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12 December 2011 @ 02:41 pm
Natale era...  
Natale erano i datteri con la forchetta a forma di ballerina, le noci brasiliane che non si riuscivano ad aprire, le arachidi che non diventavi super pippo, i fichi pressati che formavano un unico fico indivisibile.
Natale erano gli abitini di stoffa per decorare le bottiglie, la tovaglia lunga fino a terra, i tovaglioli belli che era un peccato pulirsi la bocca, gli antipasti sopra il vassoio di acciaio, i salatini a forma di pesce e i grandi che bevevano il crodino, le lasagne al sugo con la crosta croccante, il coniglio con la polenta bianca, il pandoro Melegatti che e' il migliore, (Chi vuole lo zucchero a velo?) Il torrone tagliato con il coltello e il batticarne, i versi di sorpresa quando qualcuno apriva un regalo, i "Proprio quello che volevo", e i "Sara' mica un ombrello?" Il botto del tappo di spumante, (Dolce o secco? Per me solo un dito).
Natale erano i cappotti degli ospiti posati sul letto matrimoniale, era metti a posto la camera che vengono gli zii, era l'odore dei giochi nuovi.
Natale erano auguri e baci su decine di guance, era "fatti vedere come sei cresciuto", era prendi questi ma non dirlo a nessuno.
Natale era la novena in chiesa insieme alla nonna, il suo profumo che si mescolava a quello dell'incenso.
Natale erano le palline di vetro per l'albero, fasciate una ad una da innocue notizie ormai vecchie di anni, la palla con i brillantini, quelle rivestite di seta, il ronzio delle luci intermittenti. Era il presepe con le pecore che non stavano in piedi, il lago fatto con lo specchio, il fenicottero su una gamba sola. Natale erano vetri appannati, montare il castello incantato, lo speciale cartoni animati, il silenzio per strada, le risate che risuonavano nelle case vicine.
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Current Location: Casa
Current Music: A Triggering Mith - Twice bitten
 
 
 
fuchsia_gfuchsia_g on December 12th, 2011 03:34 pm (UTC)
Natale era una piramide quasi perfetta di pesche dolci, rosse d'alchermes e picchiettate di zucchero, con un dito di crema a sigillarne il mezzo, nella stanza più fredda in calma attesa.
Natale era la nebbia pesante dietro cui perfino i pioppi impallidivano. Ed i tabarri, appesi sull'uscio delle cascine, come anime morte.
Natale era l'incontro tra chi stava lontano e perciò dissimile - vestiti, abitudini, modi di parlare, e i restanti, domeniche ordinarie.
Natale era il bollito con almeno tre tipi di carne e la salsina verde ad accompagnarlo.
Natale erano le stanze gelate dove il fiato s'aggrappava alle cortina delle tende candide, sostando i cappotti.
Natale era la tombola con i fagioli, flaneur sfaccendati che sbandavano sotto il tavolo.
Natale era chiedersi se fosse meglio l'albero oppure il presepe, mancando comunque pezzi sia all'uno che all'altro.
Natale era un tempo meraviglioso che durava sempre troppo poco.
Ed un minuto in più.
pollywoodpollywood on December 13th, 2011 10:36 pm (UTC)
natale era il bisogno di essere felici ad ogni costo, anche quando era solitudine tra la folla. ora faccio un natale nuovo, mio, che venga come venga.