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14 March 2012 @ 08:38 pm
Fermare l'attimo  
E' proprio del mezzo fotografico fermare l'attimo.
Una capacità che costa un istante, il tempo di pigiare il tasto, di azionare l'otturatore e illuminare la pellicola per un centesimo di secondo.
E' dei quadri, la capacità di fermare il pensiero, di instillare nell'osservatore il rispetto e la pazienza, di porre domande silenziose.
In quei paesaggi bucolici e perfetti, l' osservatore ama perdere lo sguardo.
Nelle nature morte quello si congela. Dentro quei precisi confini si celebra il trionfo della morte, la vacuità della vita: Frutta che non marcisce, fagiani che non imputridiscono, acini d'uva sempre matura se ne stanno lì come falsi testimoni perchè "Questa non è una mela" scriveva Magritte.

Mi ha colpito quest'opera di Georges Rohner: "La Chute d'Assiettes" (piatti che cadono) e l'effetto straniante della situazione.
Nel dipinto non c'è il prima, non c'è il dopo, c'è l'istante esatto in cui sta per accadere l'inevitabile.
Un passato ormai dimenticato e un futuro certo di cocci.
Pare di udirlo il rumore dello schianto, vien voglia di chiudere gli occhi, di allungare una mano per impedire che accada.
Tuttavia a ben osservare quella non è una pila di piatti posata sbadatamente sull'orlo del tavolo. Le suppellettili prendono vita, paiono scattare come un pupazzo a molla, sembrano voler fare uno splendido volo prima di diventare cocci informi.
Quale il messaggio?
L'artista ha dato loro una spinta, sono Piatti che continuano a cadere (per sempre).
Prosit



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josephine_marchjosephine_march on March 16th, 2012 02:47 pm (UTC)
Mi e' molto piaciuta la tua lettura di questo quadro.
:)