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08 July 2011 @ 01:00 pm
Siamo dispiaciuti nell'annunciare che il treno ha un ritardo imprecisato  
E' un giorno come tanti, i pendolari assonnati si apprestano a salire sul solito treno.
Arriva il convoglio, pigramente si ferma sul binario con un stridore di freni appena accennato, come se fosse poco convinto di fermarsi e preferisse continuare la sua corsa senza la fatica di ripartire...
Salgono tutti, il rituale che si ripete nei giorni viene benedetto dal fischio, le porte si chiudono e il treno riparte.
Si infila deciso nella galleria e giunto esattamente a meta' si ferma.
I pendolari, abituati ad ogni genere di imprevisti, si accorgono della cosa ma chi leggeva continua a farlo, chi fa discorsi scontati non migliora il tono della conversazione, chi gioca ai videogiochi non perde nessuna vita, chi dorme continua ignaro, il dondolio del moto era servito ad addormentarlo ed ora puo' dormire senza alcun problema.
Quando pero' la sosta supera i venti minuti qualcuno comincia ad accorgersene.
"Siamo fermi da un po' adesso!" - dice una donna che tiene stretti nella mano, i manici di una borsetta, di un sacchetto della spesa e di un ombrello.
"Speriamo che non si sia guastato il locomotore altrimenti e' merda" - dice una ragazza (Tal Corvina Portasfiga).
Il vocio che stava pian piano aumentando si zittisce all'improvviso.
A tutti appare nel cervello la stessa identica immagine: Il buio della galleria, il locomotore guasto e un treno ricoperto di liquame solidificato come il cioccolato su un mottarello.
Passano altri minuti, i pazienti sfoggiano la loro natura zen continuando a leggere, ascoltare musica, meditare.
Altri iniziano a pronunciare frasi gia' sentite mille volte, un rosario che non ingrazia nessuna divinita'.
Con quello che paghiamo di abbonamento! Siamo nel terzo mondo! Si doveva proprio guastare in galleria? Ma lo sanno che noi andiamo a lavorare e non a divertirci? Si stava meglio vent'anni fa! Siamo nel 2011 e viaggiamo come ai primi dell'800! Se eravamo in Svezia a quest'ora avevano scoperchiato la galleria con un laser e poi con il raggio riduttore avevano rimpicciolito il locomotore, poi arrivava un tecnico che lo sganciava e lo metteva nella tasca destra, poi da quella sinistra ne tirava fuori uno nuovo di zecca con ancora sopra il cartellino del prezzo, lo posava sui binari e dopo aver invertito il raggio lo riportava alla dimensioni reali. In venticinque secondi, massimo ventisette eravamo fuori dalla galleria.

E come nei migliori film gialli, quando la telecamera dopo aver inquadrato la poverina che sta per andare a dormire indugia sulla lucida lama del coltello e poi sulla mano che stacca l'interruttore della luce, i neon, dopo un ultimo sfarfallio agonizzante si spengono, arriva il buio, silenzioso, imbarazzato. Qualcuno forse aveva pensato che le cose potessero peggiorare, la Signorina Corvina lo aveva appena sussurrato al suo vicino di posto.

Come le luci di un camposanto al crepuscolo, fiochi lumini appaiono un po' ovunque.
Le piccole batterie agli ioni di litio dei cellulari si impegnano a scacciare il buio, fanno quello che possono illuminando il quadrante di un orologio da polso, le parole di un libro, le caselle di un cruciverba.

Poi un lieto scampanellio annuncia l'arrivo del capotreno.
Sembra un vecchio gobbo che illumina i suoi passi con una consunta lanterna, potrebbe aprire bocca e dire: "Sono le 9 e tutto va bene" ma non e' nelle condizioni di farlo.
La sua torcia d'ordinanza illumina grosse porzioni di oscurita', fa strizzare gli occhi a chi osa guardarlo, topi e scarafaggi si nascondono furtivi sotto i sedili.
"Il locomotore e' morto!" - annuncia ad alta voce mentre si asciuga le lacrime con il fazzoletto in dotazione.
"Viva il locomotore!" - risponde qualcuno
"Ora il macchinista sta cercando di riparare il guasto, se ci riesce ripartiamo altrimenti dobbiamo aspettare" - aggiunge
Le domande dell'utenza sono le piu' svariate: Ma tra quanto riparera' il guasto? Ma come si chiama il macchinista?
Io l'ho visto passare di corsa prima ma non aveva in mano nemmeno un cacciavite!!
"Non so rispondere alle vostre domande, sono anche io nella vostra situazione, appena ho nuove vi terro' informati!" - conclude e poi prosegue per ripetere l'annuncio nelle altre carrozze.

Intanto io mi sento una pecora del presepe, tutti stanno immobili, ci sono le luci intermittenti e ogni tanto qualcuno si fa gli auguri. Se non fosse che il caldo mi ricorda che siamo a Luglio, ci sarebbe da intonare: Jingle Bells.

Il buio prosegue, passano i minuti e un dolore alle orecchie mi annuncia l'arrivo di un treno sul binario di fianco (perche' ci deve essere un altro binario di fianco, vero??).
Se l'umore generale fosse migliore, mi piacerebbe proporre a tutti di assumere espressioni cadaveriche e di alzarsi in piedi incollandosi ai finestrini come zombi...
Sarebbe carino vedere l'effetto che fa sui passeggeri dell'altro treno...
Ma intorno a me c'e' solo una buia serieta', qualcuno scherza e' vero ma in genere l'atmosfera e' quella di una camera ardente.
Passano i minuti, lenti, ne passano altri che diventano mezz'ore.
Non si direbbe che il popolo italiano e' cosi' paziente, certo gli ultimi anni di governo sono stati una palestra che in confronto il monastero tibetano dove ti fanno mangiare solo la neve gialla e dare i pugni alle pietre e' un asilo nido, ma nessuno si lamenta, e' come se tutti fossero diventati samurai che attendono con la lingua di fuori che una goccia di pioggia scacci via la sete.
Quando sto per gridare: "Oh no! si e' aperta la gabbietta della tarantola" torna la luce.
E insieme alla luce un generale verso di giubilo e insieme alla gioia il ritorno del capotreno che fiero dice (soffocando le lacrime) che il locomotore e' guasto ma che entro dieci minuti un locomotore nuovo ci portera' alla stazione di partenza (del resto la vita e' un gioco e capita che dadi sfortunati ci facciano indietreggiare di qualche casella).
I dieci minuti annunciati diventano venti, poi trenta e dopo altri dieci un rumore di ferraglia (il nuovo locomotore)ci annuncia che qualcosa si sta muovendo.
Per fortuna la signorina Corvina Portasfiga non dice nulla, il locomotore viene agganciato e dopo altri dieci minuti torniamo alla stazione da dove siamo partiti.
La luce del sole ci acceca, un signore si dissolve in polvere non appena un raggio lo sfiora, si intonano cori alpini e altri catto-comunisti.
Una coppia viene sorpresa mentre sta provando la posizione del clavicembalo ben temperato, un tipo bestemmia perche' le foto che stava sviluppando sono irrimediabilmente rovinate, un cieco dice: "Cosa sta succedendo? Qualcuno me lo dice per favore?" ma nessuno gli risponde.
Tutti scendono con una urgenza improvvisa, sembra che si vogliano levare quel treno di dosso come fosse una maglia sudata o un paio di mutande che non possono piu' essere accolte dalla lavatrice ma devono finire direttamente nell'inceneritore.
Quando siamo sul binario in attesa che il treno apra le porte, la signorina Portasfiga si avvicina.
"Mi scusi, sa dirmi dove e' situato il bagno in questa stazione?"
Glielo indico, poi conto fino a dieci e la seguo.
Blocco la porta con una scopa e torno al binario.
Scaccio il desiderio di fermarmi per andare in spiaggia, salgo sul treno che parte dopo altri, soliti, dieci minuti.
Prosit
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josephine_marchjosephine_march on July 8th, 2011 01:49 pm (UTC)
Ahahahaha! :D