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23 November 2011 @ 10:53 am
Ecotreno  
Quel giorno sul treno era spuntata l'erba.
Gregorio non se ne accorse subito. Aveva scelto un sedile vicino al finestrino, quello accanto ad un ragazzo che dormiva con un' espressione seria e gli occhi strizzati. Sistemo' la giacca sulla cappelliera insieme alla borsa che aveva alleggerito del libro. Si apprestava ad assumere la posizione detta "Del viaggiatore" quando le punte dei piedi, per prime, si accorsero che c'era del morbido dove di solito si trovava il freddo pavimento di linoleum. Quel pavimento grigio ricoperto dei segni di mille suole, gomme spiaccicate, macchie di ogni forma e colore era sparito, al suo posto adesso c'era un prato. Stento' a credere ai suoi occhi e intanto, ubbidendo ad un comportamento tipico dell'uomo, cercava una spiegazione al fenomeno, una ci doveva senz'altro essere.
Allungo' una mano per sfiorare quel verde tappeto, era senza dubbio erba, erba vera non quella sintetica formata da steli regolari. "Incredibile vero?" - disse un signore che sedeva poco distante e che doveva aver visto tutta la sequenza della sua scoperta. "Questa poi... erba, ma che trovata sarebbe? Le ferrovie vogliono mostrare una nuova immagine ecologica cominciando dal suolo?"
"Guardi ci sono le margherite!" - disse una suora "E i denti di leone!" - disse un altro. Il silenzio di ogni mattina era gia' diventato un brusio, di solito l'aumento del vociare non accadeva prima di aver raggiunto il centro citta' ma quel giorno si era gia' messo in movimento: le parole come farfalle sopra un prato.
Un ragazzo si mise in cannottiera e si sdraio' in mezzo al corridoio, una ragazza raccolsce una minuscola viola e dopo averla portata vicino al finestrino in favore di luce, si mise ad osservarla spostando i petali con la punta di una matita, forse era una studentessa di biologia, forse lavorava alla serra di villa Hampton, forse era semplicemente curiosa.
Ci fu chi si levo' le scarpe e chi strappo' qualche stelo per metterlo in mezzo alle pagine del libro come ricordo.
Il treno intanto continuava la sua corsa come sempre, l'erba non lo rallentava in alcun modo. Quando arrivo' il capotreno qualcuno lo avrebbe preferito con indosso un grembiule e un cappello di paglia invece indossava la solita divisa. Avanzava deciso come fanno i capitreno tuttavia badava, per quanto possibile, a non calpestare i fiori.
"Scusi ma cosa e' questa novita'? - chiese una donna.
"Il treno ha il solito ritardo, non e' una novita'" rispose quello.
"Mi riferivo a questa" insistette la donna mentre allungava il braccio per carezzare il manto.
"Ne so quanto lei, quando sono montato in servizio c'era gia', forse da allora e' cresciuta un poco ma sembra normale erba" - Disse, poi prosegui' verso la carrozza di testa.
A parte l'espressione sbigottita di chi saliva e notava l'erba per la prima volta, il resto del viaggio si svolse come al solito.
Gregorio scese alla solita stazione, si incammino' lungo il marciapiede e quando entro' nei giardini, che ogni giorno attraversava per raggiungere l'ufficio, si accorse che nelle aiole l'erba non c'era piu'.
Un grigio manto di linoleum copriva la terra, pochi fiori spuntavano da buchi precisi facendo sembrare la superfice come la testa di un vecchio sulla quale pochi capelli accaniti resistevano alla calvizie.
"Mistero risolto" - penso'
"Si tratta di un semplice scambio" - concluse.
Intanto, poco lontano, un passero dal becco di metallo, timbrava le foglie con professionalita'.
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Current Location: In citta'
Current Music: Haydn - Oboe Concert
 
 
 
fuchsia_gfuchsia_g on November 23rd, 2011 03:09 pm (UTC)
Nonostante tintinnasse ad ogni suo genuflettersi in avanti, il passero cincischiava di qui e de là, questo e quello, un cincischin per volta. Affidandosi agli ultimi ricordi, non ancora resettati da Deux.terex Mobile, colui che scambiò sui generis la terra col ferro, il grigio perla degli occhi col bianco e nero, lassù nel gran cielo metallico.
Ehi tu. What were you thinking of?
:)