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24 November 2011 @ 10:28 am
Premonizioni pendolari  
Ieri ho scritto un post premonitore, oggi non ho trovato l'erba sul treno ma un linoleum nuovo di zecca, azzurro, cosparso di pagliuzze argentate.
Una sciccheria che nessuno si aspettava.
I volti dei passeggeri esprimevano gioia, qualcuno ha perfino dato un occhiata in giro per vedere se c'erano le pattine.
"Se questa e' la seconda classe chissa' cosa ci sara' nella prima!" - ha esclamato un ragazzo. E' infatti caratteristica dell'uomo non essere mai contento, se avessero regalato briosche si sarebbe lamentato perche' non c'era quella ripiena di fichi e zabaione.
A quel "via!" simbolico si e' scatenata la gara di supposizioni:
"Per me ci sono dei lampadari a goccia come quelli di Versailles!" - dice un tipo
"Secondo me hanno installato tende di velluto e antichi specchi veneziani!" - ribatte un altro
"Vi sbagliate, le nuove carrozze di prima classe seguono lo stile minimalista del maestro Shin Fen Zui, pareti di lacca bianca, sedili di bambu', fontane Soji e suonatore di flauto ogni quattro sedili..."
"Puo' darsi, si, potrebbe anche essere, certo sarebbe da fare una colletta tra noi pendolari, comprare un biglietto di prima e andare a vedere; poi il fortunato tornera' a riferire e magari, gia' che c'e', scatta qualche foto con il cellulare...
Si alza in piedi il tipo che ho soprannominato "Il rigido" e dice:
"Se lo acconsentite mi offro come volontario, sono un buon osservatore e sono sicuro che potrei rendere la successiva esperienza del racconto molto evocativa..."
"Eh no, chi sei il piu' bello? Te ne vai in prima con i nostri soldi? " - ribatte una ragazza che fino ad un istante prima era impegnata a mettersi lo smalto sulle unghie.
"E poi chi ci dice che torni? Magari una volta che ti sei accomodato attacchi bottone con qualche giovane dirigente rampante e chi ti vede piu'?" - conclude un signore, tutti annuiscono solidali.
Il rigido non puo' che fuggire in ritirata (che non vuol dire che va in bagno) e propone: "Facciamo cosi', tiriamo a sorte, lasciamo fare alla fortuna e sara' quel che sara'".
Cosi' discutevano ma il tempo non aspetta nessuno e mentre il nuovo linoleum rifletteva la luce che timida si affacciava al giorno ecco giungere la stazione di arrivo che segna il passaggio dal mondo movens a quello staticus.
"Siamo arrivati, ci penseremo su, dobbiamo scendere!" - dice qualcuno, ed ecco un affannarsi a infilare giacche, ad annodare sciarpe, a liberare le cappelliere da borse e ombrelli.
La folla forma un flusso che pare quello dello sciaquone, un attimo prima e' immobile e poi alla pressione di un tasto dilaga verso l'uscita come figure di un dinamico quadro futurista.
Aspetto qualche istante, mi godo ancora un po' di pavimento e poi scendo.
Prosit
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Current Music: I' Am Kloot - Suddenly strange