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01 December 2011 @ 10:15 am
Tutta la verita' che c'e' la' fuori (la conclusione)  
Max dopo aver cercato invano di selezionare il terzo canale usando il telecomando come fosse una calcolatrice (eppure 1 + 2 dovrebbe fare tre...) si e' addormentato sul letto.
Quando si sveglia controlla l'orologio, e' in ritardo di due ore all'appuntamento con Jelly.
"Per tutti i cerchi nel grano e i rapporti fasulli di avvistamento, stavolta Jelly mi uccide!" - pensa e si precipita di sotto.
Quando arriva nella hall pero' la trova deserta.
Non c'e' neppure l'uomo dietro il bancone.
Il primo pensiero e' di approfittarne per rubare qualche ricordino poi pensa a Jelly.
"Che si sia addormentata? Magari la quiete di questo grazioso alberghetto si e' impadronita anche di lei!"
Max torna su per le scale di corsa, arriva alla sua porta ma quando prova a bussare la trova semiaperta.
"Jelly?" - chiede ma nessuno risponde.
"Jelly io entro, vedi di essere vestita perche' ho bussato, ho chiesto, ora non mi resta che entrare!" - aggiunge
"Ok, un, due tre, stella stellina entrooooo"
L'uomo varca la soglia e grazie al suo infallibile istinto investigativo capisce che Jelly si e' spogliata, e' andata in bagno per farsi una doccia, ha usato dodici campioni di shampoo ed e' sparita.
"Puo' una concentrazione cosi' massiccia di balsamo permettere salti nel tempo spazio?" - si chiede ma poi torna dai vestiti, si infila le mutande di Jelly nella tasca della giacca e comincia a pensare.
Non e' da lei ritardare un appuntamente, lasciare una stanza in quelle condizioni e farsi rapire senza lasciare traccia.
Max torna in bagno, si infila nella doccia, mima quelli che devono essere stati i movimenti della donna, si versa in testa lo shampoo e comincia a gridare perche' gli finisce tutto negli occhi. Allora cerca di uscire dalla doccia per prendere l'asciugamano quando si inciampa e finisce per cozzare contro la parete vicina attraversandola.

Quando riesce ad aprire gli occhi e' convinto di essere diventato un ectoplasma ma poi si accorge di essere dentro un piccolo vano segreto, uno sgabello giace rovesciato in un angolo, ragnatele e polvere sono dappertutto.
Grazie alla luce che proviene da fuori si accorge del foro.
"Dunque qualcuno spiava Jelly!" - pensa, poi soffoca un moto di invidia e continua a fare supposizioni.
Qualcuno che con tutta probabilita' l'ha rapita ma per quale motivo?
Max decide di agire, prepara la valigia e scende di nuovo di sotto.
Stavolta trova l'uomo dietro al bancone.
"Salve, ho deciso di andare via adesso" - dice
"Se vuole i soldi indietro se li puo' scordare" - risponde l'uomo senza sollevare la testa dalla rivista porno.
"No, niente soldi, certo quel portachiavi a forma di orecchio di suino pero' potrebbe anche regalarmelo..."
"Non ci penso nemmeno, piuttosto va via anche la sua amica?" - chiede
"Ehm, no lei si ferma qui, credo stia dormendo come un uovo!" - risponde Max,
"Eh sarebbe?" - domanda l'uomo
"Sodo!" - risponde Max ma sulla faccia del portiere nemmeno una grinza che possa assomigliare ad un accenno di sorriso.
Max diffida sempre dalle persone serie, lo fanno diventare sospettoso e poi l'uomo potrebbe essere implicato nel rapimento, per continuare le indagini decide che sia meglio apparire come un deficente".
"Va bene allora io vado!" - conclude senza ricevere risposta.
Raggiunta l'auto mette la valigia nel bagagliaio, poi, mentre sulla cittadina cominciano a cadere le prime ombre della sera (facendosi anche male) tira fuori il costume di "Otello, l'uomo porcello" e lo indossa.
"Sapevo che prima o poi mi sarebbe venuto bene" - pensa, "Spero solo di riuscire a imitare il suo inconfondibile verso" e lancia nell'aria qualche "oink! Oink!" niente male.

Nel paese intanto la festa e' cominciata, grandi falo' illuminano la strada principale, nella piazza la grande padella frigge a tutto spiano, c'e' perfino un orchestrina che suona e qualcuno che balla.
Sembrerebbe tutto molto suggestivo se non fosse che la sua partner e' sparita...
Max si avvicina al palco, viene fermato un paio di volte da qualcuno che vuole una fotografia, Max lo fotografa e poi riprende il cammino che a dire il vero e' un po' difficoltoso perche' deve guardare attraverso le narici di Otello e muoversi con quei grossi piedoni di gomma.
La prima cosa che nota e' che non c'e' ombra del sindaco.
A quanto ne sai lui i sindaci fanno tre cose: o sono intenti a consegnare a qualcuno le chiavi della citta', o tagliano un nastro, o presiedono un evento.
Cosi' comincia a chiedere in giro, non e' facile riuscire a farsi capire grufolando ma un contadino, probabilmente abituato a passare piu' tempo con le bestie che con i cristiani, gli rivela l'indirizzo del primo cittadino.
Max prosegue verso la meta: un villino isolato ai piedi della collina. Quando arriva nel giardino della casa si leva il costume e cerca una finestra aperta.
La trova subito e si infila nella casa benedicendo l'ingenuita' delle persone di campagna.
L'ambiente pare deserto, Max si muove lento e silenzioso. Grazie ai muscoli e alle dure sessioni di lotta con la martora in poco tempo riesce ad ispezionare tutta la casa ma non c'e' traccia dell'uomo.
Sta per desistere e tornare da dove e' entrato quando il tipico rumore di una briciola di pan grattato che cade sul pavimento attira la sua attenzione.
"Mmh questo e' pane ai cinque cereali, cottura media, forno a legna, lievitato due volte... il pavimento e' di cemento e dal rumore soffocato direi che si trova sotto il livello del suolo..." - pensa Max, [ndr lo confesso a volte stupisce anche me].
L'uomo cerca allora un accesso e lo trova sul retro della casa, apre una porta di legno e silenzioso come un ventaglio rotto scende lungo la scala.
I rumori della festa giungono fin li', deve scacciare la voglia di tornare indietro per farsi un Porcoburgher de luxe e continuare a scendere.
Quando ormai ha il fiato corto e la vista appannata trova una porta che per fortuna non e' chiusa a chiave (anche perche' tornare indietro a cercare la chiave non se ne parlava proprio).
Max la scosta appena e silenzioso come un muto con la raucedine si infila tra vecchi mobiletti da bagno, reti da letto, appendiabiti, scatole di cartone e mucchi di riviste fino a giungere vicino ad una zona illuminata. Qui trova il sindaco che gli volge la schiena, sta parlando con qualcuno, Max rimane immobile.
"Mia cara, come potevo lasciarti andare? Sei cosi' morbida, le tue forme... il pan grattato ti fa' il solletico? Sopporta ancora un pochino, quando questa vasca da bagno che ho riempito d'olio arrivera' alla giusta temperatura ti faro' un bel bagno.
Sara' una delle migliori feste del raccolto della mia vita questo e' sicuro... una cena speciale che non dividero' con nessuno... A proposito qualcuno ha detto che ero andato a dare le pastiglie ai porci? Ebbene si sbagliava, l'ho capito subito che erano caramelle quelle che spacciavi per antidepressivi ma dovevo prender tempo cosi' son salito in bagno e d'accordo con quell'imbecille del portiere ti ho fatto assegnare la stanza con il buco."
Max allunga il collo e vede la povera jelly priva di sensi, e'legata e infarinata come una sogliola. Vicino a lei il sindaco sta testando la temperatura dell'olio con un termometro.

A quel punto Max, i suoi muscoli e un bel po' di spirito cavalleresco scattano insieme.
Il sindaco viene colpito dalla foga dell'uomo e finisce contro la vasca. Solo grazie all'intercessione di San Severino, patrono dei sindaci cannibali, non fa una brutta fine, in ogni caso Max afferra un mattarello che stava li' vicino e lo tramortisce, poi, dopo averlo preso a calci (questo e' per Jelly, e questo perche' il portiere non mi ha regalato il portachiavi, e questo e' perche' non ho ancora mangiato un porcoburgher delux e questo e' per la fame nel mondo, e questo e' per...) lo lega ad un gancio che si trovava li' per caso e solo allora puo' finalmente rivolgere la sua attenzione alla donna.

"Jelly, svegliati, sono io Max" - le dice somministrandole piccoli schiaffetti nel tentativo di svegliarla.
Dopo qualche minuto ci riesce, la donna apre gli occhi e dice: "Max dimmi che quello che mi ricopre il corpo e' un trattamento scrub anticellulite, che siamo in una beauty farm e che non siamo marito e moglie"
"No jelly, quello e' pan grattato, sei dentro la cantina del sindaco che ti voleva friggere nella vasca da bagno e no, non siamo sposati...".
"Almeno una buona notizia c'e', piuttosto hai portato con te i miei vestiti?" - chiede
"Ehm, ho cominciato" - risponde Max ed estrae le mutande dalla giacca.
"E' pur sempre un inizio ma non bastano..."
"Ho un idea!" - dice Max, "Non ti muovere" aggiunge
"Ma sono ancora legataaaa" - dice la donna ma Max non la puo' sentire, e' tornato di sopra e dopo qualche minuto riappare con il costume di Otello il porcello.
"Ecco qui, questo e' perfetto per raggiungere l'albergo dove ti potrai fare la doccia e mettere il tuo solito tailleur grigio".

Cosi' accade, Jelly per tutto l'episodio non ha potuto menare le mani cosi' ne approfitta per scatenare la sua ira sul portiere e aggiungere qualche dente tra i souvenir.
Poi sale in camera, scaccia Max dallo stanzino segreto, si fa la doccia e dopo essersi vestita raggiunge il collega giu' di sotto che l'aspetta in macchina con il motore acceso e la voce di John Denver che esce dall'autoradio.

Mentre i fari dell'auto tagliano la notte come un coltello con il burro Jelly dice: "Alla fine ce ne siamo andati prima di scoprire il segreto della salute perfetta"
"Gia', se e' per questo non abbiamo nemmeno assaggiato il porco fritto" - risponde Max
"Vabbe' a Spinning diremmo che si trattava di una spora mutogena che stavamo per riportare negli uffici FBI quando qualcuno l'ha sostituita con un geranio".
"E se ci chiede di vedere il geranio?"
"Diremo che e' morto e l'abbiamo gettato, fino a prova contraria un agente FBI deve avere sangue freddo mica il pollice verde..."
"Ah Jelly, ti adoro" - dice Max
"Lo so" - risponde lei.

Turiii tirii turaaaaa!!
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Current Music: Dave Holland - What goes around
 
 
 
space_oddity_75: evilpizza_by_strangeumbrellaspace_oddity_75 on December 3rd, 2011 04:56 pm (UTC)
W il porco frittooooooo!!!!

(Folder & Jelly Fan Club che si lecca i baffi)