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21 March 2012 @ 03:14 pm
Sul risveglio  
Qualcuno definisce il sonno come "La piccola morte" e in effetti per molti, svegliarsi e' un po' come risorgere.
Quanti e quali sono i modi di tornare al mondo?
C'e' chi preferisce una sola sveglia la cui suoneria e' stata scelta tra quelle meno intrusive.
Un suono timido che pian piano aumenta di volume e che il soggetto zittisce prima che diventi fastidioso.
L'individuo che assume questo metodo e' una persona dai rapidi riflessi, capace di tornare in possesso in breve tempo di tutte le facolta' mentali con un corpo che passa rapidamente dalla fase di sonno a quella di veglia.
Altri che non amano le mezze misure prediligono il metodo: "Sveglia gelata".
Insensibili alle suonerie discrete abbisognano di un colpo di cannone capace di scuotere le pareti e strapparli dai sogni dove stavano saldamente ancorati.
Con un balzo simile a quello dei salmoni che risalgono la corrente questi individui conquistano la posizione eretta, dopo pochi centesimi di secondo hanno infilato i piedi nelle ciabatte, osservando la temperatura esterna sul display della sveglia hanno gia' deciso cosa indosseranno e mentre vanno in bagno ripassano gli impegni della giornata.
Per alcuni individui, specie se in fase d'eta' avanzata, arriva il giorno in cui questo metodo non e' piu' adatto, un mattino nefasto dopo il consueto balzo si rompono a meta' come un crackers. Il cervello continua ad elaborare ma il corpo ha deciso che basta, dal giorno dopo le operazioni di risveglio non dureranno meno di una ventina di minuti.

Il mio vecchio amico Marino aveva un sonno cosi' pesante che doveva utilizzare una vecchia sveglia meccanica che caricava alla sera e posava sopra un vassoio metallico pieno di spiccioli.
Allo scattare dell'ora stabilita la sveglia cominciava a suonare e di concerto tutte le monete prendevano a ballare sul piatto.
Un rumore che avrebbe svegliato immediatamente la statua di Paolina Borghese a Roma e che invece nel buon Marino sortiva effetto solo dopo alcuni minuti. (Ho sempre sospettato che poi fossero le bestemmie del vicinato a svegliarlo).

Per riuscire ad abbandonare le coltri e tuffarsi nel giorno che reclama, alcuni hanno escogitato metodi di assoluto ingegno.
Le sveglie in sequenza servono ad affrontare il passaggio con gradualita' e (quasi) assenza di traumi.
Si punta una sveglia venti minuti prima dell'orario stabilito, poi un altra dopo un quarto d'ora, poi ancora dopo dieci minuti fino all'ultima che coincide con l'ultimo orario utile per riuscire ad alzarsi e non andare in ufficio in pigiama.
Questi affermano che svegliarsi al suono della sveglia e avere ancora 20, 15, 10, 5 minuti prima di alzarsi aiuta ad affrontare la giornata con il buon umore.
Io morirei di stress, ad ogni sveglia mi verrebbe da pensare: "Ma dopo questa ci sara' un altra sveglia o questa e' l'ultima? E se lo fosse e io poi mi addormentassi?" Terribile.

Analizzando le suonerie c'e' chi preferisce il "Bip bip", chi il "Driiin", chi il "Tunz tunz" ma cosa dire di quelli che si affidano alla casualita' della radiosveglia?
Escludendo la sfortuna di aver toccato incautamente il pomello della sintonia per scoprire solo verso le 12 che quel brusio di sottofondo che tanto ha conciliato il sonno doveva in realta' svegliarci, non sopporterei di svegliarmi con il notiziario, con l'oroscopo, con una musica idiota o ancor peggio con lo speaker di turno che fa discorsi scontati sul santo del giorno, sul traffico o sulla scoperta del momento del solito gruppo di scienziati inglesi.

Ci sono quelli che non hanno bisogno di sveglia perche' sono destati da un altro essere umano, sia esso genitore, coniuge o erede.
I bimbi piccoli amano svegliare con casualita' nelle piu' disparate ore notturne per poi rimanere in silenzio nel momento che sarebbe quello opportuno per svegliarsi.
La mamma sveglia con voce soave utilizzando nomignoli che se uscissero dalla stanza sputtanerebbero tutto l'albero genealogico fino alla settima generazione. Il coniuge (compagno, convivente, subaffituario del letto) sveglia con la stessa freddezza e distacco di un tecnico che formatta un Hardisk.
I tre individui di cui sopra, a volte, accompagnano alla voce i gesti.
Il bimbo se riesce a raggiungere il letto afferra i nostri capelli e si mette a tirarli come fossero erbacce da estirpare.
La mammina all'opposto carezza la nostra testolina come se volesse addormentarci mentre il partner puo', a seconda della posizione, tirare calci, pugni, conficcarci nelle costole un ombrello (che teneva pronto sotto il letto), usare uno sprone elettrico per bestiame (che invece conservava nel comodino).

Poi c'e' un fenomeno che spiega alla perfezione che l'uomo (o la donna) una volta addormentati, non vorrebbero piu' svegliarsi.
Il fenomeno e' noto come "Mondi che collidono" e cioe' percepire segnali che provengono dal mondo esterno ed inserirli nel sogno del momento.
Esempio: Mentre siamo beati su una spiaggia tropicale a goderci il sole ecco giungere il suono della sveglia che il nostro subconscio e' pronto a trasformare nel verso di un uccello, nella sirena di un lontano Yacht, nel suono della risacca.
Altre volte ci si convince che il suono della sveglia non sia reale ma parte anch'esso del sogno, percio' continuiamo a dormire sognando di alzarci.
Se solo la nostra proiezione andasse anche in ufficio noi potremmo dormire beati tutto il giorno...
Prosit
 
 
Current Location: a nanna
Current Music: Crippled Black Phoenix - Narcoleptic empire
 
 
 
claudiaflorealpolla on March 21st, 2012 08:54 pm (UTC)
Ultimamente mi metto la sveglia. Alle 8.
Ci credi se ti dico che riesco a svegliarmi alle 7e59?
Dev'essere il panico da suoneria....