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05 July 2011 @ 11:14 am
Vampiri  
E' innegabile, non appena si scopre un nuovo filone in grado di far guadagnare un sacco di soldi, si sfrutta fino all'esaurimento.
Ricordate quando il primo libro di Harry Potter usci' in Italia?
Era un timido libro per l'infanzia che usci' in mezzo a tanti altri... ma poi?
E' bastato che qualcuno fiutasse il business per inondare il mondo intero di maghi, magia, bacchette magiche e pozioni.
Poi arrivarono sette libri e i film.
Cosi' e' successo con le avventure di mare dopo i pirati dei caraibi, con i supereroi e cosi', purtroppo, e' avvenuto con i vampiri.
La sfiga e' che quel filone sembra inesauribile.
Serie televisive, centinaia di libri su chi e' stato morso, su chi deve ancora mordere, sui servitori dei vampiri.
Ci sono vampiri teen agers, vampiri vecchi e cattivi, casalinghe dai lunghi denti e perfino incalliti giocatori di bocce in pensione che mischiano il plasma al bianchetto e alla spuma.
E posso anche essere colpito da queste povere creature che loro malgrado sono diventate dannate ma, scusate la franchezza, ci hanno fracassato i canini.
E' giunta l'ora di piantare un paletto di frassino nel cuore di tutti i libri, film e serie sui vampiri.
Ormai hanno scritto su tutto e di tutto, hanno esplorato i piu' diversi punti di vista, saghe multivolume e transgenerazionali, libri pop-up che-tiri-la-striscetta-e-dracula-si-leva-dalla-tomba, libri a forma di canini, manuali per i cacciatori di vampiri e sopratutto saghe romantiche tra la vita e la morte dove il sangue si tinge di rosa.
Anche in questo caso tutte le possibili combinazioni sono state descritte:
Lei vampiro lui no, lui vampiro lei no, tutti e due vampiri, tutti e due no ma per poco, lei viva lui morto, lui cugino di un licantropo, lei cacciatrice di vampiri che si innamora di un vampiro che doveva uccidere quando si rende conto che anche i vampiri sono creature e allora si danna per centocinquanta capitoli pensando a tutti quelli che ha trafitto con un paletto e un giorno deve rivelare la verita'al suo amato dicendogli: "Si, sono io l'assassina di tuo zio Rocco" e poi si suicida ma diventa una non morta e....

Certo, la fantasia nei titoli non manca, ad esempio questi libri:

- Sulle Ali della Notte
– Regina della Notte
- Illusioni nella Notte
– Sussurri nella Notte
- Il Signore della Notte
- Predatori nella Notte
- In Fuga nella Notte
– Ossessioni nella Notte
- Il Bacio della Notte
- Il Principe della Notte

Fanno parte del ciclo della notte, lo avreste mai detto?

E libri di ricette per vampiri, barzellette sui vampiri, rivisitazioni in chiave vampiresca di grandi classici della letteratura.
Non ci crederete, l'altro giorno su una bancarella ho beccato questo libro di cui riporto il primo capitolo...

Dalla pluripremiata e incontrastata signora del genere, ecco la saga piu' strana e nostrana che si sia mai vista, piu' raccapricciante che una tarantola nel water, piu' cruda di un pesce dell'acquario, piu' spaventosa di una cedola Euroclub nella cassetta delle lettere:

VAMPIRI A CORNIGLIANO
(The Sebastian's saga)

La lunga ombra dell'altoforno, nera nella sua oscurita' di tenebra torbida si stendeva come pece sulla via.
La notte, che perfino la luna rifuggiva, portava con se una sensazione di terrore, come di qualcosa di imminente e terribile che sta per accadere.
Laggiu', da qualche parte tra le ombre oscure dove i topi rasentano i muri per timore di perdersi e finire a Sampierdarena, dove strisciano creature immonde di cui nessuno sospetterebbe l'esistenza, dove le cacche sono grandissime e sempre alla ricerca di suole scolpite, laggiu' le rotte dannate di mille vite si incrociano.
La paura e' la madre amorevole che ha occhi di spillo, braccia di gelo e alito di fogna ma stringe tutti nel suo abbraccio che leva il fiato.
Sebastiano Parodi era un vampiro e abitava... dunque avete presente la tintoria? Ecco proseguite oltre, c'e' un negozio di animali sulla destra?
Ecco, di fronte c'e' un vialetto, lo imboccate, poi alla seconda sulla sinistra girate e vi trovate in una piazzetta, contate tre portoni e il quarto, al numero 33, ci siete.

Rapito da un destino beffardo e piu' nero del centro di una rotella di liquirizia si ritrovo' ad essere una creatura della notte senza aver mai messo piede una sola volta in discoteca.
Cosi' sono i bivi della vita, le traiettorie di possibilita' si incrociano, si intersecano, si mescolano fino a formare una matassa di caos in cui Sebastiano si ritrovo' invischiato.
Lui che da giovane aveva vinto per sei anni consecutivi il premio per il miglior chierichetto della parrocchia, lui che invitava le mosche a pulirsi le zampe sullo zerbino prima di entrare in casa, lui che montava la canadese sull'asfalto per non schiacciare l'erba, era diventato un essere abbietto, immondo, turpe e depravato, costretto a dover uccidere.
Avrebbe preferito morire schiacciato da una ruspa o vedere cinque stagioni di Lost legato ad una seggiola piuttosto che essere costretto a vivere quell'esistenza ma ormai era immortale e neppure il suicidio era una possibile soluzione.

Tutto era cominciato poco tempo prima, quel giorno che si era bucato un dito con quella spina di rosa.
Era una rosa del parco di Nervi che aveva graffiato un vecchio vampiro che passava di li' trattenendo sulla sua punta aguzza tutto il potere maligno dei vampiri.
Come ne venne in possesso e' triste e allo stesso tempo angoscioso.
Era stata la Carmela a donargliela, strappandola da un roseto.
Un furto d'amore che si rivelo' una dannazione floreale.
Ma lei che ne sapeva?
Chi lo avrebbe mai detto?
Di tutte le rose che c'erano al mondo proprio quella raccolse e dono' al povero Sebastiano?
Pare di si, vi dicevo che i bivi della vita sono tortuosi, aggiungiamoci che in quanto a sfiga non lo batteva nemmeno Paperino e capite come sia potuto succedere.
Dunque Sebastiano, si punse, porto' poi il dito alle labbra e succhio'.
Un gesto naturale che scateno' la trasformazione: divenne un cittadino onorario del soprannaturale, primo esempio di vampiro auto-creato, portatore sano del gene che rende bestie, sfigato irreversibile con sete di sangue.

All'inizio diede la colpa alla sua carnagione chiara, il sole gli arrossava la pelle.
Poi penso' che il desiderio di carne cruda doveva essere un segno del suo corpo che si accorgeva che i livelli di ferro erano al limite.
Lecco' per qualche tempo le barre di ferro che uscivano dall'altoforno, mangio' anche limatura ma a nulla servi'.
Si dovette convincere che qualcosa stava accadendo in lui e non era una cosa piacevole.
Ando' da un dottore, il quale, colpito dal suo pallore spettrale, gli ordino' una lunga serie di esami.
Butto' il foglio di richiesta nel primo bidone che incontro' e torno' a casa.
Non aveva nessuna voglia di rimettersi a studiare, che gli esami se li facesse lui.
Fu dopo aver messo il dentifricio sullo spazzolino che accadde.
Lo specchio del bagno gli rimando' l'immagine del suo pigiama vuoto.
"Mi devo essere dimenticato di venire in bagno" - penso'
Poi ricordo' antiche leggende e informazioni che aveva letto in uno speciale paura estiva che aveva trovato in un Dylan Dog:
I vampiri non possono specchiarsi e il mostro di Lockness probabilmente e' un Diplodoco sopravissuto in una grotta sotteranea, gli alieni sono sulla terra da milioni di anni, i Moai dell'isola di pasqua sono solo le teste di statue che sono sepolte sottoterra.
Quel che non diceva lo speciale era come fanno i vampiri a lavarsi i denti.
Decise di fregarsene dell'igiene orale, butto' via il dentifricio e prese a dormire dentro la custodia del contrabbasso che fu del padre quando suonava Jazz al Bar Esperia giu' al porto.
Lo strumento non c'era piu' da tempo e le forme sinuose della custodia si adattavano perfettamente a quelle del suo corpo.

Cosi' comincio' la sua strana esistenza, strana per modo di dire ormai lo sapevano anche i paracarri che cosa significa essere vampiri e tutte le menate su cosa mangiano, dove dormono, quanto sporcano la sabbiera.
Per prima cosa lascio' Carmela, "Ti lascio per il tuo bene" - le disse, "Fa piu' male a me che a te" - aggiunse
Lei non sembro' troppo turbata, un ora dopo usciva gia' con un giardiniere del comune che le aveva promesso che se fosse riuscito a creare una nuova specie di rosa le avrebbe dato il suo nome.
Comunque di giorno Sebastiano dormiva nella custodia e lavorava all'altoforno nel turno di notte.
Era un ottima copertura e tutto sarebbe andato nel migliore dei modi se il destino non gli avesse messo davanti due necessita'.
La prima era la fame, anzi la sete di sangue che lo assaliva tutte le notti, la seconda era l'infermiera dello stabilimento, la signora Olga che inciampando nel suo fascino vampireso si innamoro' di lui.
Sebastiano scelse un approccio classico con la donna, prima si trasformo' in gas di scarico, poi in ratto delle fogne e infine in pippicalzelunghe.
Complice una randellata, lei cadde ai suoi piedi.
Cosi' affondo' i canini nel suo bianco collo di cigno che a dirla tutta era piu' un peloso collo da cinghiale ma insomma, a parte i peli che dopo ogni affondo doveva sputacchiare, il sangue era di prima qualita'.
Da quella notte lei divento' la sua schiava.
Tipo che lui le diceva: "Stasera prepara le lasagne e mettici tanto pomodoro" che lei cucinava senza sosta, tipo che lui ordinava: "Stasera vengo a casa con quattro amici per giocare a cirulla, facci da cameriera e compra venticinque bustoni di fonzies", che lei correva alla Coop e riempiva il carrello di estrusi al formaggio...

Essere vampiro a Cornigliano era una figata, aveva una schiava che gli donava il sangue, poteva volare al lavoro senza piu' sbattersi per il parcheggio e la cosa piu' figa di tutte era dormire nella custodia del contrabbasso.

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