?

Log in

No account? Create an account
 
 
16 February 2012 @ 11:10 am
Quattro passi  
Quel giorno Oscar decise di andare a fare quattro passi.
Cosi' si dice a quelli da cui ci si separa, anche se non vuol dir nulla perche' poi i passi sono, di solito, molto piu' numerosi.
Considerato che non viene mai specificata la direzione ne' la frequenza, nessuno puo' sapere dove andremo e in quanto tempo.
In ogni caso Oscar dopo aver pronunciato quelle parole si allontano' in compagnia dei suoi pensieri.
Giunto presso il dirupo (aveva in verita' percorso seicentoventitre' passi in direzione nord-ovest), si avvicino' cautamente al bordo rapito da quella ammaliante sensazione che da sempre gli orridi e le altezze infondono all'uomo.
Con tutta probabilita' la colpa fu della soletta antisudore che, assorbendo ogni traccia di umidita', fece perdere l'attrito tra piede e scarpa.
Questo comporto' un impercettibile slittamento del metatarso sufficente a provocare uno sbilanciamento del corpo.
Non fece tempo neppure a lanciare nel vuoto una qualsiasi imprecazione che si ritrovo' aggrappato ad una piantina che caparbia era spuntata al centro della parete rocciosa.
Solo i suoi riflessi gli avevano impedito di compiere l'ultimo viaggio, la mano come dotata di propria autonomia aveva sfiorato quell'unica possibilita' e ci si era aggrappata con tutte le sue forze.
Superato lo sbigottimento provo' a ragionare. Riusci' a calmare la mente, comincio' a valutare la situazione.
In gioventu' era stato un abile arrampicatore e nonostante l'eta' aveva ancora un fisico atletico dove muscoli tonici e nervi saldi si dividevano lo spazio.
Osservo' la distanza che lo separava dal ciglio, anche se la parete era verticale come un campanile non erano che pochi metri, decise di tentare la salita.
Comincio' a muoversi osservando la regola detta "Dei tre punti" che prevede di muovere sempre e solo un arto alla volta per affidarsi alla stabilita' degli altri tre e limitare pericolose perdite di aderenza.
Percorreva pochi centimetri alla volta ma in breve tempo si isso' di buona misura.
Era cosi' intento ad analizzare gli appoggi e i gradini che si accorse solo all'ultimo, ma per fortuna in tempo, della tigre che era giunta lassu' e lo stava osservando.
Ancora una volta si dovette fermare, rilassare i nervi e riflettere.
Scarto' la possibilita' che la belva fosse ammaestrata. Non c'erano circhi in citta' ne' zoo nelle vicinanze percio' il felino doveva essere pericoloso e affamato.
Non si erano mai viste tigri da quella parti tuttavia doveva riconoscere l'ovvio e rassegnarsi.
L'uomo era abituato spesso a valutare le situazioni come se fossero collocate sulla scacchiera, arrivo' alla conclusione che se la salita era bloccata forse poteva tentare la discesa.
Cosi' fece ripercorrendo quel tratto di parete. Fu facile raggiungere la piantina perche' gli appigli, seppure contrari, gli risultavano familiari.
Arrivato al punto di partenza cerco' di trovare una posizione comoda per far riposare le braccia.

Forse per risposta all'immobilita' del momento comincio' a vagare con la mente.
Un ragionamento che aveva come oggetto la vacuita' dell'uomo.
Quella parete era la metafora della vita, all'apparenza un infinto mare di possibilita' ma in pratica poche direzioni e un pericolo costante.
L'unica certezza era la morte, il punto di arrivo, lo striscione sotto il quale tutti devono passare alla fine della maratona.
Certo per farla breve sarebbe bastato ordinare alle mani di rilassarsi, chiudere gli occhi e aspettare l'inevitabile. Ma non e' forse compito dell'uomo accanirsi con tutte le forze contro la soverchiante forza del destino? Comincio' cosi' la discesa.
Fu piu' difficile dell'impresa precedente perche' doveva lasciar fare alle sue estremita' inferiori che sono situate distanti dalla vista.
Discese per due volte la sua altezza e proprio mentre stava pensando se la distanza rimanente sarebbe potuta essere annullata da un ardito salto, laggiu' sul fondo ecco giungere la tigre.
La furbizia dell'animale colpi' Oscar con piu' forza di un maglio.
"Quando ha visto che non mi avrebbe raggiunto ha trovato una strada per scendere fin li' e riprovarci" - penso'
Oscar ritorno' a pensare, non avrebbe permesso che un felino come quello, seppure dotato di una intelligenza straordinaria, si facesse beffe di lui.
Ancora una volta gli scacchi gli vennero in aiuto, avrebbe fatto credere all'animale che si sarebbe mosso in una direzione per poi cambiarla repentinamente.
Cosi' cerco' per quanto possibile di raccogliere le forze poi riparti' a scalare la parete cercando di muoversi piu' in fretta che poteva.
Superati pochi metri guardo' di sotto, l'animale era sparito, comincio' allora a scendere.
Piu' che una costante discesa quella assomigliava di piu' ad una caduta controllata, in ogni caso riusci' a percorrere una bella distanza, quando mancavano un paio di metri guardo' in su e vide il muso della tigre spuntare oltre il ciglio.
Ce l'aveva fatta, l'aveva fregata.
Ora si trattava di saltare e cominciare a correre, avrebbe raggiunto un luogo meno instabile di quello dove trovare rifugio e pensare il da farsi.
Salto'.
Appena tocco' il terreno si impegno' in una capriola che assorbi' tutta la forza di gravita'.
Si alzo' in piedi, con un gesto automatico si ripuli' i lembi della giacca e si immobilizzo'.
La tigre era li' ad un passo, immobile e pronta a balzargli addosso.
"Ma come poteva aver fatto? Non esiste creatura sulla terra capace di muoversi cosi' velocemente..." - penso'
Poi realizzo', per quanto improbabile c'erano due tigri.
Sarebbe stato inutile cercare di scappare, la velocita' di un felino sul terreno aperto e' cinque volte superiore a quella dell'uomo.
Avrebbe potuto tentare di arrampicarsi di nuovo sulla parete ma il pensiero di ritrovarsi in stallo, abbarbicato a quella pianta non gli sorrideva.
Decise cosi' di concludere la sua maratona, di tagliare il traguardo senza muovere un passo, di chiudere gli occhi in attesa dell'inevitabile.
Tags:
 
 
Current Location: al centro della parete
Current Music: Cedal Walton - My shining out
 
 
 
fuchsia_gfuchsia_g on February 16th, 2012 03:00 pm (UTC)
letto tutto in un fiato,..
davvero ben scritto
magari, quando chiuderà gli occhi, scompariranno anche le tigri..