?

Log in

No account? Create an account
 
 
15 September 2011 @ 11:41 am
Ah una volta si che...  
Anche se la memoria non e' piu' buona come una volta ricordo bene quei viaggi.
C'erano questi treni con le pareti piene di rivetti, ferro ribattuto a mano, per ogni rivetto venti martellate, per ogni martellata venti gocce di sudore.
Erano treni immensi, robusti, imperturbabili.
Ad esempio, le gallerie... una volta mica le scavavano!
Nossignori, era il treno stesso che al primo passaggio SBADABUM! SBADABAM! le scavava da se.
La locomotiva pesante centinaia di tonnellate si infilava dritta nella roccia come un coltello nel burro..
Ricordo la volta che salii sul treno per Casalpusterlengo, una linea nuova nuova, alla partenza suonava la banda dei palombari del lago maggiore e c'erano palloncini e festoni. I binari appena usciti dalla trafilatrice brillavano sotto il sole.

Dopo un lungo fischio la locomotiva parti' dritta lungo la linea che tagliava in due la pianura per arrivare, dopo un ora di viaggio, al cospetto del monte santo.
All'impatto si sprigionarono scintille, la roccia fusa schizzo' da tutte le parti, il frastuono fece alzare in volo uno stormo di corvi, ma io, che in quel momento ero nella ritirata a smaltire dodici porzioni di Tortionata di San Bassiano, non mi accorsi di nulla, tanto per dire.

I treni di una volta ti levavano la voglia di porte, ce n'erano tante e per tutti, ogni quattro sedili ne trovavi una, pesante come pietra e inamovibile una volta chiusa. Non esistevano quelle imbottiture moderne con i disegni e i ghirigori, nossignori, erano di legno stagionato ricavato da alberi che affondavano le radici dentro giacimenti di ferro e pirite.
La sensazione era di star seduti sulla storia, sopra fossili eterni, opere d'arte uniche e irripetibili.

Sopra quei sedili si piegavano i punteruoli dei vandali, e ho visto piu' di un sedile prenderne qualcuno a calci in culo.
Piu' sotto c'era il sistema di riscaldamento: roventi stufe bruciavano senza sosta per la gioia di chiappe e piedi, ci potevi arrostire le castagne o cucinare un capretto, dipendeva dalla lunghezza del viaggio.

Adesso i treni sono vacui, emanano un aurea di temporaneita' e debolezza scorrendo sui binari con rassegnazione.
Se la locomotiva avesse un capo, lo terrebbe chino, se avesse uno sguardo sarebbe rasoterra a contare le lattine e le cartacce.
E dentro?
Come son cambiati i passeggeri?
Una volta eran come i sedili, duri, fieri, impenetrabili.
C'erano quelli seduti nel senso del treno che guardavano avanti, al futuro, volti scolpiti come polene di vascelli, occhi strizzati per via del vento che entrava dai finestrini e quelli che guardavano indietro, che controllavano le spalle, che masticavano il passato.
E poi si parlava: vita, morte e miracoli di tutti, il treno accomunava, abbracciava tutti i passeggeri come fossero figli ritrovati, nascevano storie, si scambiavano esperienze.
Dove credete che abbia conosciuto la Cesira?
Ma sul rapido!!
Le ho dato una mano con la valigia, dopo un anno eravamo morosi, dopo due sposi e dopo tre segnavamo sul calendario di frate indovino gli appuntamento con il pediatra per la Saveria!
Ora i passeggeri son sbiaditi, seduti su molli imbottiture lordate da persone senza lisca.
Scritte senza niente da dire sono pisciate qua e la' e i piu' schizzinosi si premuniscono di giornali, asciugamani, foulard per posare le terga o la nuca.
Il condizionamento ha solo due posizioni: freddo porco o caldo bestia, un' ardua scelta.

Tutti se ne stanno per conto proprio con gli occhi tuffati dentro i personali dispositivi multimediali di intrattenimento.
C'e' chi vede un film, chi ascolta musica, chi scrive, chi spoglia la ragazza virtuale del sito: "Klikkami tutta!"
Ora mi compro quel libro che servirebbe per riuscire ad adeguarsi ai tempi che corrono (anche se son sicuro che corrono troppo e sara' difficile che io riesca a raggiungerli prima di stendermi nel velluto.)
Prosit
Tags:
 
 
Current Location: Treno
Current Music: Peter Gabriel - Perspective