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Current Location: Giro del Veleno
Current Music: Dennis Chambers - Wonderland in the sky
 
 
 
(Anonymous) on April 5th, 2011 05:32 pm (UTC)
miii ! ! ! che invidia
starebene con la 29er robydige